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CREDETE NEI MIRACOLI? di Giovanni Lopez

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Tommaso d’Aquino definisce il miracolo come un evento che eccede le leggi naturali, dovuto all’intervento di Dio[1].

Di miracoli, visioni, apparizioni e vaticini è ricolma l’agiografia cattolica. A San Francesco, già in vita, furono attribuiti poteri taumaturgici, ma dopo la morte, la Chiesa, in vista del processo di beatificazione, riconobbe una quarantina di guarigioni miracolose dovute all’intercessione del Poverello di Assisi. I miracoli di Santa Rita da Cascia riempiono centinaia di pagine del Codex miraculorum fin dalla seconda metà del XV secolo. Quelli attribuiti a Santa Teresa di Lisieux erano più di 4000, ancor prima che fosse canonizzata. Tra i casi soprannaturali più bizzarri: Sant’Antonio da Padova, per convertire degli eretici, andò in riva al mare e rivolse una predica ai pesci, che emersero con la testa fuori dall’acqua per ascoltarlo. San Bernardino da Siena attraversò un fiume a bordo del suo mantello disteso sull’acqua a mo’ di zattera. Nel IV secolo, la Vergine apparve a Santa Monica, la madre di Agostino d’Ippona, per regalarle una cintura di pelle da indossare sugli abiti vedovili. Nel 1530 a Soriano, in Calabria, la Madonna e le sante Maria Maddalena e Caterina d’Alessandria apparvero ad un converso domenicano e gli consegnarono un’immagine di san Domenico da collocare nel nuovo convento.Il Grechetto Miracolo di Soriano

San Filippo Neri fece resuscitare un ragazzo morto senza confessarsi e che, ricevuta l’assoluzione, tornò di nuovo a morire.
Ma già nell’Antico Testamento, gli eventi prodigiosi sono segni che dimostrano la potenza di Dio: mari che si aprono, manna che piove dal cielo (Es 16,1-21), acque che sgorgano da una roccia (Es 17,3-7) guarigioni improvvise, donne sterili che partoriscono (2Re 4,8-17) moltiplicazione dei pani (2Re 4,42-44), persino risurrezioni (1Re 17,17-24 e 2Re 4,18-37, 2Re 13,20-21).Miracle_by_kiriaki

Un oscuro monaco irlandese del secolo VII di nome Agostino, in uno scritto dal titolo De mirabilibus sacrae scripturae osò sostenere che i miracoli del libro di Mosè erano spiegabili in termini di fenomeni naturali. Risulta il primo, e per molti secoli anche l’ultimo, che tentò di spiegare i miracoli in modo naturale.

                 Il filosofo ebreo Maimonide nella Guida dei perplessi cercò di dimostrare che non vi è una legge naturale fissa e determinata una volta per tutte da Dio. La natura creata non sarebbe affatto un insieme ordinato e predisposto una volta per tutte, in maniera assoluta, altrimenti l’intervento di Dio non sarebbe necessario. Vi è dunque un margine di discrezionalità nella creazione divina. In quel margine rientra il miracolo, che non è un sovvertimento della natura, ma rientra semplicemente nei casi possibili, compresi nel novero delle variabili combinatorie di un universo non deterministico. Tale principio teologico di indeterminazione consentiva a Maimonide di spiegare i miracoli non come violazioni dell’ordine naturale, bensì come avvenimenti disposti da Dio per i suoi fini particolari, attingendo alla sfera del possibile e del contingente.magical_door_background_by_mysticmorning-d3eriak

Sant’Agostino avvertiva che il Salvatore compiva miracoli più grandi riscattando le anime dal peccato che non guarendo i corpi dalle malattie (si veda il Discorso 98). Tuttavia nel libro XXII della Città di Dio sosteneva che i miracoli erano stati operati affinché il mondo credesse in Cristo e che continuavano tuttora ad essere compiuti.

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Ma filosofi cristiani più recenti, come Malebranche, imbarazzati forse dalla scarsezza di miracoli alla loro epoca, spiegavano che i prodigi erano stati necessari a comprovare la missione divina del Messia, ma ormai dopo la Sua venuta non servivano più.

