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Dialogo tra J. H. Bernardin de Saint-Pierre e L. A. de Bougainville di Paladini&Vilardi

Bernardin de Saint-Pierre e Louis de Bouganville sono appena approdati su un’isola del Pacifico, scampati al naufragio del loro vascello.

Bernardin: Per fortuna siamo capitati su un’isola, eccoci vittima di un naufragio, proprio come nel mio libro. Louis, riesci a capire dove siamo finiti, tu che hai girato i Sette Mari?

Louis Antoine: Sì, mi pare di riconoscere quest’isola. L’ho vista durante il mio viaggio con l’Étoile.

Bernardin de Saint-Pierre ritratto da Jean Francois Ribault

Bernardin: Quindi dove ci troviamo?

Louis Antoine: Vicino a Tahiti. Se non erro, deve essere quell’isola laggiù, quella che io ho chiamato Nuova Citera.

Bernardin: Bene, possiamo anche arrivarci con una zattera, ma, dato che ci vorranno alcuni giorni per costruirla, cerchiamo intanto qualcosa per sfamarci.

Louis Antoine: Giusto, addentriamoci all’interno della foresta e speriamo di trovare il necessario per sopravvivere qualche giorno, finché non sarà pronta la zattera.

Bernardin: Tranquillo, in fondo le isole sono dei piccoli continenti in miniatura.

I due naufraghi si addentrano all’interno della foresta.

Louis Antoine: Hai sentito anche tu quel fruscio tra le foglie?

Bernardin: Sì…

Louis Antoine: Cosa potrebbe essere?

Bernardin: Forse un animale?

Louis Antoine: Ne dubito, sembra qualcosa di molto più grande.

Dalla boscaglia esce un uomo seminudo come un primitivo.

Bernardin: Non sembra pericoloso. Guarda, non sembra nemmeno armato.

Louis Antoine: Ho sempre sostenuto che l’uomo allo stato di natura è pacifico, perché non corrotto dalla società e dal progresso.

L’indigeno ci prende per mano e ci porta in un villaggio.

Louis Antoine: Guarda questo villaggio, guarda questa popolazione, sono sicuro che è libera da costrizioni e da pregiudizi sociali. Niente vestiti, niente armi, niente che distingua il grado sociale degli individui…

Bernardin: Sembrano vivere proprio in armonia con la natura.

Louis Antoine: Non come la maggior parte dei francesi, che sembra aver dimenticato che l’uomo è stato creato per vivere nella natura, senza alterarla.

Bernardin: Guarda questi uomini come sembrano essere felici, vivendo senza aver il bisogno di costruire oggetti che agevolano la vita quotidiana.

Louis Antoine: Credo che il nostro ospite ci stia conducendo verso casa sua.

Bernardin: Questo selvaggio così cortese deve essere il capo-famiglia. Qui le famiglie sembrano molto unite, e marito e moglie sembrano andare d’amore e d’accordo.

Louis Antoine: Guarda come sembrano innamorati!

Bernardin: Proprio come Paule e Virginie del mio romanzo.

Louis Antoine: Sembra quasi un mondo ideale che vive in pace e non conosce motivi di conflitto.

Bernardin: Ecco uomini che non sono corrotti da sentimentalismi falsi e artificiali. Hai mai incontrato genti così?

Louis Antoine: Sì, durante i miei viaggi nelle Isole del Sud. La loro è una vita semplice, tutti si accontentano dei frutti del proprio lavoro. E lavorano solo quel tanto che gli basta alla sussistenza. La natura è molto generosa qui e offre loro spontaneamente quanto serve a vivere.

Bernardin: Devo presumere che qui non esista la proprietà privata.

Louis Antoine: E non esistono differenze di rango sociale. In Francia il clero e la nobiltà rivaleggiano in privilegi, i borghesi arricchiti cercano di diventare nobili, e il popolo vuole arricchirsi come la borghesia. Nessuno è contento della propria condizione.

Bernardin: Ho per certo che per essere felici bisogna preferire i vantaggi della natura a tutti quelli della fortuna. Come dice Rousseau: «ogni cosa è buona mentre lascia le mani del Creatore delle cose; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo».

Louis Antoine: Comincio ad avere sonno. Secondo te Rousseau sarebbe d’accordo sul fatto che il caffè nelle mani dell’uomo non è degenerato affatto ma è diventato una bevanda sopraffina?

Bernardin: Secondo me sarebbe d’accordo anche il Creatore. Anche Dio si sarà preso una pausa caffè il settimo giorno…

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