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CORRERE PER ESSERE LIBERI di Giovanni Lopez

ATLETA

Una mano che percorre una pagina bianca, riempendola di ideogrammi capziosi. Così immaginiamo uno scrittore giapponese, nella sua stanza affacciata su un silenzioso giardino zen. Lunghe sedute allo scrittoio, a intingere un pennello di bambù nell'inchiostro sumi. Niente di più remoto dall'atleta che marcia lucido di sudore con le Diadora ai piedi lungo stradoni assolati.

Eppure ultimamente la corsa e le belle lettere hanno stretto un solido e persuasivo connubio, favorito da una comune disposizione meditativa. Pensiamo a un Murakami che, per compensare la sedentarietà a cui costringe il mestiere di scrivere, decise un bel giorno di praticare la più essenziale delle attività sportive: correre. E cominciò con un esordio che più classico e solenne non si poteva, partecipando nientemeno che a una maratona in Grecia. Erano gli anni ’80 e da allora lo scrittore giapponese, benchè ormai anzianotto, non ha mai smesso di allenarsi e gareggiare in maratone e triathlon. Il frutto letterario di questa passione è L'arte di correre (Einaudi), dove Murakami spiega il significato spirituale ed esistenziale che riveste per lui questo esercizio fisico, simile a un atto di purificazione dai veleni e dai demoni evocati dall’atto della scrittura. Una catarsi aerobica tra Aristotele e de Coubertin. 

sky runner

Quanto alla corsa in sé, l’interesse dello scrittore si appunta sul risvolto universalmente umano che prende l’agonismo del maratoneta, con le sue fatiche, i suoi crolli, i suoi stati di abbattimento, le sue esaltazioni muscolari, i suoi brividi adrenalinici.

twilight runner

Sono gli stessi stati d’animo e lo stesso spirito agonista che nutrono la biografia dell’atleta olimpionico cecoslovacco Emil Zátopek, trasposta da Jean Echenoz in un romanzo di grande qualità letteraria dal titolo Correre (Adelphi). Ostaggio del regime comunista, che lo sorveglia, lo spia, infine lo deporta ai lavori forzati, Zátopek riesce a opporre la strenua libertà della sua corsa al mondo concentrazionario che vorrebbe soffocarlo.

CORRERE

Del resto la corsa è da sempre un simbolo di libertà, fin dall'epoca in cui, stando a Plutarco, un guerriero ateniese corse da Maratona fino ad Atene per annunciare la vittoria dei greci sui persiani. Che si chiamasse Fidippide, come vuole Erodoto, o Filippide, come riporta Luciano di Samosata, la corsa di questo eccezionale emerodromo è diventata eponima di una disciplina sportiva che ha sempre proiettato le sue performance agonistiche su uno sfondo di affabulazione epica e leggendaria.

CORSA

Una delle ultime leggende riguarda un atleta italo-americano di nome Louis Zamperini, detto Louie, morto l'anno scorso ultranovantenne. Dopo una lusinghiera carriera di mezzofondista olimpionico, Zamperini partì in guerra come aviatore, finì prigioniero dei giapponesi, che, per umiliarlo, ridotto a uno straccio com'era, lo costrinsero a gareggiare con un corridore giapponese, sotto la minaccia di bastonare gli altri prigionieri se avesse rifiutato. Nonostante fosse allo stremo delle forze, gli sguardi intenti dei compagni di prigionia lo spronarono a resistere e, pur restando indietro, decise di continuare la corsa, quando pure avesse dovuto cadere morto nello sforzo. Battere il rivale nipponico in condizioni disperate significò esibire un esempio di eroica resilienza agli altri soldati prigionieri. Un esempio che Zamperini trasformò in una palestra di sport e di riscatto umano, dedicandosi al training di ragazzi difficili, una volta tornato libero negli Stati Uniti.

Louie Zamperini

 

Mark Rowlands in Correre con il branco (Mondadori) ci ha spiegato che correre può essere un’avventura mentale che mette in moto le idee, apre spazi alla riflessione e allarga l’orizzonte dell’esistenza.

CORSA COME LIBERTA'
La maratona, non avendo una meta nè un vero scopo, ci fa scoprire la nostra libertà e ci affranca dalle sovrastrutture di una società che si basa sull’utile.
Al ritmo rapido del passo, il mondo scorre sotto i nostri piedi e i pensieri affluiscono nel nostro cervello, facendoci ritrovare quell’unione corpo-mente che è la nostra essenza umana più autentica. 
Sartre e Platone sono vivi e corrono insieme a noi. Con le running ai piedi.

