EXBOH! di Alberto Piazzini

2b5f11ac-d30a-4e26-9d2b-cd5edf2144ed“Mamma mia quanta gente!” ecco la mia prima esclamazione appena arrivato all’Expo Milano 2015. Una concentrazione di mezzo pianeta in uno spazio in fondo non molto grande.
Un intero viale dedicato all’Italia, una moltitudine di turisti ad attendere di visitarne il padiglione. La quantità e l’ordine di grandezza colossale è la prima impressione che si riceve. Enormi strutture architettoniche, e alcune anche molto originali, dei padiglioni di ogni Paese. Impressionante quello dell’Ungheria. La zona centrale del Padiglione è ispirata all’Arca di Noè, simbolo di salvezza per gli esseri viventi, mentre le due estremità laterali richiamano i tamburi sciamanici. L’ultimo piano della costruzione ospita una terrazza con un giardino pensile.
All’interno del padiglione troviamo alcune attività tradizionali del popolo magiaro, come esempio la tessitura. Un musicista suona il pianoforte e con la sua melodia fa rilassare tutti i visitatori, me compreso. Uscito dal padiglione, ho sentito un odore invitante proveniente dal retro. Veniva da una piccola baracca. Questo aroma faceva davvero venire l’acquolina in bocca. Si trattava di un dolce tipico ungherese, chiamato “kurtuskalas”, che dal nome non sembra molto invitante, ma mi sono ricreduto vedendone la preparazione. Non l’ho potuto assaggiare, perché sono stato scoraggiato dalla lunga coda d’attesa.
Tra gli altri padiglioni, l’unico che davvero mi ha fatto entrare nello spirito del Paese è stato quello del Ghana, soprattutto per la musica tradizionale e il forte aroma del cacao che emanava, a ricordare che il Ghana ne è uno dei principali produttori. All’interno della struttura c’è un mercatino che vende prodotti di ogni genere: dalle stecche di cioccolata ai braccialetti e alle creme per il corpo.
La stanza è addobbata come una classica abitazione africana. Secondo me ogni padiglione avrebbe dovuto essere ispirato dalle tradizioni locali.
Le uniche note negative di questa grande fiera sono la scarsa organizzazione, viste le lunghe ore di attesa in fila, e i prezzi elevati di ogni articolo in vendita, dagli alimenti fino ai piccoli accessori.
Nonostante non mi sia fermato un attimo, e sia arrivato stanco morto alla fine delle visita, sono riuscito a vedere soltanto una piccola parte dell’esposizione. Mi sembra evidente che visitare l’Expo solo nel corso di una giornata non è una grande idea. Tornato a casa, mi sono chiesto come sarebbe stato utilizzato tutto lo spazio ora occupato dall’Expo. Non nutro molta fiducia che verrà riutilizzato al meglio. E voi?

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