F COME FOSCOLO ALLA MODA

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fF COME FOSCOLO ALLA MODA

Ugo Foscolo in Origine della moda ricostruisce una geneaologia morale di questo curioso fenomeno che è la moda. La dichiara figlia della Necessità e del Capriccio, sorella della Noia e della Curiosità.

 “la Necessità si divorzia dall’Interesse …si marita al Capriccio…e partoriscono la Noja, la Curiosità, la Vanità…finalmente la Moda- e questa poi fa nascere le più diverse voluttà e noje che mai possano esercitare la fantasia nostra che è creata per inquietare e inquietarsi.”

Stupisce che il tormentato poeta dei Sepolcri sia stato anche uno spiritoso reporter delle tendenze di costume, frizzante e caustico cronachista dell’effimero, delle usanze capricciose e delle infatuazioni collettive del suo secolo?

François-Xavier Fabre                                                                                              François-Xavier Fabre, Ritratto di Ugo Foscolo

Nel satirico Gazzettino del bel mondo, scritto nel suo esilio londinese, spicca per l’attinenza al nostro tema la Lettera sulla moda dove si stabilisce una sorta di equazione tra essere alla moda e essere mortali:

 «le cose vedute per curiosità sono lasciate per noia e questa è una delle ragioni della morte di tutte le mode…io era alla moda e mortale»2 

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Un secolo dopo Foscolo e Leopardi, riprende la dittologia Moda e Morte il filosofo George Simmel in Die Mode (La moda) del 1905. Seguiamone brevemente il ragionamento.

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Due sono le condizioni essenziali per la nascita delle mode: da un lato, il bisogno di conformità e, dall’altro, il bisogno di distinguersi. La moda, secondo Simmel, si colloca nel discrimine tra conformismo e individualismo. È un fenomeno caratteristico di ogni società moderna perché esprime la tensione tra il desiderio di uniformarsi a un gruppo e quello di affermare la propria personalità.

Il paradosso della moda è che mira alla massima espansione, ma, proprio espandendosi, diventa banale e viene quindi abbandonata di colpo. Raggiungendo il suo scopo si autodistrugge. Nella curva parabolica delle mode l’apice della diffusione coincide con la brusca caduta nel nullaÈ questo scaturire del nuovo che sa già di morte ad attrarci.

Scrive Simmel: «Ogni crescita la conduce alla morte perché elimina la diversità. La moda appartiene perciò a quel tipo di fenomeni che tendono a un’estensione illimitata e a una realizzazione perfetta, ma che, con il conseguimento di questa meta assoluta si contraddirebbero, distruggendosi da sé»3.

1) Lettere scritte dall’Inghilterra, in Opere, II, Prose e saggi, Einaudi-Gallimard, 1995, p. 465.

2) Lettera sulla moda, Prose varie d’arte, edizione critica a cura di M. Fubini, Firenze, LeMonnier, 1951, p. 315 .

3) G. Simmel, La moda, Milano, SE, 1996, pp. 26-27.

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