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IL CIMENTO DEL TEMPO E DELLA BELLEZZA

jezabel nemirovky

Irène Némirovsky, Jezabel, Traduzione di Laura Frausin Guarino Adelphi, 2007, 8ª ediz. pp. 194

Una donna del gran mondo parigino accusata dell’omicidio di un ragazzo. Si sospetta che sia stato il suo amante. Sembra un plot banale e melodrammatico. Ma lo spessore letterario della Némirovsky solleva la vicenda su un piano più alto, grazie alle doti di penetrazione psicologica e allo stile semplice ma sorvegliato. Il titolo allude alla vicenda tragica della biblica Jezabel, la bella e impudente regina di Israele, che convinse il re suo marito ad adorare un altro dio e finì sbranata dai cani. Sul viso ancora bello di Gladys Eysenach non si vedono i segni della lotta disperata contro gli anni che passano, un mistero da nascondere ossessivamente che la porterà fino al delitto. Irène Némirovsky penetra impietosamente nella vita e nell’anima della protagonista, con esattezza, eleganza e sobrietà di scrittura fino a svelarci il vero e inconfessabile movente dell’omicidio.
Un’analisi così esatta degli stati d’animo provocati dall’ossessione per gli anni che avanzano da risultare talora angosciante, specie per chi ahimè è ormai un over 50.

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