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Il crowdfunding per salvare la Grecia… Solo pubblicità!

Greek

Premetto che queli che sto scrivendo sono dati di fatto conditi con mie opinioni personali, quindi non dogmi.

Martedì sera sulla nota piattaforma di crowdfunding Indiegogo è apparsa, e subito messa in primo piano dal sito per l’enorme pubblicità e traffico generato, una campagna, “Fondo per il salvataggio della Grecia“, che si prefiggeva, in una settimana, l’obbiettivo di rccogliere 1,6 miliardi di euro utili a pagare la rata scaduta da quattro giorni del Fondo Monetario Internazionale.

Chi ha avviato questa campagna? Qualche politico? Un intraprendente cittadino greco? La risposta è un semplice ragazzo che per campare lavora in un negozio di scarpe, Thom Feeney. Il perchè può essere riassunto in questa frase rilasciata ai media “… voglio che i popoli europei capiscano che c’è un’altra via rispetto all’austerity… “. Niente politica dietro.

L’iniziativa può essere interessante, soprattutto per questo ragazzo, diventato manager di una società internazionale, ma lascia più domande rispetto alle risposte che dà.

Per prima cosa è impossibile raccogliere questa cifra enorme in così poco tempo (anche se, nel caso in cui lo score dei 1,6 miliardi non venga raggiunto, i contribuenti vengono rimborsati, quindi forse sono più propensi a donare). Infatti mancano 60 ore e sono stati raccolti poco meno di 1.8 milioni di euro, ancora 0% rispetto all’obiettivo.

In secondo luogo, anche ammesso che fossero raccolti, come inciderebbero questi soldi sul debito di quasi 300 miliardi della Grecia?

E come farebbe questo giovane a far arrivare i soldi allo stato greco?

E infine, chiunque conosca i siti di crowdfunding sa benissimo che a ogni tot donazione corrisponde qualcosa in cambio da offrire al generoso di turno. Dove troverà questo ragazzo le bottiglie di vino greco, la feta, l’ouzo e le vacanze che sta offrendo in cambio delle donazioni?

Goals

Io penso sia solo un’enorme trovata pubblicitaria.

Articolo a cura di Gabriele Tretola

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