IL FUNESTO MAUSOLEO


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Samarcanda, Uzbekistan. 1405

“Se mi alzerò dalla  morte, il mondo tremerà.”

Questa oscura profezia minatoria viene incisa in arabo sul blocco di giada verde che copre il sarcofago di Tamerlano, il sovrano turco-mongolo, fondatore di un immenso impero che andava dalle steppe centro-asiatiche all’India. Si stima che abbia sterminato circa il cinque per cento della popolazione mondiale dell’epoca. Il suo corpo riposa ormai da sette secoli nello splendido complesso monumentale di Amir Gur-e, a Samarcanda.

Mosca, giugno 1941.

Stalin ha la bella idea di far riesumare lo scheletro di Tamerlano per ragioni che sono rimaste ignote agli storici. Il dittatore russo incarica l’antropologo Mikhail Mikhaylovich Gerasimov, pioniere del metodo di ricostruzione facciale paleo-antropologica, di recarsi a Samarcanda a capo di una spedizione archeologica e di aprire la tomba di Tamerlano per esaminare i resti del grande conquistatore erede di Gengis Khan. Gerasimov aveva elaborato un metodo per studiare l’interdipendenza tra l’anatomia ossea del cranio e i tessuti molli del viso e fu il primo a ottenere una ricostruzione del volto a partire dal teschio.

00_01 Il metodo di Gerasimov è valido ancora oggi. La ricostruzione plastica dei tratti somatici del viso di un morto, deducendoli dalla conformazione del cranio, è spesso usata dagli anatomo-patologi forensi e dai paleontologi di tutto il mondo per riprodurre l’identità somatica di resti umani ignoti.

Samarcanda, Uzbekistan, 19 giugno 1941.

L’équipe di archeologi sovietici si appresta a esumare le ossa di Tamerlano. Il suo mausoleo, preceduto da un maestoso portale e affiancato da due minareti, è un edificio ottogonale rivestito di piastrelle blu, bianche e azzurre che compongono splendidi motivi geometrici.01_Muhammad-Sultan-ensemble-in-Samarkand

La cupola scanalata svetta più azzurra del cielo azzurro. Gerasimov e i suoi colleghi entrano nel mausoleo, capolavoro dell’architettura islamica, e non possono rimanere indifferenti di fronte allo splendore nella vasta sala, rivestita in basso da lastre di onice e decorata da cima a fondo con archi, nicchie ad alveare, intonaci dipinti ad arabeschi e percorsi da scritte dorate.2804444516_67e73a2205_b

Trovano le lapidi decorate a intarsio che indicano il luogo delle sepolture di Tamerlano e dei suoi discendenti. Scendono nella cripta ed ecco il blocco di giada verde scuro posto sopra la tomba di colui che fu il temutissimo vincitore dei Persiani, dei Mamelucchi e degli Ottomani, lo spietato distruttore di Baghdad, il despota delle immense pianure asiatiche dal Mar Caspio alla Mesopotamia. Gerasimov si appresta a rimuovere la lastra tombale, ma sopraggiunge, Masud Alaev, custode del Mausoleo, che ammonisce Gerasimov di non profanare la tomba e non disturbare l’illustre defunto, traducendo a beneficio dei russi l’iscrizione scolpita sulla tomba di giada: “Se mi alzerò dalla morte, il mondo tremerà”.

Gerasimov, pur essendo un impassibile scienziato, decide, come misura prudenziale, di consultare Mosca, non si sa mai. Ma Stalin ordina: arrestate Masud Alaev per propagazione di notizie false e procurato allarme. Che la tomba venga aperta senza indugi. Mentre i membri della spedizione di Gerasimov sollevano la lapide, notano una grossa crepa. Infatti le cronache narrano che nel 1740, il condottiero persiano Nadir Shah aveva ordinato di asportare la pietra tombale, ma questa si era rotta in due: i persiani lo interpretarono come un segno di malaugurio e si affrettarono a rimettere la lapide al suo posto. Meno superstiziosi o più incauti dei persiani, gli scienziati sovietici rimuovono il blocco di giada, e trovano nella bara un’altra iscrizione araba:timur’s tomb, gur emir mausoleum, also known as gur amir, guri amir, gur-e amir, and gur-i amir, samarkand, uzbekistan

Chiunque apra la mia tomba, scatenerà un invasore più terribile di me”.

Gli scienziati fanno spallucce. Non possono certo disobbedire a Stalin, che, se vuole, sa essere anche peggio di Tamerlano, e procedono metodicamente all’esumazione dello scheletro del khan mongolo, mentre gli imam e gli ulema di Samarcanda si strappano i capelli e si stracciano le vesti. Era la nemesi storica a far profanare il teschio del crudele condottiero che aveva l’abitudine di innalzare proprio piramidi di teschi con le teste dei suoi nemici?detailed_pictureFu la maledizione di Tamerlano ad attirare l’invasione nazista dell’Unione Sovietica? Comunque sia, l’obbedienza all’ordine di Stalin ha procurato a Gerasimov una fama sinistra che ancora dura nelle leggende popolari. I fatti: il 21 giugno Gerasimov rimuove il cranio di Tamerlano per ricostruire i suoi tratti somatici…739926f5341f9b418423b17e0d5d04e4

…il giorno dopo, il 22 giugno 1941 Hitler rompe il patto di non aggressione tra l’URSS e la Germania e scatena a sorpresa l’Operazione Barbarossa contro i russi. La profetica maledizione di Tamerlano sembra avverarsi nella maniera più terribile.

Solo quando nel novembre 1942 i resti di Tamerlano e quello del nipote Ulug Beg vennero nuovamente restituiti al sepolcro, secondo il rito islamico, le sorti della guerra cambiarono a favore dei russi e l’Armata Rossa passò alla controffensiva, accerchiando le truppe dell’Asse e provocandone la disastrosa ritirata.

E Gerasimov? Per il resto della guerra, Gerasimov rimase a lavorare in Asia centrale, presso l’ospedale militare di Tashkent. Alla fine della guerra, Gerasimov divenne direttore del Laboratorio di Ricostruzione plastica presso l’Istituto di Etnografia. Oltre al volto di Tamerlano, ricostruì i volti di vari personaggi storici, tra cui Ivan il Terribile, ma anche di uomini preistorici o di anonimi campioni delle varie etnie umane. Le sculture di Gerasimov si possono ancora ammirare a Mosca, nel Museo antropologico dell’Università statale e a San Pietroburgo, nel Museo di Antropologia ed Etnografia, accanto alle mummie di Frederik Ruysch, care a Leopardi.

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