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GOODBYE PIANTE di Andrea Pio Bizzarri

La bellezza della naturaLa Terra è il pianeta perfetto. Accoglie la vita e fa sì che stia bene, quasi la coccola. Ma la Terra è impotente quando uno dei suoi figli approfitta del suo troppo amore. Ma cosa succede quando tutti la sfruttano? Diminuisce la biodiversità. Le conseguenze sono apparentemente trascurabili. E a rimetterci non sono gli esseri umani,che al massimo sottraggono alle nuove generazioni la ricchezza delle specie attuali, ma sono le piante le vittime più indifese della presenza dell’uomo sul pianeta. Le piante non possono nemmeno facr sentire la propria voce per chiedere aiuto. Circa il 30% delle piante erbacee esistenti, senza contare quelle che l’uomo non ha mai visto, si sono estinte o sono in condizioni tali da scomparire definitivamente la terra nei prossimi anni.
Di più facile interpretazione è il dato che riguarda le piante estinte prima dell’arrivo dell’ uomo sulla terra. I biologi stimano che la varietà di piante esistente attualmente rappresenti soltanto il 10% della totalità di quelle esistite a partire dalla formazione della vita sulla Terra.
Il tempo influisce su tutto in maniera irreparabile, ma anche l’uomo possiede un bel pezzo di potere decisionale. Lo sfruttamento intensivo delle foreste per ottenere materie prime in grandi quantità e in tempi brevi ha portato alla scomparsa del Juan Fernandez Santalum. Infatti questa specie particolare di sandalo è stata letteralmente fatta scomparire poiché le persone che la lavoravano erano troppo impegnate a disboscare per ripiantare qualche esemplare.
Certo questa pianta non è né la prima né l’ultima distrutta dall’uomo che però non ha proprio tutte le colpe. Infatti nascere nelle Hawaii per una pianta non è bello e affascinante come può esserlo per un uomo. Moltissime specie sono già entrate a far parte della lista rossa delle piante estinte dello “Wildlife Service of USA”. I vulcani e le condizioni avverse hanno determinato infatti la scomparsa di molte piante. L’ achyranthes atonlessis e la kokia lanceolata sono solo alcuni esempi che dimostrano come l’allevamento di bestiame nell’habitat sbagliato possa causare gravi problemi.

Flower at State nursery Kahului, Maui - Credit: Forest & Kim Starr - Plants of Hawaii - Image licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 License, permitting sharing and adaptation with attribution.

Flower at State nursery Kahului, Maui – Credit: Forest & Kim Starr – Plants of Hawaii – Image licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 License, permitting sharing and adaptation with attribution.

Oltre tutto ci dovrebbe far riflettere il fatto che la red list dello “IUCN”, ovvero la lista delle piante in pericolo è composta da più di 20.000 specie. Di questo passo sarebbe meglio agire e non trascurare questo messaggio che ci manda la natura. Forse sarebbe più facile cercare piante nuove perché forse c’è ancora un mondo da scoprire!

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