Expo Milano 2015 di Alaimo Luca

pad. china

Sussurri, voci, grida, schiamazzi. Un’ immensa distesa di persone in perenne movimento, forse senza meta o forse no. Interminabili file di individui così diversi tra loro, tutti in attesa di poter assaporare uno spicchio di mondo che si rivelerà un boccone amaro, poiché non troveranno le specialità che già stanno pregustando ma solo un misero pugno di mosche che li riporterà alla nuda realtà dei fatti.

Da questa descrizione possiamo immaginarci un immenso mercato, invece è cosa accade a chi si avventura nel famoso EXPO Milano 2015.

Dei vari padiglioni che ho avuto la fortuna di visitare, considerati gli sconfinati tempi d’attesa, sono rimasto colpito dai padiglioni Cina,  dove ho potuto ammirare come sia complicata e affascinante la cultura e le tradizioni di questo Paese, e Guatemala che, pur essendo tra i padiglioni più piccoli di EXPO, mi ha saputo far entrare tramite poche immagini appese alle pareti in quello che è lo stile di vita dei suoi abitanti, per non parlare dello squisito caffè da loro prodotto; motivo di delusione sono stati i padiglioni Francia, Belgio e Bahrein infatti non hanno saputo soddisfare le aspettative di chi se li immagina : in Francia mancava la cosa più importante, ovvero la valorizzazione delle specialità come il vino e il formaggio; in Belgio scarseggiava lo spirito dell’ EXPO mentre in Bahrein è del tutto assente.

Un punto che mi ha lasciato interdetto è stato lo spettacolo dell’ Albero della Vita poiché in se è notevole, quasi spettacolare, ma mi sono un po’ ricreduto quando ho notato che di sottofondo una voce faceva pubblicità a marchi come Pirelli o McDonald’s che di per sé non hanno nulla a che vedere con l’ argomento nutrizione.

In conclusione trovo che l’ EXPO sia una buona uscita solo se si è consapevoli che non si avrà la possibilità di vedere tutti i padiglioni e che non si troverà quasi nessuno stand che venda cibo; personalmente dopo tutto sono felice di esserci potuto andare.

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