IL MIRACOLO DEI PANINI ALL’EXPO di F. Vitali

Expo1L’Expo è organizzato come una città romana: lungo un cardo e un decumano sono allineati tutti i padiglioni segnalati dalle bandiere dei vari Paesi.
Ovunque andassimo trovavamo un gran quantità di persone in fila, qualsiasi cosa volessimo fare dovevamo metterci in coda.

Moltitudini davanti al padiglione dell’Inghilterra, ressa in quello degli Stati Uniti, fiumane per entrare in Grecia, sciami per la Russia, nugoli per la Francia, a frotte per il Belgio, caterve persino per il Sudan e l’Afganistan. Uno stuolo di visitatori famelici in attesa alle frontiere del mondo. Perfino per il bagno c’era ressa. Non in tutti i padiglioni, come invece credevo, davano l opportunità ai visitatori di assaggiare i piatti tipici, soltanto pochi Paesi avevano un vero e proprio ristorante. Molto carini erano i ristorantini che si potevano trovare a poca distanza dai padiglioni dei rispettivi Paesi. Molto appetitoso sembrava il meno del ristorante cinese. Sarebbe stato un miracolo trovare posto, viste le code bibliche. Senza aspettare il miracolo della moltiplicazione del riso alla cantonese e degli involtini primavera, ci siamo accontentati dei nostri panini molto caserecci e assai poco esotici e abbiamo trovato un posto per mangiare in santa pace proprio sotto l’Albero della vita. Questo sì un vero miracolo.

Ognuno dei padiglioni era ispirato da un’estetica particolare di luci ed effetti. Lungo le pareti erano rappresentate le caratteristiche del Paese. La Francia per esempio mostrava i vari tipi di agricoltura ed i mezzi impiegati. Una pecca dell’allestimento è che, essendo tutti i padiglioni uno accanto all’altro, non c’era spazio sufficiente per valorizzare la loro bellezza architettonica. Soltanto i paesi che avevano investito di più avevano ottenuto più spazio, come l’Italia, per esempio, che, a mio giudizio, aveva il miglior padiglione tra tutti e non a caso aveva attirato una folla equivalente a sette ore di fila. Tra i padiglioni che più mi hanno colpito c’è anche quello dell’Inghilterra, che aveva al centro una struttura particolare  e sospesa in aria, e che doveva rappresentare un alveare dentro al quale era possibile accedere.

Forse con un’organizzazione migliore si sarebbe ovviato agli inconvenienti dovuti alle file estenuanti.

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