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INCONTRI SUL RING: SCRITTURA VS PUGILATO

Young muscular sports guy with a naked torso boxing

Sotto un baldacchino di alberi, in un angolo tranquillo di Viktoria Park nel quartiere di Kreuzberg a Berlino, sorge un ring di pugilato in cemento. Una strano posto per disputare un incontro di boxe, penserete. In realtà si tratta del monumento dedicato al pugile zingaro Johann Trollmann, detto Rukeli, che in lingua sinti significa “albero”. Infatti la sua tecnica era consisteva nel rimanere piantato sul ring, e poi scattare veloce per mandare a segno il colpo a sorpresa. Nel 1933 divenne campione tedesco dei mediomassimi, ma i nazisti in piena ascesa non potevano tollerare che a vincere fosse un campione di etnia zingara. Il titolo gli fu tolto e in seguito finì per essere deportato in un campo vicino ad Amburgo, dove venne ucciso da un kapò, che non gli aveva perdonato di averlo mandato al tappeto. 

Una foto di Trollmann

Una foto di Trollmann

Qualche anno fa questa storia fu raccontata in un libro di Roger Repplinger, Buttati giù, zingaro. Alla breve vita del pugile zingaro sono ora dedicati ben due volumi usciti quest’anno,  quello scritto e illustrato da Dario Fo, Razza di zingaro (chiarelettere) e la biografia romanzata Alla fine di ogni cosa. Romanzo di uno zingaro, di Mauro Garofalo.

Nel racconto Cinquanta bigliettoni, Ernest Hemingway aveva già narrato da par suo la parabola di un pugile fallito, mentre Joyce Carole Oates scrisse su Tyson vari articoli per riviste e giornali americani come «Life» o «The New York Times».tumblr_mz6x2iEiYi1qm9rypo1_1280

L’incontro tra Muhammad Ali e George Foreman a Kinshasa, il 30 ottobre 1974 diviene una pagina epica nel romanzo La sfida di Norman Mailer (Einaudi) del 1975, da poco riapparsa nelle librerie italiane. Sempre di recente è riapparsa sugli scaffali un’altra opera narrativa sul pugilato:  Città amara (Fazi) di Leonard Gardner, scrittore e sceneggiatore americano, che scrisse quest’unico romanzo, uscito nel 1969. Dal libro John Huston ricavò un film con Stacy Keach e Jeff Bridges.

 Muhammad Ali vs Ken Norton allo Yankee Stadium

Muhammad Ali vs Ken Norton allo Yankee Stadium

Il rapporto di fascinazione per la nobile arte prosegue con un romanzo ammirato anche da Hemingway e da Elmore Leonard, uscito nel 1958 ma tradotto solo una decina d’anni fa in Italia: Il professionista di Wilfred Charles Heinz, uno dei più celebri giornalisti sportivi degli Stati Uniti.tumblr_nxjvbjtS0L1u27i1eo1_500

Scriveva Heinz: “Un pugile è un alieno. Fa il mestiere più duro del mondo, e ben che gli vada ha dieci anni di carriera. Un mestiere che lo costringe a tirare fuori ogni grammo di forza e a giocarsi ogni istante di vita. Anche il minimo gesto, l’azione più insignificante, lascia un segno sulla sua carriera. Un pugile non è un tappezziere, un avvocato, un giornalista. Non può continuare a lavorare per trenta, quarant’anni. Deve dare tutto ciò che ha dentro, e deve darlo subito. Adesso o mai più.” La storia di Eddie Brown è la vicenda di un pugile mediocre che tenta di ottenere il titolo più importante della sua carriera.8547-wallpaper-magic-friendship-little-pony

Anche il nostro Gianni Brera, in un romanzo picaresco del ’77 intitolato Ballata del pugile suonato, raccontò di un pugile rintronato ormai dai troppi colpi che vaga in compagnia del suo unico amico.7e00031b1e8791fdd2

La boxe è una metafora della lotta tragica a cui ci costringe la vita e la vittoria del campione ne è la catarsi e la sublimazione. Per questo forse somiglia alla letteratura, madida di sudore e sangue, sempre in bilico tra sofferenza autentica e artificio, in lotta con il linguaggio e con la verità.mp_monday

Scriveva infatti la Oates: «Nessun altro soggetto è, per lo scrittore, intensamente personale come la boxe».

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