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COME TI RILEGGO FEDRA CON IL LEGO

Phèdre et Hippolyte di Pierre-Narcisse Guérin

Phèdre et Hippolyte di Pierre-Narcisse Guérin


Mentre Teseo si trova in missione negli Inferi per rapire Persefone con l’amico Piritoo, ad Atene, sua moglie Fedra in segreto si strugge d’amore per Ippolito. Il problema è che si tratta del suo figliastro. E per di più il ragazzo non è interessato alle donne ma solo alle attività opendoor. Quando Fedra confessa a Ippolito che lo ama, il giovane sconcertato lascia precipitosamente il palazzo reale. Per proteggere la sua reputazione e per vendetta, Fedra lo calunnia e quando Teseo torna a casa gli dà a bere che suo figlio Ippolito ci ha provato con lei e per un pelo si è salvata da un tentativo di stupro. Su tutte le furie, Teseo prega Poseidone di punire il figlio. Detto fatto. Mentre Ippolito corre sul suo cocchio, un toro mostruoso esce dal mare, i cavalli si imbizzarriscono e il povero conducente viene sbalzato fuori e strascinato in terra finendo a brandelli. Quando il cadavere straziato di Ippolito viene riportato alla reggia, Fedra crolla, confessa il suo delitto al marito e si uccide. Teseo in lacrime prepara il funerale del figlio. Il corpo senza vita di Fedra sarà invece buttato in una fossa.

La Phaedra di Seneca è una tragedia quasi impossibile da rappresentare oggi. Lunghe tirate, considerazioni filosofiche, tanti monologhi, azione zero. Anche per questo le messe in scena del testo senecano si contano sulle dita di una mano. Sulla scena anglosassone, dopo che la pluripremiata attrice britannica Diana Rigg interpretò la parte di protagonista all’Almeida Theatre di Londra una ventina d’anni fa, si ricorda solo un’altra rappresentazione di Fedra nello scenario simil-pompeiano del teatro di Villa Getty a Malibu, se non si conta Phaedra’s Love, una riscrittura indiavolata della tragedia di Seneca perpetrata dall’enfant terrible del teatro inglese Sarah Kane e proposta al California Institute Of The Arts con la regia di Marina McClure.

Il teatro della Villa Paul Getty

Il teatro della Villa Paul Getty a Malibu

A Ginevra, nel 2008, nel tentativo di rianimare un testo lugubremente statico, la regista tedesca Claudia Bosse si è arrampicata sugli specchi: ha fatto un mash-up di Racine e Seneca, ha innalzato un ring che rappresenta i conflitti tra i personaggi, e ci ha piazzato attori sulla sessantina nudi come mamma li ha fatti a cimentarsi con l’eloquenza iperbolica latina e con l’elegante gravità del Grand siècle.

1240823575A Cagliari nel 2011 hanno giocato l’atout scenografico dell’Orto Botanico, contiguo all’anfiteatro romano e ai ruderi della cosiddetta villa di Tigellio, per rappresentare una versione della tragedia di Seneca diretta da Ilaria Paganelli: un allestimento botanico-archeologico che rivendica l’eredità romana del capoluogo sardo. I teatri greco-romani all’aperto sono ideali per smaltire un repertorio classico in genere indigesto, e che diventa improvvisamente appetibile solo d’estate, quando i coturni affiancano gli infradito. Per esempio al Teatro Romano di Ostia Antica, nel luglio di quest’anno, è andata in scena una Fedra con la regia di Silvio Giordani, che ne ha dato una lettura etnologica, trasformando la protagonista in una selvaggia proveniente da una società primitiva dove vige una visione sciamanica, opposta alla razionalità greca rappresentata da Teseo.

 Laura Marinoni in «Fedra» di Seneca diretta da Andrea De Rosa


                                                                                                        Laura Marinoni in «Fedra» di Seneca diretta da Andrea De Rosa

A novembre di quest’anno ha invece debuttato in Italia la più recente Fedra con Laura Marinoni diretta dal regista Andrea De Rosa, che non si è limitato al testo della tragedia ma ha attinto anche alle Epistole di Seneca, oltre che all’Ippolito di Euripide.fedra-ar2

In questo allestimento, il furor, la pazzia amorosa che fa smaniare Fedra viene concepito come una malattia, un virus da trattare nell’isolamento di una specie di incubatrice di vetro, su cui piove una gelida luce da ospedale. In questo claustrofobico box trasparente, un po’ stanza di manicomio un po’ reparto di malattie infettive, Fedra concepisce i suoi deliri, come se gli altri personaggi non fossero che proiezioni della sua mente.fedra-in-foto-marinoni-sullo-sfondo-coppola-e-falco

Ma la riduzione più geniale è quella fatta da uno studente olandese, che ha messo su youtube un  divertente e irriverente video realizzato con i Lego dove, grazie alla tecnica dello stop motion si mette in scena una versione della tragedia di Seneca con tanto di antefatto, ovvero la spedizione negli inferi di Teseo e Piritoo. La colonna sonora rock e pop rende ancora più straniante la trasposizione di un classico della letteratura latina con i mezzi più diametralmente lontani da una lettura filologica, eppure proprio per questo più efficaci per scuotere la polvere da un testo che, per quanto i registi si scervellino, è stato scritto più per essere letto e meditato che per essere rappresentato a beneficio di un pubblico, in genere educatamente sonnacchioso. 

E se non capite l’olandese, potete sempre apprezzare l’inventività visuale delle scene create con i leggendari e immortali mattoncini.

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