GIU’ PER IL FIORDO di M. Bertolaccini

Sceso dall’aereo, mi sono subito imbattuto con gli 0°C di Murmansk. Iniziava la mia sfida contro il freddo.

Interessato alla scoperta del luogo in cui mi ritrovavo, ho rinviato di un giorno i miei piani. Così, sono giunto con un taxi nel centro della città russa e, in un primo momento, essa mi è sembrata deserta.

Ho voluto fare un giro per le strade e ho notato che sono più lunghe e larghe di quelle italiane, ma anche più disabitate. Da vero appassionato di navi e di mare non ho potuto dimenticare di passare a visitare la  base navale della città.

Il suo porto infatti è uno fra i più importanti nel mondo, perché permette uno sbocco nel mare di Barents, collegandolo al fiordo sul quale la città è situata e rimane libero dai ghiacci per tutto l’anno, grazie alla Corrente del Golfo.

C’erano barche di diverso tipo ma tutte avevano la stessa forma longitudinale con la chiglia larga e profonda, tipica delle imbarcazioni della zona.

Facendo due passi lungo la passeggiata intorno al porto, mi sono accorto che ai lati di essa, su una parete, c’erano delle grandi fotografie che raffiguravano le più importanti navi finora costruite. In particolare un’immagine mi ha colpito molto. Era una foto dell’imbarcazione Sea Shadow scattata nel 1993 durante il primo suo collaudo pubblico. Infatti questa celebre nave da guerra è stata usata in segreto per venticinque anni dalla US Navy per consentire la riduzione delle dimensioni dell’equipaggio e rendere l’ imbarcazione stessa non visibile ai radar.

Avevo già sentito parlare di questa invenzione ma non ne avevo mai vista una foto e nemmeno la sua funzionalità.

Accanto all’immagine ho potuto leggere, in inglese, la descrizione di questa macchina futuristica che fin da piccolo mi ha interessato.

Anche se non è mai stata utilizzata concretamente (e infatti nel 2012 è stata smantellata), la Sea Shadow aveva grandi potenzialità. Ad esempio, grazie al suo doppio scafo e alla sua forma singolare, riusciva a mantenere una grande stabilità anche in condizioni metereologi che sfavorevoli (altezza d’onda di 5,5 m o del mare “molto mosso”).

Il giorno seguente mi sono catapultato più a Nord, in un luogo sconosciuto chiamato Kislaya Guba. Mi sono recato lì perché dal 1968 vi sorge una delle più importanti centrali mareomotrici del mondo ed io avevo da sempre intenzione di volare in Russia per visitarla.

Una centrale mareomotrice (o centrale elettrica di marea) è una centrale elettrica che sfrutta l’energia ricavata dagli spostamenti d’acqua causati dalle maree.

La stazione è la 5 ° più grande  al mondo  ed ha una capacità di uscita pari ha 1,7 megawatt.

Appena arrivato sul posto, immaginavo di trovarmi davanti un enorme struttura ingegneristica ma, vedendo quello che apparentemente era un  molo che attraversava il fiordo, ho avuto l’impressione che avessi sbagliato posto…

Poi in lontananza ho avvertito un rumore sordo e mi sono indirizzato verso la sua fonte.

Entrato nella stazione, mi è venuto incontro un giovane ragazzo con una folta barba rossa: era il guardiano della centrale.

Fingendo di essere un giornalista, mi sono fatto raccontare la storia di quella centrale.

Per i primi 35 anni la stazione elettrica ha utilizzato un sistema meccanico non avanzato, ma  nel dicembre 2004, quando il finanziamento è stato ripreso, qualcosa è cambiato. Le  vecchie unità di generazione di costruzione francese da 4 megawatt (540 CV) sono state smantellate. Nel 2004 è stata installata la prima nuova unità di generazione da 2 megawatt (270 CV), e nel 2007 da 1,5 megawatt (2.000 hp).

Il sito è stato originariamente scelto perché il lungo e profondo il fiordo nel quale è situato ha una ingresso abbastanza stretto per convogliare l’acqua del mare sulla turbina e questo ha favorito il successo del progetto.

Si era fatto tardi, così mi sono fatto consigliare un buon ristorante da quelle parti e, appena cenato, mi sono subito addormentato nella mia camera da letto.

 

 

 

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