Questi pii paralogismi furono spazzati via da Spinoza nel Trattato teologico-politico dove mostra come il volgo si compiaccia di considerare ‘miracoli’ divini i fatti insoliti della natura, vuoi per devozione, vuoi per ignoranza delle cause naturali, vuoi per avversione alla scienza, vuoi per il desiderio di cose meravigliose.LUCA GIORDANO PALA DI SAN NICOLA

L’errore più grave che si può commettere è ammirare la potenza di Dio solo se si immagina la potenza della natura come sottomessa all’arbitrio del Creatore, mentre la potenza divina può essere percepita assai meglio dall’ordine fisso e immutabile della natura. “Se qualcuno affermasse che Dio opera qualcosa contro le leggi della natura, costui sarebbe, insieme, costretto ad affermare pure che Dio agisce contro la propria natura, – cosa della quale niente è più assurdo”.

Se Spinoza aveva confutato la stessa possibilità ontologica del miracolo, Hobbes,  nel capitolo XXXVII della parte terza del Leviatano, afferma che il concetto di miracolo non possiede un significato univoco ma meramente relativo, visto che il sentimento di meraviglia di fronte a un evento insolito è una conseguenza della maggiore o minore conoscenza ed esperienza della natura, per cui una stessa cosa può essere un miracolo per uno sprovveduto e perfettamente spiegabile con cause naturali per un altro più avveduto. “Accade quindi che gli uomini ignoranti e superstiziosi si meravigliano molto per opere che altri uomini, sapendo che derivano dalla natura, non ammirano affatto”.Cotan_Fray_Juan_Sanchez_The_Miracle_Of_Saint_Francis
Nel secolo successivo, il filosofo empirista David Hume sottopose a vaglio epistemologico la verificabilità dei miracoli. Nel suo trattato An Enquiry Concerning Human Understanding (Ricerca sull’intelletto umano, sez. X) Hume sostenne infatti che, mentre i miracoli sono attestati in genere da un numero ristretto di uomini, le leggi naturali sono provate da innumerevoli osservazioni. Non risulta che un miracolo abbia mai avuto un numero sufficiente di testimoni tali da garantirne l’autenticità. E siccome è soltanto l’esperienza a conferire autorità alle testimonianze umane e certezza alle leggi di natura, di conseguenza si poteva dare per assodato che, in via di principio, nessuna testimonianza umana poteva avere tanta forza da provare un prodigio.

D’altra parte, che il testimone di un miracolo menta è un evento infinitamente più probabile che non un miracolo. Due secoli dopo, in veste di polemista cattolico, Chesterton, l’inventore di padre Brown, difende i miracoli, sostenendo che è solo il pregiudizio e il dogma materialista dei più cocciuti razionalisti a rigettare i miracoli come impossibili, malgrado le evidenze contrarie (Ortodossia).

In Dio e la nuova fisica lo scienziato Paul Davis fa dialogare uno scettico e un credente sul tema dei miracoli. L’argomento più forte dello scettico è che i miracoli proverebbero l’esistenza di Dio, ma il ragionamento dei credenti è di tipo tautologico: la prova dell’esistenza di Dio è data, oltre che dalla fede, anche dal miracolo. Se il miracolo è un’operazione di Dio, l’esistenza di Dio è provata dai miracoli. Non se ne scappa. Il miracolo, invece di provare, in realtà presuppone l’esistenza di un Dio che compie miracoli. (cfr. Maurizio Magnani, Spiegare i miracoli. Interpretazione critica di prodigi e guarigioni miracolose. Dedalo, Bari, 2005 e C. Perrot, J. Soulette e X Thèvenot, I miracoli: fatti storici o genere letterario? San Paolo, Cinisello Balsamo, 2000.)Carracci_Lodovico_The_Virgin_Appearing_to_St_Hyacinth

Tuttavia il grande predicatore barocco Bossuet, che abbinava magistralmente fede e arte retorica, argomentava che anche chi non crede ai miracoli è costretto a riconoscere che la stessa conversione di tanti popoli al cristianesimo si può considerare un miracolo. I casi sono due, affermava Bossuet nel Discours sur l’Histoire universelle (Discorso sulla storia universale, 1681): o le masse sono state persuase dai miracoli, e allora vuol dire che Dio è intervenuto visibilmente; o non ci sono stati miracoli, e allora il miracolo è che abbiano creduto senza segni miracolosi. E il miracolo è da considerarsi ancora più grande, visto che hanno creduto tante cose incredibili, misteri tanto oscuri e incomprensibili per gli ignoranti quanto irragionevoli e assurdi per i sapienti. E ancor più miracolosa è la circostanza che si sia diffusa su tutta la terra una pratica di vita così penosa come quella imposta ai cristiani, che richiede virtù così elevate e contrarie agli istinti naturali. Se non è miracolo questo…

Guicciardini nei Ricordi (II,CXXIII) avvertiva però che miracoli si incontrano in tutte le religioni, senza che da essi si possa trarre alcun argomento a favore dell’una o dell’altra.

