D COME DIDEROT E D’ALEMBERT di Marco Boccini

Diderot D'alembertDenis Diderot (1713-1784) e Jean-Baptiste Le Rond D’Alembert (1717-1783), tra il 1747 ed il 1772, furono i direttori e gli animatori del progetto che portò alla realizzazione dell’Encyclopédie; sotto la loro guida il progetto originale, che doveva portare alla semplice traduzione della Cyclopaedia dell’inglese Chambers, fu trasformato in un piano di ben più ampio respiro, riversando nell’opera la tendenza al rinnovamento filosofico e politico-sociale che animava l’illuminismo.

Strumento imponente e rivoluzionario, per la prima volta veniva diffusa una visione del mondo laica e moderna; per questo motivo la pubblicazione fu fortemente osteggiata, più volte bloccata e censurata dai gesuiti, dagli ambienti religiosi e della corte francese; solo la dedizione di Diderot ne permise la conclusione, in oltre venti anni di lavoro, buona parte dei quali in direzione solitaria dopo l’abbandono da parte del D’Alembert nel 1757.

Oltre al fondamentale contributo nella direzione e nella traduzione, Diderot riversò nell’opera la sua profonda conoscenza della storia della filosofia e delle arti meccaniche, mentre D’Alembert si occupò delle parti relative alle scienze fisico-matematiche.

Fortemente motivati dalla fiducia illuminista nella ragione, intesa come sola guida dell’azione umana e come riflessione sulle conoscenze acquisite, con la loro direzione i due riuscirono ad imporre nella realizzazione dell’opera i capisaldi dell’Illuminismo, quali la preferenza degli aspetti pratici e sperimentali del sapere (ereditato dalla rivoluzione scientifica del XVII secolo), la concezione della cultura e del sapere come vettori di progresso e di libertà politica e culturale, oltre alla visione di un intellettuale laico attivamente impegnato a migliorare la società.

Diderot, nonostante abbia dedicato buona parte della sua vita all’Encyclopédie, vanta una vastissima opera letteraria e filosofica; nelle sue opere, oltre all’assoluta fedeltà alla ragione, traspare l’idea di una natura come un organismo individuale dotato di una vita propria, un concetto vicino alla visione roussoiana.

Diderot dedicò e sacrificò la propria vita alla lotta per la diffusione della cultura, mantenendo sempre nei confronti della scienza un atteggiamento aperto, ritenendo inutile indagare problemi metafisici, che non coinvolgono un indagine sull’uomo.

D’Alembert, oltre che per le capacità in campo fisico-matematico, si distinse per la realizzazione del Discorso Preliminare dell’Encyclopédie, nel quale presenta una classificazione delle discipline principali e delle attività spirituali, nonché la tesi (d’ispirazione lockiana) secondo la quale “ogni conoscenza deriva dai sensi e il passaggio dalla sensazione all’oggetto esterno non deriva dal ragionamento ma dall’istinto”.

D’Alembert identificò nel pensiero tre modi di operare sugli oggetti: la memoria, l’immaginazione, e la ragione, di cui sottolineava i limiti, pur facendone un principio di validazione della verità.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi