ISTANTANEE DALL’ITALIA: CHARLES DICKENS VIAGGIATORE

John Warwick Smith, La villa di Mecenate a Tivoli

John Warwick Smith, La villa di Mecenate a Tivoli

Il 7 febbraio 1812 nei pressi di Portsmouth, nacque Charles Dickens. Immaginare la letteratura europea senza i suoi romanzi è immaginare Londra senza il Big Ben. Ma non è parlando dei suoi romanzi che vogliamo celebrare la ricorrenza della sua nascita, bensì di un libro non tanto noto in Italia, benché all’Italia sia consacrato. Si tratta di Pictures from Italy (Impressioni italiane, come viene tradotto), un diario del viaggio in Francia e in Italia che Dickens intraprese tra il 1844 e il 1845. Lo scrittore rielaborò le lettere agli amici che lui stesso aveva scritto durante la vacanza per ricavarne un libro che per una volta interruppe la serie di uscite quasi annuali dei suoi romanzi. Visitò Genova, Roma, Napoli, Firenze, Bologna, e Venezia. L’aggettivo “picturesque” ricorre decine di volte; e risolve e sigilla spesso una descrizione esteriore, fatta più per gli occhi che per la mente. Pittoreschi sono gli scogli della costa ligure e i paesini bianchi tra gli ulivi; pittoresca, per quanto solitaria e spettrale, Ferrara; pittoresca la piazza delle Erbe di Verona e pittoresco il suo antico ponte sull’Adige; pittoresche le barche che scivolano sul litorale tirrenico tra Genova e La Spezia; pittoresca e fiera sorge Carrara; pittoresca dentro e fuori persino la Cattedrale di Pisa; pittoreschi gli acquedotti nella campagna romana; pittoresche le balze del lido di Terracina; e poi ovviamente Napoli, dove il pittoresco è inseparabile da corruzione, degradazione e miseria. L’Italia stessa è il paese dove accanto al pittoresco ad ogni angolo appare “il brutto, il meschino, il magnifico, il delizioso e il ripugnante”. Sembra che lo scrittore sia venuto in Italia a ritrovare il paese dipinto dai vedutisti inglesi suoi contemporanei, come John Warwick Smith, William Marlow e Francis Towne. Più che dai monumenti, lo sguardo di Dickens è attratto dal brulicare della vita del popolo, dalla vitalità controversa della gente che vive in strada, tanto sotto il pennacchio fumante del Vesuvio quanto lungo Lincoln Inn Fields o Garden Court a Londra.

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