“…ogni religione ha avuto e’ suoi miracoli; in modo che della veritá di una fede piú che di un’altra è debole pruova el miracolo. Mostrano bene forse e’ miracoli la potestá di Dio, ma non piú di quello de’ gentili che di quello de’ cristiani…”

E, con il cauto scetticismo che gli è proprio, lo storico fiorentino avanza l’ipotesi che i presunti miracoli non siano altro che segreti della natura non ancora compresi dall’intelletto umano.

Guicciardini precorre in questo lo storico della scienza Alexandre Koyré che in Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione, (Einaudi, Torino, 1992) osservava come la scienza, traendo origine dalle arti occulte e dall’esoterismo, si occupò molto spesso dello straordinario, dell’anomalo, del misterioso e per spiegare come funziona il mondo ha dovuto rivaleggiare con gli insegnamenti della religione.

La scienza è stata spesso considerata una diavoleria, nell’orizzonte vetero-cattolico. Del resto, Giovanni Calvino nell’Institutio christianae religionis aveva già messo in guardia i cristiani che anche Satana ha i suoi miracoli. Il demonio, servendosi della potenza propria della sua originaria natura angelica, simula miracoli, prodigi diabolici messi in opera per ingannare l’uomo e sedurlo.

I miracoli della scienza e della tecnologia non sono che i giochi di prestigio di Satana?


[1] “cum aliquid fit praeter ordinem naturae […]. Hoc autem non potest facere nisi Deus” (Summa Theologiae, I, 110, 4, co). Per i riferimenti filosofici disseminati nel testo si veda Amos Funkenstein, Teologia e immaginazione scientifica dal Medioevo al Seicento, Torino, Einaudi, 1996.

 

21 commenti
  1. anita
    anita dice:

    I miracoli rappresentano per l’uomo il bisogno di evadere dalla realtà attraverso la creazione di miti e idee fantastiche. Il più delle volte queste fantasie non sono dimostrabili e per questo si trovano a scontrarsi con la visione scientifica che cerca delle spiegazioni attraverso le quali raggiungere un mondo esclusivamente razionale.Al contrario i miracoli richiedono un atto di fede ovvero ci impongono di credere a qualcosa di inaspettato e irrazionale. Io penso che i miracoli non siano totalmente credibili, ma che siano una sorta di esagerazione di fatti che al tempo in cui sono avvenuti risultavano ugualmente eccezionali. Penso quindi che in passato i miracoli rappresentassero dei modi attraverso i quali poter trovare dei punti di riferimento in questo caso rappresentto da Dio

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  2. Chiara
    Chiara dice:

    Durante tutta la storia del mondo, l’umanità ha partecipato al grande spettacolo dei miracoli.
    I miracoli sono degli eventi irrazionali guidati da una forza soprannaturale, che per i cristiani risiede in Dio.
    Dio, vedendo il male che è presente nel mondo, può consolarlo, può evitarlo, ma non sempre lo fa. Ma come mai Dio non aiuta tutti e non fa sempre prevalere il bene nel mondo? Forse perché non è onnipotente o soltanto per rispettare il suo progetto divino creato per ognuno di noi?

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  3. Pietro
    Pietro dice:

    I miracoli , nella mia opinione, non esistono. Tale pensiero nasce principalmente dal fatto che , la scienza moderna ha saputo spiegare gli eventi miracolosi accaduti negli anni.
    Prendendo ad esempio le ressurezioni la scienza le spiega come semplici morti apparenti.

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  4. daniele1200
    daniele1200 dice:

    Non credo che i miracoli esistano, ma esistano solo delle cose inspiegabili che ancora l’essere umano non è riuscito a capire o che non potrá mai capire.
    Fino ad ora tutti i miracoli accaduti fino ad ora non sono provabili e quindi come dice hume non si posso ritenere veritieri.
    Anche considerando “miracoli” piú recenti non si puo essere sicuri che siano veri, potrebbero essere veri ma potrebbero anche semplicemente cose che ancora l’ essere umano non è riuscito a capire.
    quindi non si puo dire se i miracoli siano veri o no.

