IMBUCATA A UN MATRIMONIO ORTODOSSO di M. Crispolti

Arrivata a Patrasso la prima cosa che mi ha colpito è stato il colore delle case bianco splendente, quasi accecante, che secondo il motivo storico era stato usato dalla popolazione greca per manifestare l’appartenenza alla Grecia e alla chiesa ortodossa al popolo ottomano che era riuscito a impadronirsi della città per quattrocento anni. Successivamente il bianco assunse anche il significato della libertà tanto voluta dagli abitanti. Secondo il motivo pratico questo colore è dato dall’intonaco che spesso, quando batte forte il sole, acceca gli abitanti che sono dovuti ricorrere ad una soluzione che potesse essere pratica, ma sempre di una certa bellezza, così decisero di aggiungere come colore il blu, il quale simboleggia il mare e secondo delle antiche leggende è un colore che porta fortuna e che riesce ad allontanare il male.

Qualche ora dopo aver passeggiato per la città e mangiato un boccone al volo, mi sono diretta verso la mia vera meta: la Basilica di Sant’Andrea a Patrasso. Pensando che fosse aperta al pubblico sono entrata senza pormi troppi problemi ed, abbagliata dal color oro utilizzato ovunque non mi sono resa conto di essere entrata nella pieno di una cerimonia. Ad un certo punto, mentre stavo ammirando la bellezza dell’interno della basilica, mi sono trovata insieme ad altre persone a lanciare riso e confetti a una probabile coppia di neo-sposini, i quali, legati insieme con un nastro, indossavano due corone, che, finito il riso da lanciargli sono state tolte dal quello che poteva essere il prete.

Successivamente cercando di allontanarmi da un matrimonio al quale non ero stata invitata, sono stata scambiata, evidentemente, per un’invitata e sono stata portata in una sala adornata con palloncini, fiocchi, cuori e quant’altro con tutti gli altri parenti e invitati. All’improvviso ritornarono i due sposini che iniziarono a ballare a tempo con la musica insieme agli invitati che mettevano molti soldi nei vestiti dei due, e così mi ricordai di questa usanza chiamata appunto “La danza dei soldi”, la quale viene utilizzata affinché i due innamorati possano iniziare la loro vita insieme senza badare a spese. Ormai ero una di loro, almeno per quel giorno, quindi scelsi di concludere la serata seguendoli anche all’ultimo rito di un matrimonio ortodosso che consisteva nel regalare alla coppia qualcosa che sarebbe stata utile per la casa e che, secondo la tradizione, gli portava fortuna. 

Celebrazione matrimonio greco ortodosso

 

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