INFERNO DI FULMINI ALL’EQUATORE

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Lago di Maracaibo, Venezuela.

È visibile all’orizzonte anche da trecento chilometri di distanza. Ha guidato per secoli i marinai. Ha illuminato i galeoni del corsaro Francis Drake. È immortalato nei versi del poeta Lope de Vega. È chiamato il “Faro di Maracaibo“, ma non è opera umana. Infuria quasi ogni giorno dell’anno e sempre esattamente nello stesso punto e sempre alla stessa ora.

È uno dei più strani fenomeni meteorologici del pianeta. Una meraviglia naturale non replicabile altrove. Un temporale perenne conosciuto come “il fulmine di Catatumbo”.JJLlZfk

Nato nelle estreme propaggini della Cordigliera Orientale e dopo avere attraversato la piana del Caribe e le piantagioni di cacao, il fiume Catatumbo sfocia nel lago di Maracaibo, formando una torbiera dove i venti e l’aria umida si scontrano con le sierre e i crinali andini. Cinque chilometri più in alto, nel cielo perennemente tempestoso si esibisce uno dei più spettacolari fenomeni atmosferici al mondo, che si replica probabilmente da milioni di anni, nove mesi l’anno. Il cast è composto da una massa di nuvole temporalesche e da un nutrito corpo di ballo di fulmini scatenati che si producono in una serie di virtuosismi elettrici, specchiati dalla superficie della laguna. Le nuvole fosforescenti arrossate dal tramonto cominciano a lampeggiare. I fulmini sembrano fratture nella trama del cielo tempestoso.rawImage

Uno show entusiasmante e inimitabile altrove, che comincia al tramonto e dura tutta la notte, con effetti speciali di ozono troposferico sprigionato in abbondanza, enormi archi voltaici sospesi nel firmamento e orizzonti notturni illuminati a giorno per miglia e miglia. Se volete ammirare il fenomeno il più vicino possibile dovete prendere una barca e andare fino a Congo Mirador, un villaggio su palafitte esattamente sotto l’epicentro della tempesta ininterrotta.Catatumbo lightening, Venezuela

Gli scienziati ancora dibattono sulle cause del fenomeno. Certamente il temporale perpetuo è alimentato dallo scontro di masse d’aria calde e fredde e dall’ingente evaporazione delle acque lacustri sotto il sole equatoriale. Ma non basterebbe a giustificare la regolarità e la continuità del fenomeno. Allora si è tirata in ballo la presenza di uranio nelle rocce o il metano disciolto nelle paludi che aumenterebbero la conducibilità dell’aria sopra la foce del Catatumbo, permettendo ai fulmini di ricaricarsi velocemente e fare fuoco a ripetizione, come la batteria di un plotone all’attacco della terra. Ma queste paludi sono considerate pericolose non a causa dei fulmini ma della presenza di trafficanti di droga, banditi e guerriglieri che hanno scelto la zona come covo. Ma vale la pena di correre il rischio…

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