I COME ISTRUZIONE di Alessandro Colitta

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Il diritto all’istruzione, acquisito nella moderna società  occidentale fu oggetto di dibattito per la prima volta durante il XVIII secolo da parte di diversi philosophes.

Voltaire ironizza sull’educazione distaccata dalla realtà e permeata da ottimismo metafisico, tipica dell’Ancien Régime, e di conseguenza propone di far crescere nel cittadino prima di tutto il senso del dovere, indispensabile per affrontare la vita sotto tutti i suoi aspetti. Sulla stessa linea, Condorcet è uno dei primi a sostenere l’istruzione pubblica gratuita, sia come dovere dello Stato verso i cittadini che come garanzia di uguaglianza. Peculiare alla filosofia di Rousseau è l’ “educazione negativa” proposta nell’Emilio. Contrario a ogni forma di sapere inculcato o di coercizione di comportamenti, il filosofo afferma l’importanza del contatto con la natura, attraverso il quale il bambino troverà le risposte alle domande che si pone; e un modello di comportamento spontaneo che lo renderà libero, sebbene abbia anche il bisogno di un precettore che lo aiuti nella crescita.

La realizzazione materiale dell’ideale illuminista di diffusione libera del sapere si ebbe con l’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert (vedi). L’Enciclopedia riuniva per la prima volta la maggior parte delle conoscenze teoriche e tecniche riguardanti la maggior parte dei mestieri manuali del tempo, oltre che comprendere numerosi saggi di natura politica, filosofica e scientifica. Pur essendo teoricamente accessibile a tutta la popolazione, in realtà il suo costo era proibitivo e questo ne limitò la diffusione tra le classi popolari.

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