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IL TRASHIC di Massimo Crispi

Lance Cardinal -  Set Design - Funny Thing Happened on the Way to the Forum 5

Il Trashic,
o i vestiti nuovi dell’Imperatore

L’autorité de la mode est tellement absolue qu’elle nous force
à être ridicules sous peine de le paraître.
L’autorità della moda è tale che ci obbliga ad essere ridicoli per non sembrarlo.
J. Sanial Dubay

Ci dev’essere stato un inizio, perché le cose non vengono mai da sole. Perfino nel primolibro della Bibbia all’inizio di tutto c’era il caos. E la Bibbia non ha prefazioni, tutt’al più delle note del traduttore di turno, perché nessuno oserebbe scrivere una prefazione al libro più famoso del mondo. Forse anche perché è il libro più antico del mondo e la prefazione è un’usanza abbastanza recente, in generale scritta da un intellettuale o una
vedette della stessa casa editrice.
Ben lungi dall’essere il nulla, il caos è l’esatto opposto: nel caos ci sono tutti gli elementi in disordine e libertà, anche se, come si è visto, e unicamente per casualità, dal caos possono venir fuori cose tutt’affatto interessanti. Anche il Trashic viene dal caos.
Il Trashic (Trash = rifiuti, spazzatura + Chic = elegante; un’eleganza che molesta, il cui confine colla spazzatura è assai labile, a volte) comprende, senza dubbio certa parte di dandysmo.

Oscar Wilde aveva dei modi assai sgradevoli pur nella sua eleganza, e spesso i suoi aforismi avevano proprio l’intenzione di disturbare i borghesi ineleganti. Ma si parla di un grande autore che viveva a Londra nella molesta età vittoriana. Molto molesta. Certo, per fare il molestatore bisogna essere assai abili: i molestatori di professione sono
dei gran cervelli, dei grandi inventori, nella maggior parte dei casi controcorrente; spesso la loro maniera di molestare è chic. Il lato “chic” del Trashic si manifestava, in origine, proprio nell’eleganza.
Parleremo qui di una mania particolare di oggigiorno, ossia quella di molestare le persone oltraggiando la bellezza unicamente per servire il narcisismo parossistico del molestatore, cosa che sembra diventata particolarmente alla moda in certi paesi d’Europa. Tuttavia, potremo riconoscere questa tendenza anche altrove, grazie ai moderni mezzi informatici che diffondono l’esperienza nel globo, giusto il tempo di digitare su una tastiera.

Questi molestatori di oggi non sono assolutamente al livello di un Oscar Wilde o di una Mae West, e potremmo solamente definirli assassini del buon gusto. È molto difficile, however, difendere oggi il buon gusto, e ancora di più se le persone che dovrebbero farlo, come gli artisti, i creatori, i politici, che sono i nostri moderni sovrani che, delegati da noi, sono quelli che hanno l’enorme responsabilità di amministrarci (e che sono i primi a voler indossare gli invisibili abiti nuovi imperiali), non fossero spesso ignoranti o non avessero dimenticato l’abc del buon gusto medesimo. Parleremo pertanto di alcuni di questi molti molestatori che hanno contaminato, senza alcun riguardo, la vita quotidiana di tutti noi, mortificando l’aspirazione innata dell’uomo alla bellezza.

Farne una lista è inutile. In primis non sarebbe mai esauriente e, in secundis, perché esamineremo solamente alcuni aspetti; ma sarebbe inutile soprattutto perché la lista diventerebbe presto obsoleta, perché la libertà d’azione di chi produce il Trashic è davvero impressionante. Ne faremo solamente un uso metodologico, giusto per riconoscere
costoro, questo genere di rompiscatole che ha creduto di fare del Trashic una religione, pretendendo di estenderla al resto dell’umanità.
Il Trashic nel XX secolo
Il Trashic se ne sbatte della coerenza, del buon senso, della forma, dell’estetica tradizionale, dell’analisi e di tutte quelle categorie che, da un certo punto di vista, cristallizzano la realtà, che sarebbe troppo disturbante da rispettare per ciò che è.
Il Trashic ha senz’altro bisogno di molestare profondamente. Il Trashic prende spesso le sembianze della provocazione e, senza dubbio, anche questo è uno degli aspetti della categoria. Anche se, diciamolo pure, oggi, la provocazione, intesa come sconvolgimento dei
 capolavori, ha perduto molto del suo significato. Al contrario, la vera provocazione sarebbe quella di recuperare i simboli, le relazioni, i significati multipli, i vari livelli d’interpretazione, la lettura di un’epoca, l’attenta analisi di un testo, una musica, un’immagine, un gusto, la scelta dei termini di un autore, la relazione tra pubblico e performance… in una sola parola, la comunicazione, spesso perduta nelle sovrastrutture e stratificazioni culturali nei secoli.
Senz’alcun dubbio il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo hanno fornito un bel contributo per capovolgere il gusto, sia nel modo di vestire sia di parlare, di scrivere, di comporre musica, o di mettere in scena un dramma o un’opera lirica o un’azione coreografica.
La “Ursonate” di Karl Schwitters, scritta tra il 1922 e il 1932, ad esempio, è un modo abbastanza irritante di disturbare chi ascolta. Il brano è lungo (troppo) ed è concepito come un vero pezzo musicale:
1. einleitung und erster teil: rondo (21:58)
2. zweiter teil: largo (3:12)
3. dritter teil: scherzo – trio – scherzo (2:24)
4. vierter teil: presto – ablosung – kadenz -schluss (13:36)
Lo scopo molesto è garantito perfino al giorno d’oggi. Poco importa chi la esegua, che sia l’artista più famoso del mondo o la vedette di Hollywood o l’ultimo degli attori nella compagnia parrocchiale del quartiere. In questo caso, il Trashic emanato dalla “Ursonate” ne fa un’opera d’arte assoluta, perché l’effetto disturbante è identico a quello del giorno della prima: il pubblico si mostrerà inquieto e rumoreggerà per farsi rimborsare.
Un po’, se vogliamo, come l’orinatoio di Marcel Duchamp, oggi esposto in copia come « Fontaine » (una copia, perché pare che l’originale sia stato buttato via tra i rifiuti (trash…ic) dallo stesso fotografo che l’aveva immortalato nel 1917, o utilizzato come orinatoio, appunto, da qualche parte), Musée National d’Art Moderne de Paris. In ogni caso l’opera è considerata ufficialmente dispersa e, nonostante sia stata salutata come uno dei massimi capolavori dell’arte del XX secolo, resta ciò che è: un orinatoio. Prosit!
Il Trashic è anche visibile, e di frequente, nella moda, dove spesso l’assemblaggio di elementi d’abbigliamento risulta essere senza capo né coda. Questa è la specialità degli stilisti e inventori di abbigliamento che fanno della rappresentazione teatrale un modo di esibire la propria vita per i consumatori compulsivi del prêt-à-porter.

