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Fabio Strinati – “Tramonto”

Foto di Mauro Mazziero

Una raffinata lirica del poeta marchigiano Fabio Strinati, autore di varie raccolte liriche (Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo” ; “ Un’allodola ai bordi del pozzo”; “Dal proprio nido alla vita”; “Al di sopra di un uomo“; “Periodo di transizione“) . La poesia che qui pubblichiamo armonizza, in un diafano chiaroscuro di ellissi e di metafore, musicalità e paesaggi di anima, secondo un procedere allusivo e rarefatto che si esercita nel corpo stesso nella lingua poetica della tradizione novecentesca, e si innesta, se non andiamo errati, sulla linea di Zanzotto.

TRAMONTO

 

Per territori vagando misi l’anima

in una fetta d’angolo

 

alle porte di passaggio una chiave

irrigata del mio sangue,

 

riposano immediate

stagioni passano frontiere

linee di confine disunite

 

per sentieri man mano assorbiti,

affacciato sui volti di foglie

cadute, riposano a terra

deboli i venti, strade

appartate un’idea vasta

oltre estensione

 

lento è

un tramonto.

 

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