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  5. Gregorio e bianca
    Gregorio e bianca dice:

    I miracoli possono essere spiegati con la scienza? O sono invece realmente opera di una divinità? Secondo me chi ha fede ce l’ha anche senza la prova diretta di un miracolo, chi non crede rimarrà sempre scettico. Ma il vero scetticismo sta nell’ escludere completamente la possibilità che i miracoli avvengano o che non avvengano, cioè pensare che sia per forza in un modo o nell’altro; altrimenti non sarebbero fattori inspiegabili…

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  6. Francesco e edoardo
    Francesco e edoardo dice:

    anche se sono cattolico mi rimane difficile credere nei miracoli compiuti da Cristo, la Madonna o altri personaggi. Invece mi resta più semplice credere nei miracoli di tutti i giorni che sono dovuti alla fortuna, come per esempio risvegliarsi da un coma.

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  7. Giuliano Jin
    Giuliano Jin dice:

    Per me i miracoli esistono, infatti fin dalla storia umana vi erano sempre presenti atti inspiegabili con la scienza, la nascita dell’ uomo, della terra e della vita.

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  8. Simone
    Simone dice:

    Se devo essere sincero sono molto scettico sulla veridicità dei miracoli, ma seguendo programmi che raccontano eventi realmente accaduti che coinvolgono persone normali scampate a morte certa, sto cominciando a pensare che forse i miracoli esistono e a volte possono influenzare le nostre vite.

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  9. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    Credo nei miracoli non solo perchè sono cristiano ma perchè credo nella fede e secondo il mio punto di vista o si crede o non si crede è per questo che ci è stato dato il libero arbitrio. Non servono sempre prove qualche volta dobbiamo avere semplicemente fede

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  10. Ravindu
    Ravindu dice:

    Io credo che i miracoli,talvolta siano realizzabili,molto dipende da quale tipo di miracoli sono,io talvolta realizzavo cose che per altri erano difficili anzi anche impossibili da fare, ma una condizione immaginara e impossibile da realizzare ci viene spontaneo da dire che ci vuole:” un miracolo ” per realizzarlo ,i miracoli non si possono realizzare ma tutto dipende dal volere di DIO ma anche dalla nostra volontà di fare.

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  11. Francesco (Feng Cheng)
    Francesco (Feng Cheng) dice:

    Non sono molto convinto della veridicità dei miracoli e non ci crederò completamente finchè non potrò verificare con i miei occhi. Molti ferventi cattolici rispondono allo scetticismo con lunghissime liste di miracolose guarigioni, avvenute per opera di Papi, Santi e Madonne nei più svariati luoghi di culto nel mondo, ma perchè Dio dovrebbe salvare dalla malattia un pugno di credenti e lasciar affogare gli altri nelle loro agonie? Perchè dovrebbe migliorare la salute di pochi e lasciar morire migliaia e migliaia di innocenti se siamo tutti ugualmente figli di Dio? Da una parte è vero che la teoria dell’esistenza di un club dei Favoriti di Dio risale già al Giansenismo, ma trovo quest’idea alquanto bigotta e discutibile. Comunque, è stata ormai da tempo dimostrata l’esistenza del così detto “effetto placebo”, per cui il cervello del paziente, se cosciente e fiducioso nella cura ricevuta, può indurre un processo di guarigione nonostante la cura sia inefficace e inutile. Che sia questa la spiegazione scientifica dei grandiosi e quasi magici miracoli di Dio?

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  12. Alessandro
    Alessandro dice:

    Recentemente questa domanda é stata quasi svuotata del suo significato: siamo talmente permeati da una visione laica e materialista di ciò che ci circonda, che pensare che la tecnologia sia solo un trucco fuorviante di Satana è quasi impossibile. Questa visione è sempre stata sorretta nel passato, quando la Chiesa, impaurita e spiazzata da scoperte scientifiche, preferiva reprimere ogni tentativo di cambiamento che potesse danneggiare i suoi interessi, un esempio lampante ne è Galileo Galilei. Al giorno d’oggi solo nelle società caratterizzate da una forte e assoluta religiosità persiste una visione così negativa e pessimista sulla scienza.

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  13. Leonardo
    Leonardo dice:

    Avendo una visione molto scientifica del mondo, fatico ad accettare le tesi di chi cerca di provare l’esistenza dei miracoli. Forse, come affermava Spinoza, il richiamo al divino è solo una scusa per i limiti della propria conoscenza.. Ciò non significa che critichi i credenti, anzi, trovo che il fatto che costoro si possano affidare al divino trovando conforto sia di grande aiuto nella vita. Semplicemente trovo che in materia di miracoli il confine tra scienza e credo è molto sottile ed è facile cadere in fraintendimenti, perciò spesso chi cerca di inculcarti le sue teorie antiscientifiche non è che un ciarlatano che non ha compreso l’argomento e vuole solo far propaganda.

