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HUNGER GAMES: UN MINOTAURO A CAPITOL CITY

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Felici Hunger Games, e possa la fortuna essere sempre a vostro favore!

      Una sola frase, dodici parole: il più grande degli incoraggiamenti e una condanna a morte.the_hunger_games_movie_gif_by_flower94-d4t9pimCosì si apre la cerimonia della mietitura in ogni distretto della nazione di Panem, in occasione degli Hunger Games. 24 giocatori, un governo spietato e manipolatore, una vera e propria lotta per la sopravvivenza: ogni anno, sempre in un’arena diversa, i 24 ragazzi sorteggiati sono costretti a fronteggiarsi e ad affrontare un bagno di sangue, finché solo uno di loro riesce a trionfare. E’ questa la tragedia descritta dall’autrice statunitense Suzanne Collins nella trilogia degli “Hunger Games”, pubblicata a partire dal 2008 negli Stati Uniti e arrivata in Italia l’anno successivo.The-Hunger-Games-the-hunger-games-27627297-1440-900Un mix di mito, leggenda, distopia e realtà: la storia prende spunto dal mito di Teseo e il Minotauro, (per i giovani vittime sacrificali del mostro) trova un compromesso tra i moderni reality show e la guerra reale, (il padre della Collins aveva combattuto in Vietnam), è debitrice dei capolavori della letteratura distopica del Novecento.Hunger-Games-ancora-in-testa-è-record-al-boxoffice-USAI tre capitoli della saga, “The Hunger Games”, “Hunger Games: La ragazza di fuoco” e “Hunger Games: La Rivolta”, raccontano di un Nord America Post apocalittico denominato Panem, in cui vige il regime totalitario del Presidente Snow e della sua schiera di fedeli seguaci, con sede centrale a Capitol City.

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La nazione è suddivisa in 12 distretti, ciascuno con una funzione specifica all’interno della società. La popolazione, che vive in uno stato di precarietà ed estrema povertà, non ha alcuna possibilità di ribellione: ogni minima sommossa viene infatti brutalmente stroncata dal governo.

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Proprio al fine di rimarcare l’assoluto dominio dello spietato tiranno, il Presidente stesso ha istituito gli “Hunger Games”, giochi annuali esemplati sul modello delle lotte tra gladiatori dell’antica Roma, trasmessi su rete nazionale.cf29I protagonisti del romanzo, Katniss Everdeen e Peeta Mellark, gli “innamorati sventurati del distretto 12”, prenderanno parte alla 75° edizione dei giochi, ma lo faranno in maniera singolare, rimanendo sempre fedeli alle loro idee e attirando così su di sé le simpatie del pubblico e l’odio feroce del Presidente.the_hunger_games__katniss_and_peeta_by_stalkerae-d4sid7w

Io non voglio che mi cambino. Che mi trasformino in quello che non sono. Non voglio essere solo un’altra pedina del loro gioco. Vorrei solo trovare un modo per dimostrargli che non sono una loro proprietà. Se proprio devo morire, voglio rimanere me stesso.” (Peeta)hunger-games3

I capitoli scivolano via uno dopo l’altro, inesorabilmente, verso il finale, che più che un vero e proprio finale è solo una pausa, un momento di quiete dopo la tempesta che in realtà non promette niente di buono.

La Collins ha la capacità di far rimanere il lettore avvinghiato alle pagine, trasportandolo nella mente della protagonista e narratrice della vicenda, e garantendo un coinvolgimento emotivo che arriva al suo climax negli istanti di puro terrore all’interno dell’arena.

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Gary Ross ha saputo riportare perfettamente tali emozioni sul grande schermo: nel 2012 esce infatti in tutte le sale la pellicola “The Hunger Games.The-Hunger-Games

Abbastanza aderente al romanzo da soddisfare anche i più sfegatati lettori della Collins e al contempo ben strutturato e coinvolgente al punto giusto da suscitare interesse anche nei non-lettori, “Hunger Games” riesce ad appassionare un po’ tutti.

Gli incassi raggiunti dal primo film (circa  691 247 768 dollari nel mondo) spingono Francis Lawrence a riprendere il progetto cinematografico: usciranno, rispettivamente nel 2013 e 2014, i sequelLa ragazza di fuoco” e “Il canto della rivolta-parte 1”.

Quella che nel primo capitolo della saga era sembrata solo una minima scintilla, rappresentata dai soli protagonisti ribelli, si trasformerà in realtà in un fuoco divampante che riuscirà a dilagare diffondendosi nell’intera nazione.

