F COME FISIOCRAZIA di Francesco Cavari

Working Title/Artist: Luis Egidio Melendez, or Menendez, Still Life: The Afternoon Meal. Spain, ca. 1772 Department: European Paintings Culture/Period/Location:  HB/TOA Date Code: 09 Working Date:  photography by mma 1983, transparency #3ad scanned and retouched by film and media (jn) 6_26_03

Luis Egidio Melendez,La merenda 

La fisiocrazia è una dottrina che si sviluppa in Francia tra il 1750 e il 1780; designata inizialmente col nome di “sistema agricolo” o di “dottrina dei filosofi economisti”, essa trova le sue fondamenta nel lavoro di François Quesnay.

Secondo il pensiero dell’economista francese, l’economia statale trova nell’agricoltura la sua colonna portante e non nell’industria o nel commercio, come invece sostiene il mercantilismo. La fisiocrazia nasce proprio al fine di contrastare tale dottrina, che relega in secondo piano l’attività agricola. Quest’ultima invece, secondo la fisiocrazia, dovrebbe ricevere quegli investimenti che vengono concessi all’industria e rivestire così un ruolo di rilievo, in quanto è l’unico settore che produce ricchezza e non si limita a trasformarla o a diffonderla.

Nonostante la fisiocrazia nasca come difesa dell’agricoltura, essa nel tempo si andrà ad evolvere fino a diventare una dottrina non più solo economica ma anche sociale.

Proprio come affermavano i giusnaturalisti e John Locke, anche per i fisiocratici esiste un ordine naturale, alla cui base si trovano delle leggi economiche necessarie che regolano la produzione e la distribuzione delle merci; leggi che si basano sulla prevalenza delle attività agricole. Proprio in virtù di questo ordine imprescindibile, la fisiocrazia critica qualsiasi intervento regolatore del governo sull’economia, credendo come Adam Smith nel libero mercato.

L’impatto sociale della fisiocrazia deriva dalla primaria importanza che essa dà all’agricoltura. I ceti sociali vengono infatti riordinati a seconda del loro ruolo nel processo di produzione e lavorazione delle merci agricole; così i contadini diventano la classe produttiva, gli artigiani e i commercianti la classe sterile, dal momento che si limitano a trasformare e distribuire quel che l’agricoltura produce, mentre la classe oziosa comprende i rimanenti: funzionari pubblici, clero, nobiltà e il sovrano stesso.

Tale suddivisione potrebbe far pensare che i fisiocratici condannino il lusso come superfluo, in realtà la maggior parte dei fisiocratici ne ha una duplice concezione: da una parte c’è il lusso positivo, che funge da impulso al sistema economico, e dall’altro il lusso nocivo, che porta alla corruzione morale e alla disuguaglianza sociale.

La distinzione tra “luxe de décoration” e “luxe de subsistance” sarà affermata da molti altri intellettuali del tempo, quali Voltaire, sostenitore della positività economica di un lusso non eccessivo. Non tutti però saranno della medesima opinione; Rousseau, ad esempio, criticherà aspramente, come tanti altri philosophes, il lusso e coloro che ne sono circondati, vedendo in essa unicamente un segno di disparità, inconcepibile con la democrazia da lui tanto agognata.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi