Il giro del mondo in 80 libri: Istanbul Di P. Cutrino

Come seconda tappa il mio viaggio prevede Mogadiscio, ambientazione di un famoso libro di Catozzella. Però, dato lo scalo in aeroporto a Istanbul prima della città somala, opterei per visitare la famosissima metropoli turca, ambientazione di 2 famosi libri che ho letto: “Inferno” di Dan Brown e “Rosso Istanbul” di Ferzan Ozpetek.

É stata letteralmente un ponte tra occidente e oriente: ancora oggi la città è divisa in 2 parti: una europea e una asiatica. Possiede numerose attrazioni turistiche risalenti a molteplici epoche storiche, ma anche una gran varietà di edifici molto moderni. Non vedo l’ora di atterrare!

Sono le 17.40 e arrivo a Istanbul dopo aver fatto scalo a Varsavia. L’attesa è terribile. Devo confessare che stare in questo aeroporto   mi inquieta un po’ perché nella sera del 28 giugno 2016 questo luogo e stato oggetto di un grande attentato terroristico nel  quale hanno perso la vita molte persone.   Secondo quanto scritto nei blog di viaggi a dalle foto scattate dovrei ammirare opere dalla bellezza tale da non considerarsi all’altezza di poterle ammirare. Le foto erano bellissime, ma secondo me vedere i monumenti dal vivo sarà ancor più interessante e spettacolare. 

Udite e udite… Il mio albergo si trova proprio davanti ad Ayasofya (Santa Sofia) che letteralmente significa “divina sapienza”. 

Dopo una notte insonne esco dall’hotel in perfetta forma (stranamente non sono stanco), e mi avvio a piedi verso l’imponente museo che oggi è Santa Sofia. Nel corso della sua storia questa struttura è passata da cattedrale greco-ortodossa a chiesa cattolica, in seguito è diventata una moschea fino al 1935 quando è stata trasformata in un museo.  La vista dell’entrata del museo mi eccita, ma la fila è interminabile. Mi spavento a morte perchè inizialmente mi dimentico di avere la prenotazione per saltare la coda. Si entra da un narcete, uno stretto vestibolo a cui segue un secondo narcete, molto più ornato del primo. Questi due vestiboli separano il sacro dal profano, come una protezione dal mondo esterno. Sulla parete frontale del secondo nascete si aprono 5 porte sormontate da straordinari mosaici. La più grande è la “Porta Imperiale”, riservata solo all’imperatore in epoca bizantina. I visitatori passano attraverso altre porte, ma non per quella. Alcuni credono  che Santa Sofia sia l’ottava meraviglia del mondo ed ora che sono al suo interno non me ne sorprendo. Mi sento sopraffatto dalla sua immensità. Dall’alto , la luce entra da alcune finestrelle e si riflette sulle tessere di vetro inserite nei mosaici dorati, andando a creare l’effetto mistico che rende Ayasofya tanto famosa. La cupola è sorretta da archi sempre più piccoli partendo dall’alto verso il basso che creano un effetto a cascata accentuato da innumerevoli lampadari che sembrano arrivare fino a terra anche se in realtà sono sospesi a 4 metri, creando così un’illusione ottica data dall’immensità del luogo. Le dimensioni del luogo sacro hanno molteplici significati: uno è dimostrare a Dio quali sforzi l’uomo è disposto a compiere in suo onore, l’altro e quello di fare sentire il fedele piccolo dinnanzi al Creatore. Osservando l’altare principale, noto un grande mosaico raffigurante Gesù, affiancato da due rosoni su cui sono scritti i nomi arabi di Maometto e Allah. Al contrario dei cristiani i musulmani non raffigurano tutto ciò che riguarda la vita e la religione. Esco da Santa Sofia e mi dirigo verso la Moschea Blu, ma prima mi fermo in un hamam risalente al 1556 dal nome di Ayasofya Hurrem Sultan Hamami. É stato costruito sulle terme di Zeusippo di età romana ed è stato dedicato a Roxelana (Hurrem Sultan), la schiava ucraina diventata la preferita di Solimano il Magnifico. Nel libro di Ozpetek si parla ampiamente dell’esperienza dell’hamam, quindi entro e mi danno in mio set di asciugamani di seta e, dopo massaggi e trattamenti con oli essenziali esco tutto profumato. La Moschea Blu è molto vicina all’hamam, in arabo è conosciuta come Saltanahmet camii. Il nome deriva delle innumerevoli piastrelle color turchese che, grazie alle finestrelle, rendono l’atmosfera surreale e, a mio parere, mozzafiato. Ha 6 minareti simili a matite, affusolate e svettanti verso il cielo. Nel romanzo di Dan Brown si sostiene che i minareti abbiano ispirato i creatori del castello di Cenerentola a Disney World. Infine  decido di dare un’occhiata alla Basilica Cisterna prima di tornare in albergo… É una delle grandi opere realizzate da Giustiniano nel 532. L’edificio possiede un numero considerevole di colonne e capitelli scolpiti. Ciò che mi colpisce di esse è la loro diversità che denuncia chiaramente la provenienza da templi diversi. Due di queste colonne poggiano su 2 teste di Medusa una di profilo e una capovolta e tutto l’ambiente è stato illuminato da suggestive luci rosse, proprio come descritte nel libro. Ecco perchè Dan Brown paragona quest’immagine ad un’antro infernale. 

Ora mi dirigo in aeroporto malvolentieri perchè mi sarebbe piaciuto visitare tutta la città, ma ormai il volo per Mogadiscio è prenotato da tempo e non posso perderlo.

7 commenti
  1. Edoardo Leporatti
    Edoardo Leporatti dice:

    Le descrizioni sono molto ampie e l’articolo è ricco di informazioni interessanti ma in alcuni punti non rendono bene l’idea per via della carenza di immagini.

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  2. Giorgio Buccolieri
    Giorgio Buccolieri dice:

    Articolo molto interessante e pieno di descrizioni di ogni minimo particolare. Alcune immagini avrebbero potuto rendere meglio l’idea.

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  3. Raffaele Garretta
    Raffaele Garretta dice:

    La descrizione è ben fatta. Servirebbero delle immagini per far vedere tutta la magnificenza di Santa Sofia però rende abbastanza bene l’idea anche senza

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  4. Alessia Zanaj
    Alessia Zanaj dice:

    Un articolo ben descritto con dettagli e informazioni che possono dare un’idea dellà città…mancano le immagini che sarebbero potute essere come un rinforzamento di ciò che è scritto riguardo la città.

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  5. Asia Albo
    Asia Albo dice:

    Articolo molto bello, ricco di dettagli e descrizioni. MI ha affascinato in particolar modo Santa Sofia. Peccato per la mancanza di immagini, che avrebbero permesso di immaginare meglio i luoghi descritti.

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  6. Diego Fortini
    Diego Fortini dice:

    Articolo ricco di descrizioni e dettagli, che creano un’immagine chiara di quello che hai visitato. Io avrei messo qualche immagine, per rendere ancora di piú l’idea di come sono i luoghi visitati nella realtá.

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  7. Sara Guido
    Sara Guido dice:

    Descrizioni molto dettagliate di Santa Sofia e della Moschea Blu, a me personalmente è piaciuto il momento dell’entrata a Santa Sofia, quella meraviglia che hai provato… mi ha fatto sognare!

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