GLI ENIGMI DI CHEOPE di Leonardo Banchi

9d7dcffab250ecee2ed1b6233eb7d4b1Un’imbarcazione tagliata in 1224 pezzi ai piedi della piramide di Cheope e dieci papiri rivenuti tra le rovine di un antico porto egiziano. Questi reperti pongono delle domande a cui neppure gli  egittologi sanno rispondere se non con delle ipotesi.
Wadi al-Jarf, affacciato sul Golfo di Suez. Qui un tempo c’era un porto sul Mar Rosso. Forse il porto più antico del mondo. Solo un paio di anni fa, gli archeologi Pierre Tallet e Grégory Marouard dell’Università di Chicago scoprirono il sito del porto antico e ritrovarono dei papiri risalenti al 2578 a.C. quando sul trono d’Egitto sedeva Cheope.

Cheope, un faraone della IV dinastia di cui non si conosce quasi nulla. Di lui non resta alcuna traccia, se non l’enorme Piramide alta 146 metri e una minuscola  statuetta in avorio che misura appena 7,5 cm. Nessun edificio costruito dall’uomo ha mai superato l’altezza della piramide per quasi quattromila anni.

Eppure proprio di questo faraone, a parte il suo immane monumento funebre, conosciamo davvero poco. Come regnò? Immaginiamo che la costruzione del suo edificio funerario comportò la morte di migliaia di lavoratori. Davvero la tomba di Cheope è una piramide di cadaveri? Il popolo fu reso schiavo oppure fu governato con benevolenza? Gli storici rimangono incerti. Nei papiri ritrovati a Wadi al-Jarf infatti è descritto come un sovrano saggio, con l’hobby della nautica. Le navi erano la sua passione. Quella ritrovata vicino alla sua piramide è forse legata al rito funerario più che all’amore di Cheope per le barche.

La barca solare di Cheope

La barca solare di Cheope

Ma il suo nome appare scritto sui blocchi di pietra del porto sul Mar Rosso. Rimangono degli interrogativi sulla figura di questo faraone, il cui nome è famoso ma la cui vita è sconosciuta.

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