Il Trashic il più molesto e persistente di oggi lo vediamo, ad ogni modo, negli allestimenti d’opera, dove la creatività dei registi non ha limiti.
Questo sport di importunare l’opera e il pubblico è nato in Germania, forse nel dopoguerra, per poi espandersi come una pandemia verso i quattro punti cardinali.
Liberata dalla crosta del Nazismo, molestissimo anch’esso, la Germania liberata scoprì la libertà d’espressione. L’opera è un genere molto amato in Germania e ogni città, anche piccola, ha un suo teatro d’opera con la propria compagnia, la propria stagione, e si può assistere a opere di repertorio e contemporanee (queste ultime spesso assai moleste). A partire da un certo momento in poi i registi tedeschi devono aver deciso di mettere al bando le regie “tradizionali”. Quindi: niente più Carmen colle nacchere ma campi di zingari da circo o bordelli in Cayenna, niente più cetre per Orfeo ma bassi elettrici e assolutamente mai più villaggi siciliani tipici per Cavalleria rusticana, ma solo famiglie mafiose a Brooklyn.

Le pretese di costoro, nutriti da certi direttori artistici e sovrintendenti dei teatri, che ricercavano una maniera di “épater les bourgeois” e attirare pubblico attraverso la polemica e lo scandalo, anche al prezzo di distruggere un capolavoro, erano di “attualizzare” l’opera, perché il pubblico di oggi aveva bisogno di riconoscervisi, di realizzare che i personaggi delle opere avrebbero potuto essere come il vicino, il capufficio, la fornaia o la merciaia, anche se il libretto dell’opera in questione non avesse minimamente previsto queste figure e le relazioni tra i personaggi fossero tutt’altre.

Lohengrin                                           Lohengrin di Wagner
Se il libretto lo permette, se c’è una trama che non si snodi in un tempo storico ben preciso, se la dimensione della vicenda è fiabesca, o se la stessa storia è solo un pretesto per mettere in scena dei valori universali e fuori dal tempo, allora, sì, un’attualizzazione è a volte possibile. Ma tutti gli elementi del libretto devono essere coerenti, cosa del tutto ignorata dalla maggior parte dei molesti importuni del Trashic.
Un esempio fra tutti, Fidelio di Beethoven. La storia si svolge in un carcere, dove è rinchiuso Florestano, prigioniero politico, salvato da sua moglie che s’introduce nel carcere travestita da uomo e si fa assumere come aiuto carceriere, grazie allo stesso carceriere che è un uomo di buon cuore. 
L’azione è ambientata nella Spagna del Seicento ma ciò non ha una reale importanza perché la tirannia è di tutti i tempi e qualsiasi dittatura può essere di sfondo, il Nazismo o il Franchismo o altre ancora.

fidelio3

Una recente rappresentazione del Fidelio di Beethoven

Oggi, ad ogni modo, che sia il Festival di Salisburgo o l’Opera di Vienna, il Festival di Aix-en-Provence o l’Opéra Bastille, La Scala di Milano o il Liceu di Barcellona, tutto è contaminato dal Trashic.

Die Walküre--Santa Fe Opera                                                 Die Walküre di Wagner all’Opera di Santa Fe

Un tipico esempio del Trashic applicato all’opera è tutto ciò che oggi viene inflitto all’opera barocca. Negli anni 70-80 del XX secolo si cominciarono a riscoprire i fasti dell’opera barocca, parallelamente alla riscoperta e alla riappropriazione degli strumenti d’epoca e della prassi esecutiva, con tutto ciò che ne comportava. Fu il momento in cui dei grandi scenografi d’opera, come Pier Luigi Pizzi, uno dei massimi, creò le spettacolari messe in scena di Rinaldo e Ariodante (Händel), Hippolyte et Aricie e Les Indes Galantes
(Rameau), ricreando, tra tutte le altre, una delle categorie ideologicamente più importanti della poetica barocca: la meraviglia. Quella fu una stagione veramente chic senza essere trash.Heinrich Marschner _Hans Heiling                                Allestimento di P.L. Pizzi per Hans Heiling di Heinrich Marschner 

La meraviglia fu ricreata con fastosi costumi e scenografie, con macchine per spostamento di oggetti e persone, rispettando la voce dei cantanti per metterla in risalto, così come i testi, proiettando il pubblico in un mondo d’incanti e magie. È pur vero che per i teatri oggi non è più praticabile il costo di simili allestimenti, trent’anni fa era diverso.
Il Trashic aspettava in agguato.

(continua…)



© Massimo Crispi

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