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DALLA PARTE DELL’ASSASSINO

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Se un giallista riesce a farvi schierare emotivamente dalla parte di chi medita ed esegue un delitto; vi fa non solo partecipare, ma condividere e aderire alle sue riserve mentali e alle sue speciose motivazioni; se vi fa trepidare per la sua sorte e augurare che non sia mai scoperto; e se vi fa a tal punto immedesimare nell’omicida che cominciate voi stessi a essere nervosi e inquieti, sospettando di essere pedinati dalla polizia…allora avete per le mani il libro di un maestro del genere.

Infatti si tratta di Freeman Wills Crofts, lo scrittore che nel 1920 inaugurò, con Agatha Christie, la Golden Age del giallo classico. Il suo romanzo Il volo delle 12,30 da Croydon del 1934 è puro virtuosismo. Fin dall’inizio sappiamo chi è l’assassino, eppure è pieno di suspense. Comincia narrando l’omicidio dal punto di vista di una bambina, prosegue con la voce narrante in prima persona, che coincide con l’assassino stesso, e termina con un epilogo in cui l’ispettore French ricostruisce i metodi di indagine con cui alla fine è riuscito a inchiodare il colpevole. La sequenza delle azioni compiute dall’assassino per architettare il delitto e sventare ogni possibilità che la polizia potesse risalire a lui è accuratissima e di brillante e avvincente verosimiglianza. Ma altrettanto abile e convincente è la ricostruzione delle procedure deduttive con cui le investigazioni poliziesche riescono a smontare pezzo per pezzo i sofisticati stratagemmi escogitati dalla disperata scaltrezza del protagonista, Charles Swinburn, un uomo comune che le ristrettezze economiche e l’amore per una donna venale spingono a varcare i limiti della morale e della legge. Se nel corso della lettura interrogate a fondo la vostra coscienza, scoprirete quanto è facile trovarsi con le spalle al muro come Charles e come è facile, in quelle circostanze, accarezzare l’idea di togliere la vita a un uomo per salvare la propria. Questo corso perverso di idee a cui il romanzo di Crofts vi costringe è il segno dell’abilità diabolica della sua penna.

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