I lettori, (o gli spettatori, visto che i film, soprattutto sotto la regia di Francis Lawrence, rispecchiano i libri in maniera sorprendente) crescono con i protagonisti, imparano a condividerne gli ideali, riescono a farsi un’idea di come potrebbe essere una “società giusta”, portano avanti, nel loro piccolo, la propria battaglia.

L’universo creato da Suzanne Collins contiene numerosi punti di contatto con vari campi del sapere, tutti interessantissimi da esplorare.

L’esempio più notevole, specie per gli amanti della cultura latina, è il personaggio dello stratega Seneca Crane, ricalcato  fin nei minimi dettagli sulla figura del celebre filosofo latino Lucio Anneo Seneca. Le due figure, infatti, andranno incontro allo stesso tragico destino, scegliendo di morire piuttosto che rimanere nell’ombra e continuare a sopportare i soprusi di due spietati tiranni: rispettivamente l’imperatore Nerone e il Presidente Snow.3eebc987d8efd45c782d8f8f7d66906a

Così come Seneca filosofo aveva scelto di smettere di giustificare Nerone e non si era lasciato influenzare dai piani corrotti e malati del suo padrone, così Seneca Crane sceglie di cambiare le regole della 74° edizione degli Hunger Games, permettendo a ben due giocatori di tornare a casa vivi. Crane prende tale decisione in quanto pienamente consapevole del fatto che, se uno dei due giovani innamorati fosse morto, l’opinione pubblica sarebbe stata estremamente contraria e ci sarebbe stato il rischio di incorrere in  accese proteste e, nel caso più estremo, in vere e proprie rivolte popolari. Allo stesso modo in cui Nerone costrinse Seneca a suicidarsi, in seguito alla Congiura dei Pisoni, così Snow, pur riconoscendo in cuor suo l’efficacia del gesto compiuto da Crane, non esita a punirlo per aver osato prendere spontaneamente l’ iniziativa.f643e17dbbdf03c9cd023984a73796c9

Dal libro sappiamo per certo che Snow ordina immediatamente alla fine dei giochi l’omicidio di Crane, mentre dal film appare ancora più chiaro come lo stratega, chiuso dal Presidente in una stanza con un tavolo e una ciotola di bacche velenose posata sopra, vada serenamente incontro al proprio destino, accettando la morte senza rimpiangere nessuna azione compiuta, anzi fiero di essere riuscito a risparmiare una vita. In quest’ultimo gesto, appaiono chiarissimi i riferimenti alla morte stoica del Seneca filosofo.Manuel_Domínguez_Santos_Prado_madridManuel Domínguez Santos, La morte di Seneca_Prado_madrid

Nel libro non mancano inoltre una serie di altri riferimenti alla cultura latina; per citarne alcuni, lo stesso nome della nazione, “Panem”, prende spunto dalla locuzione latina ‘panem et circenses‘, diffusissima nell’antica Roma, che in questo caso fa riferimento ai ‘giochi della fame’ (Hunger Games).

Inoltre, possiamo rivedere nel personaggio di Finnick Odair, vincitore di una delle edizioni passate degli Hunger Games, adesso costretto a servire i potenti in cambio di una vita agiata, la figura del ‘cliens‘ romano (Marziale, Giovenale).hunger-games (1)Passando alla filosofia, dopo un’attenta analisi arriviamo a stabilire un legame non casuale tra l’ organizzazione della nazione di Panem, e il modello di società concepito da Hegel con la dialettica servo-padrone, nella prima parte dell’opera ‘La fenomenologia dello spirito’, 1807.

“La fenomenologia” costituisce una sorta di storia romanzata della coscienza e delle tappe che questa compie per uscire dalla sua individualità e raggiungere l’universalità, riconoscendosi come ragione, spirito e infine assoluto.

In particolare, la dialettica servo-padrone regola i rapporti tra le autocoscienze individuali. Ogni autocoscienza cerca di prevalere sulle altre. E’ perciò inevitabile un conflitto. Il risultato determina una subordinazione tra le autocoscienze e la nascita delle figure di servo e padrone: il padrone è colui che, mettendo a repentaglio la propria vita, è riuscito a trionfare, il servo colui che ha preferito vedere annientata la sua indipendenza ed essere ridotto ad una ‘cosa’ pur di salvarsi la vita.

Inaspettatamente, con il passare del tempo i ruoli si invertono: il padrone, infatti, finisce per essere sempre più dipendente dal servo, mentre quest’ultimo acquisisce una quasi assoluta indipendenza dagli oggetti prodotti. Alla fine il servo raggiunge la piena consapevolezza della sua forza e della sua indipendenza dalle cose; e il padrone l’accettazione della propria dipendenza nei confronti del lavoro servile.hunger games1

Nella società utopica creata dalla Collins i 12 distretti sopravvissuti incarnano perfettamente la figura del servo: attraverso il lavoro sfiancante e continuo essi stanno prendendo coscienza della propria forza e quindi della loro effettiva indipendenza dal tiranno che li domina.