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  14. rosso
    rosso dice:

    Un interessante spunto di riflessione è che il confine tra religione, filosofia e scienza è sfumato e non ben definito. Il credere nei miracoli è strettamente collegato all’accettare i dogmi della chiesa cattolica. Dal momento che io credo nella impossibilità di poter conoscere e giudicare eventi che non sono alla portata della mente umana, fra cui i miracoli e i misteri più alti della religione, ammetto che è necessario il confronto e il dialogo sulla questione ma senza mai arrivare a una soluzione finale ed esauriente. Quindi si può dire che vedo questo argomento come un problema aperto della filosofia.

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  15. Gaia
    Gaia dice:

    Per definirci zoo comunale di Satana bisogna comunque presupporre una credenza in Dio o in un'entità che gli si contrapponga. Infatti se non si credesse in Dio, sarebbe Satana il dio in questione. È evidente che per costruire una realtà che sia condivisibile c'è bisogno di possedere una forma di fede. Questo bisogno nasce dal timore del caos. Ciò che invece è equivoco è scegliere di chi fidarci. Voglio fidarmi di me stessa, quindi mi accontento della scienza, o questo non mi basta e mi affido allora alla religione?

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  16. Caterina.alc
    Caterina.alc dice:

    Miracolo o corruzione della mente?
    Siamo sempre stati attratti dal diverso, dall’insuale, e un miracolo è proprio quello che serve all’uomo per avere qualcosa in cui credere che non sia solamente una fede astratta. Un qualcosa di concreto che spinge l’uomo insaziabile, a voler soddisfare la sua fame di conoscenza.

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  17. Quo
    Quo dice:

    Ancor oggi scienza e religione, nell’imaginario collettivo, sono ritenute l’una opposta dell’altra, totalmente incongruenti e inconciliabili. Ma è veramente così? In tempi recenti alcune personalità cristiane, specialmente l’attuale papa, Francesco I, hanno provato ad aprirsi al dialogo con il mondo scientifico, ma è ancora presto per vedere risultati tangibili.
    Tralasciando questo parziale riavvicinamento, comunque, molte sono ancora le incongruenze, e molte ancora saranno, su fatti accaduti e rimasti senza spiegazione. È a discrezione dell’osservatore vederli come miracoli e come tali inspiegabili, o come semplici fenomeni naturali, facilmente decifrabili con l’aiuto della scienza.

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  18. -Ale-
    -Ale- dice:

    I miracoli sono eventi indimostrabili, irrazionali e non scientifici che hanno sempre spiazzato la mente umana. L'incapacità della mente di conoscere non corrisponde all'inesistenza dei fenomeni, proprio perché essa non è onniscente e non comprende tutte le sfere del sapere, ma evidentemente solo alcune. I miracoli sono la dimostrazione dell'esistenza di quella realtà spirituale che da sempre l'uomo va cercando.

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  19. Il Messia (leonardo)
    Il Messia (leonardo) dice:

    Il cristianesimo e la filosofia hanno due concezioni contrapposte degli avvenimenti apparentemente soprannaturali. Alcuni cristiani definiscono il miracolo come una sorta di segno divino della missione del Messia,poichè dopo la morte di Cristo non avvengono più grandi miracoli.La filosofia non concepisce la realtà attraverso la fede, ma attraverso la ricerca ineusaribile della verità. Io penso che i miracoli nella vita terrena siano eventi inspiegabili, ma una parte di me è convinta che siano legati al merito personale di chi li riceve. Ammetto che tale convinzione sia irrazionale.

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  20. Giulio
    Giulio dice:

    I miracoli sono speranze di salvezza che in passato non si potevano realizzare. È per questo che oggi sono spesso in contrapposizione con la scienza; oggigiorno vengono considerati miracoli guarigioni di persone salvate dalla medicina all'ultimo minuto. Ma ancora ci sono persone che comunque continuano a credere nei miracoli religiosi, facendo pellegrinaggi in luoghi santi. Quindi la domanda non è "esistono i miracoli" ma "i veri miracoli sono compiuti dalla religione o dalla scienza?"

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