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DARK SKY CITY: FLAGSTAFF, LA CITTA’ CHE POTEVA DIVENTARE HOLLYWOOD

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Flagstaff, Arizona

Nel 1914, il celebre regista e produttore americano Cecil B. DeMille era in cerca di una location per un film western. Insieme al suo socio Jesse L. Lasky individuò la cittadina montana di Flagstaff coma un sito adatto per girare il film, che sarebbe stato co-diretto dallo stesso DeMille insieme a Oscar Apfel e interpretato da Dustin Farnum. Per qualche ragione, all’ultimo momento l’idea di girare a Flagstaff fu abbandonata e il set fu spostato in una località californiana. Il film si intitolava The Squaw Man e fu il primo lungometraggio girato a Hollywood, destinata a diventare la Mecca del cinema, mentre invece la sorte di Flagstaff fu quella di essere la Mecca dell’astronomia.

Flagstaff si trova a un’altitudine di più di duemila metri sul livello del mare, su una montagna circondata da vulcani, nel cuore di una foresta, ai margini dell’Altopiano del Colorado, non lontano dal Monte Elden e da Humphreys Peak, la vetta più alta dell’Arizona, con i suoi quasi quattromila metri. Una posizione ideale per l’osservazione del cielo.

ce880652abcd97bbdb836eccfb0c3d1eTant’è che, alla fine del XIX secolo, la città fu individuata dall’astronomo Andrew Ellicott Douglass come il sito più idoneo per farvi sorgere il nuovo osservatorio, che il matematico e patrono delle scienze Percival Lowell aveva intenzione di far costruire per dedicarsi allo studio degli astri. Lowell divenne famoso per le sue ipotesi sui canali di Marte, che riteneva erroneamente indizi della presenza di vita intelligente sul pianeta rosso.

Percival Lowell

L’astronomo e matematico Percival Lowell

L’osservatorio che porta il suo nome fu costruito sulla collina poi detta Mars Hill, ed è uno dei più antichi osservatori in territorio americano. Vi fu collocato un potente telescopio costruito da Alvan Clark, con un rifrattore di  610 mm.jperez2007080603_Slipherlg

Ma fu un altro astrografo in dotazione all’Osservatorio Lowell a permettere a Clyde Tombaugh nel 1930 la più importante scoperta di quegli anni: il pianeta Plutone. Ormai però il fondatore dell’osservatorio era morto da un pezzo. Altre sedi affiancano oggi quella ormai storica di Mars Hill; e altri telescopi da Flagstaff e dintorni puntano i loro riflettori sulla volta celeste che copre l’Arizona:17049899566_856bf18bfa_k

il Perkins, il John S. Hall, lo Schmidt e il Planet Search Survey Telescope scrutano adesso il cielo notturno da Anderson Mesa per catturare sia le frequenze della luce visibile che quelle dello spettro elettromagnetico.Clark Telescope

Il più recente è stato costruito nella località di Happy Jack, nella Coconino County, a sud-est di Flagstaff. Si chiama Discovery Channel, sponsorizzato dall’omonima società di media, misura 4,2 metri (uno dei più grandi telescopi ottici degli Stati Uniti) è costato più di 50 milioni di dollari; e indaga in particolare le comete, le galassie e  gli oggetti orbitanti intorno al sole al di là di Nettuno. 0Oltre ai telescopi riflettori, sorgono a Flagstaff anche radiointerferometri che analizzano le profondità del cielo, insondabili con normali strumenti ottici. È da questo altipiano dell’Arizona, dove le luci della città non offuscano il firmamento, che gli astronomi, grazie anche alla particolare limpidezza del cielo, hanno individuato il sito migliore per l’allunaggio dell’Apollo 11 nel 1969.76500683fb7ce1a64a2afe3437325937

E da Flagstaff, gli astrofisici del Lowell Observatory hanno aggiunto alla mappatura del cielo satelliti celati, pianeti extrasolari, orbite calcolate al millimetro, stelle ignote, asteroidi errabondi, galassie in viaggio ai confini del cosmo, che ci svelano un Universo in continua espansione:a18dbe93fb2344421ceb8676da27d17a “l’eterea regione per la quale il tutto discorre e si muove…innumerabili stelle, astri, globi, soli e terre sensibilmente si veggono, ed infiniti raggionevolmente si argumentano. L’universo immenso ed infinito è il composto che resulta da tal spacio e tanti compresi corpi.”

Lo scriveva in De l’infinito, universo e mondi Giordano Bruno, il genio nolano che per aver sostenuto filosoficamente queste tesi, le quali sono adesso scienza, fu bruciato vivo da Santa Madre Chiesa, oggi come ieri infallibile maestra di verità.

1 commento
  1. matteo michelotti
    matteo michelotti dice:

    Personalmente, ho trovato questo articolo abbastanza interessante. Ho appreso nozioni che neanche avevo nel mio vocabolario. Un articolo ben fatto.

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