Il Presidente Snow e la sua Capitol City sono invece i padroni e detentori di potere assoluto: in realtà, però, essi si reggono sulla perfetta catena economica creata dai 12 distretti e se anche solo uno di questi venisse meno, le conseguenze sarebbero drammatiche per l’intera nazione.

Raggiunta la piena consapevolezza e l’accettazione, una singola scintilla sarebbe sufficiente per rompere l’equilibrio e scatenare una rivoluzione. In tal modo, la presa di coscienza teorizzata da Hegel si trasformerebbe in una vera e propria rivolta da parte del proletariato contro i maggiori proprietari, perfettamente aderente alle previsioni di Marx.hunger-gamesAnche l’ingegneria genetica, oggi sempre più utilizzata e oggetto di dibattiti, trova applicazione nella futuristica Panem. L’ingegneria genetica agisce direttamente sul DNA di un organismo e, mediante l’inserzione, la rimozione o l’inattivazione di un particolare gene, modifica l’espressione di determinate proteine. La fauna della nazione è molto particolare, in parte ispirata a quella reale e in parte idealizzata. Lo spietato governo di Capitol City non esita a ricorrere alle tecniche più varie per creare animali transgenici dalle caratteristiche bizzarre utili a scopi precisi. Due dei maggiori esempi sono le ghiandaie chiacchierone e gli aghi inseguitori.

Le prime sono particolari uccelli, piccoli e neri, esclusivamente maschi, creati dal governo durante i Giorni Bui attraverso la manipolazione genetica e poi clonati, al fine di ottenerne svariate copie identiche. Tali uccelli sono in grado di ricordare e riferire i discorsi, così che Capitol City poteva sapere esattamente ciò che i ribelli tramavano.

Gli aghi inseguitori sono invece vespe geneticamente modificate create, come i primi, dal governo in occasione dei Giorni Bui, in grado di pungere ripetutamente la vittima fino a causarne la morte per soffocamento. Se anche il veleno non riesce ad uccidere, causa comunque allucinazioni tanto forti da condurre alla pazzia.hunger-games

Entrambi gli organismi modificati appena descritti sono impiegati durante gli Hunger Games: le ghiandaie sono usate per infliggere torture psicologiche ai giocatori, costretti ad ascoltare le urla disperate dei loro cari torturati dal governo; gli aghi inseguitori, invece, sono usati per uccidere alcuni dei tributi e saranno impiegati successivamente da Capitol City per distorgere i ricordi dei sopravvissuti, in particolare del protagonista, Peeta, che verrà così manipolato e depistato dal governo, fino al punto di non riuscire più a distinguere tra realtà e menzogna.

La metodologia con cui ghiandaie e aghi inseguitori, seppur organismi in parte immaginari, sono creati è quella reale utilizzata dall’ingegneria genetica per manipolare il genoma di un organismo  mediante strumenti biotecnologici.
the-hunger-games-catching-fire-capitol-portraitsInfine, ma non per importanza, la letteratura inglese: “Hunger Games” si inserisce sul filone della distopia, riprendendo alcune tematiche dei maggiori capolavori del Novecento.

Tra questi, “Il Signore delle Mosche” di William Golding (1954) e il tema dell’anima corrotta e perversa dell’uomo. Golding e la Collins hanno voluto utilizzare bambini come protagonisti dei loro romanzi, per dimostrare che chiunque, anche le persone apparentemente più pure e innocenti, se allontanate dalle rigide regole della società, cadono preda del cannibalismo, trasformandosi in spietati selvaggi assetati di sangue, senza più alcuna traccia di razionalità. Questo è esattamente quello che succede ai bambini di Golding, sopravvissuti alla caduta dell’aereo e costretti a vivere su un’isola deserta: spaventati da una misteriosa “bestia”, simbolo del male assoluto, essi inizieranno a compiere sacrifici umani, convinti così di poter placare la furia assassina dell’animale.

Allo stesso modo, Suzanne Collins descrive uno spietato reality show in cui i giocatori, tutti ragazzi dai 6 ai 20 anni, accecati da un incontrollato istinto di sopravvivenza, iniziano ad uccidersi l’un l’altro al fine di raggiungere la vittoria.hunger games catchingfire

                                                                                                                                                         articolo di Chiara Mazzanti

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