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INQUIETUDINE E ANGOSCIA: FOXCATCHER

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FOXCATCHER: IL NUOVO DRAMMA DI BENNET MILLER

Il regista Bennet Miller, dopo “Truman Capote” e “L'arte di vincere” torna dietro la macchina da presa a filmare una vicenda di grande drammaticità e fascino: “Foxcatcher – una storia americana”. La pellicola, ispirata a fatti realmente accaduti, racconta la storia dell'assassinio del lottatore campione olimpico Dave Shultz, avvenuta nel 1996 per mano del multimiliardario John du Pont, amico e coach del lottatore.

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Il film si presenta quindi come l'adattamento cinematografico dell'autobiografia Foxcatcher: the true story of my brother's murder, John du Pont's madness, and the quest for olympic gold, scritta da Mark Shultz, fratello di Dave, anche lui oro alle Olimpiadi del 1984. E' importante ricordare a tal proposito che la sceneggiatura è stata scritta in contemporanea all'autobiografia.

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Il campione olimpico di lotta Mark Schultz viene contattato da emissari del miliardario John du Pont. Costui, erede di grandi industriali, vuole costruire un team di lottatori che tenga alto il prestigio degli Usa. Lui ne sarà il mecenate ed il coach. Mark vede in questo invito l'occasione per staccarsi dal fratello maggiore, ma deve ben presto accorgersi che du Pont soffre di disturbi psicologici originati da un rapporto molto controverso con l'anziana madre. Il suo legame con Mark diviene morboso: il ragazzo deve conquistare i trofei che a lui la vita ha negato. Questi avvenimenti porteranno ad un peggioramento dei rapporti tra Mark e Du Pont, e soprattutto tra i due fratelli Shultz, fino ad arrivare ad un tragico epilogo.foxcatcher-scheda

Il film, in corsa per ben cinque statuette agli Academy Award 2015, tra cui miglior regia, miglior attore e miglior sceneggiatura originale, vanta probabilmente uno dei migliori cast degli ultimi anni. Chaning Tatum e Mark Ruffalo, nel ruolo dei due lottatori, rispettivamente Mark e Dave Shultz, riescono a collezionare degli ottimi successi di critica. Ruffalo è una conferma da una parte ed un sollievo dall'altra, torna infatti a rapportarsi con un personaggio complesso ed impegnato, molto carismatico e volitivo, mentre il Mark di Tatum è più rigido ed inquieto.

foxcatcher-channing-tatumI due attori si sono sottoposti ad un duro allenamento fisico in preparazione della loro performance. Hanno infatti dovuto imparare la lotta ed in particolare gli stili dei fratelli Shultz.

Il regista Bennet Miller per lasciare il maggior tempo possibile ai due attori, ha deciso di girare le scene di lotta per ultime, in modo da avere Ruffalo e Tatum pronti e ben allenati sul set. Il lavoro di Ruffalo è stato però molto più intenso e impegnativo di quello del collega: al liceo aveva praticato la lotta, ma essendo Dave mancino ha dovuto disimparare tutto ciò che sapeva e ripartire da zero. Inoltre non bisogna dimenticare che a quarantacinque anni doveva risultare convincente nel ruolo di un trentatreenne, considerato da molti il più grande lottatore di tutti i tempi. Il riconoscimento maggiore però va, senza ombra di dubbio, a Steve Carell che realizza probabilmente la migliore performance della sua carriera, ruolo che inizialmente sarebbe dovuto appartenere a Gary Oldman. La caratterizzazione del personaggio di John du Pont da parte di Carell è molto interessante ed accurata, è stato paragonato al vampiro di “Nosferatu” e al Norman Bates di Psyco, soprattutto per il difficile rapporto con la madre. Ma Carell va oltre, riuscendo a portare sul grande schermo un personaggio assai complesso e affascinante nel suo lato misterioso e oscuro. Sicuramente una prestazione maiuscola quella dell'attore comico, che aveva tutte le carte in regola per vincere l'Oscar e consacrare la sua grande performance con la statuetta d'oro.channing tatum mark shultz foxcatcher

Man mano che scorre, il film non fa altro che sprofondare verso l'abisso. La lotta si sviluppa, progressivamente, da un piano puramente fisico ad uno fortemente psichico: si combatte contro il malessere esistenziale, e lo scontro è molto più duro ed insidioso. Così facendo si crea pian piano uno schema dove in fondo non sono presenti né vincitori né vinti.

Foxcatcher a primo impatto si presenta come un solido e robusto filmone americano, ma c'è qualcosa in più, di inquietante, di spettrale che disorienta lo spettatore. Il montaggio del film è ordinato, cronologico e regolare, al limite della sopportazione, caratterizzato da molti silenzi ed inquadrature di spazi aperti e desolati, che vanno ad agire sulla sensibilità dello spettatore, destabilizzandola. Inoltre si insiste molto sul rapporto tra i tre protagonisti: tra i fratelli si nota un qualcosa che sta a metà fra l'amore e la forte competizione. a49b48484d5a42faaaf77aec3653a1b0

Mark ha una grande dipendenza emotiva nei confronti di Dave: emerge in particolare il suo bisogno di sentirsi appoggiato dal fratello, ma anche di affrancarsi da lui, geloso dei suoi successi. In questo senso è esemplare la scena iniziale della lotta in allenamento tra i due: Ruffalo e Tatum danno inizio ad una vera e propria danza, fatta di abbracci e colpi, una rappresentazione poetica del loro legame. Nel rapporto con du Pont invece si arrivano a toccare livelli molto elevati di inquietudine e angoscia, scene caratterizzate da molti silenzi e atmosfere hitchcockiane.

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                                                                                                 Gustave Courbet, I lottatori, 1852

Il film trionfatore a Cannes resta una grande prova registica e attoriale e uno dei film biografici più emozionanti e densi del nuovo millennio.

Samuele Picchi

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