D COME DIALOGO DELLA MODA E DELLA MORTE

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Chi non ricorda la Moda delle Operette Morali farsi beffe delle mutevoli fogge dell’abbigliamento, che emulano il continuo ciclo di creazione-distruzione a cui è soggetto il creato? In Leopardi la riflessione sull’attinenza tra la caducità della moda e il fato di morte che governa l’universo assume, per nel tono umoristico di ascendenza lucianea, una perentorietà filosofica maggiore rispetto ai precedenti letterari.

Risalendo alle origini del dibattito sulla moda nella letteratura italiana, Raoul Bruni nel saggio Dialogo della Moda e della Morte di Giacomo Leopardi1 ci suggerisce di partire dall’introduzione del termine, dovuto, pare, a un erudito priore benedettino, Agostino Lampugnani, lombardo, in un’opera intitolata Della carrozza da nolo, overo Del vestire, et usanze alla moda, caratterizzata da un certo anticonformismo, tanto che l’autore ricorse a uno pseudonimo per pubblicarla2. 

In realtà la prima opera letteraria dedicata interamente al tema della moda fu l’eponimo poemetto di Giovanni Battista Roberti del 1746, che Leopardi dovette conoscere, visto che nella Biblioteca di palazzo Leopardi è conservato un volume delle Opere di Roberti e che questo autore finisce nella Crestomazia curata dal poeta recanatese.

Un altro autore ben noto a Leopardi è Gasparo Gozzi, che in Contro la corruzione de’ costumi presenti si scaglia da sapido moralista contro “altere cuffie e sventolanti penne” simboli di abitudini rilassate e viziose3. E nella satira Di una visita fatta all’inferno punisce addirittura sarti e acconciatori con “tanti tormenti quante usanze / hanno inventate quando erano al mondo / e dieder pasto al lusso e al vestir vano”.

Tra gli antecedenti letterari del tema, Raoul Bruni ricorda anche un testo di Saverio Bettinelli, che è anch’egli tra gli autori presenti nella Crestomazia curata da Leopardi. Nel Dialogo tra Amore e la Moda, scritto nel 1796 da questo illuminista provinciale, la Moda viene smascherata da Amore che le strappa gli addobbi, le parrucche e il trucco e la fa apparire nel suo reale squallore di “sozzo scheletro”.Come nel dialogo di Bettinelli, anche in quello di Leopardi dietro l’apparenza seducente della Moda fa capolino la Morte, che si rivela il suo doppio oscuro, il dark side della levigata maschera sociale con cui ci illudiamo di esorcizzarla.

1 Disponibile sul web: http://ojs.pensamultimedia.it

2 Oggidì la si può leggere digitalizzata sul sito tedesco http://reader.digitale-sammlungen.de/.

3 Opere scelte di Gasparo Gozzi volume quinto p. 430.

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