13 commenti
  1. Quo
    Quo dice:

    L’uomo e la corsa, un connubio vitale che esiste dall’alba dei tempi, che segue di pari passo la nostra continua evoluzione. Impariamo a correre subito dopo aver mosso i primi passi da infanti, al pari degli altri animali. Molti di questi sfruttano tutt’oggi la corsa come primo strumento di difesa e l’uomo non fa eccezione: quando ci sentiamo in pericolo, infatti, il nostro istinto primordiale, selvaggio, ci dice di scappare, correre via, allontanarci dalla minaccia. E come possiamo farlo nel migliore dei modi? Sfruttando questo grande dono che Madre Natura, o Dio, se preferite, ci ha concesso, la corsa.
    Con il passare dei secoli, il verbo correre ha assunto, per molti, sfaccettature differenti: per alcuni è vita, per altri un passatempo, per altri ancora un mezzo con il quale mettersi in discussione, con il quale riuscire a superare i propri limiti, mentre invece per una buona maggioranza è solo una noiosa e faticosa attività da evitare il più possibile.
    Nonostante quello che potrebbero pensare i molti, comunque, correre è una parte imprescindibile dell’essere umano: se smettessimo di correre, di provare a raggiungere la nostra personale salvezza, il nostro essere uomo cesserebbe, tutti i pericoli e le insicurezze ci assalirebbero e rimarrebbe soltanto il vuoto. Così facendo avremmo fallito il nostro obiettivo, la sopravvivenza, che è raggiungibile soltanto con molta, molta fatica. E cos’è correre, se non fatica?

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  2. Tommaso
    Tommaso dice:

    Correre è ciò che ha l’uomo per fuggire dai giudizi e dai pensieri.
    Ciò che ci fa male scivola via come il sudore sulla pelle e i pensieri si confondono con la fatica che senti sempre di più man mano che si va avanti, ma che da senso a ciò che fai.

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  3. bianca e gregorio
    bianca e gregorio dice:

    Correre è lo stacco di cui abbiamo bisogno dalla vita di tutti i giorni con la sua routine, la fretta e gli impegni. È anche un modo per fuggire dai problemi e sentirsi liberi, con il corpo e con la mente. Correre è fuga, conquista, oltre che a forma universale di libertá.

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  4. Giorgia e Francesco
    Giorgia e Francesco dice:

    Mentre corriamo,quando i polmoni bruciano e le gambe cedono, la mente vaga e ci sentiamo finalmente liberi di pensare,liberi di vivere.
    Intorno a noi tutto crolla,ci sentiamo lontani dalla realtà e dai problemi di tutti i giorni,soli con noi stessi.
    C’è chi corre per vivere e chi vive per correre.

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  5. edoardo
    edoardo dice:

    Jesse Owens è entrato nella storia per aver sconfitto moralmente Hitler e il nazismo, infatti proprio lui, lo schiavo, riuscì a sconfiggere il tedesco, che si pretendeva il padrone. Grazie a lui capiamo che correre può esprimere una libertà che non ha pari, perchè con la fatica, il sudore e la convinzione di poter far meglio possiamo portare in fondo ogni obiettivo, evadendo dalla realtà e dall’idea che non tutto è possibile.

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  6. Ravindu
    Ravindu dice:

    Correre è un momento dove tu puoi esprimere emozioni,gioie,e tanti altre emozioni.Correre è un modo per sfogarsi,combattere le paure e cacciare tutti i pensieri cattivi dalla mente,correre può aiutare a saltare gli ostacoli della vita per poi raggiungere l’obbiettivo sapendo che ti sei impegnato con duro lavoro e umiltà.CORRERE è libertà

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  7. daniele1200
    daniele1200 dice:

    Correre è una delle azioni piu antiche dell'uomo e non solo, è un'azione che ti rende libero, nessuno ti puo costringere a correre, la corsa è l'unione di piu muscoli che si uniscono alle mente per formare uno degli sport piu antichi del mondo .

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  8. Giuliano Jin
    Giuliano Jin dice:

    Correre è essenziale per la vita, infatti ciò ci permette di sviluppare il corpo, allargando inoltre anche la nostra visione mentale verso un mondo più libero privo di problemi.

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  9. Vincenzo
    Vincenzo dice:

    La corsa è competizione , è dall'origine il mezzo di attacco e di difesa di ogni essere vivente sia uomo che animale , la corsa è vita , è espressione , arte , coordinazione ,è una disciplina ed è anche la fusione dei sensi.

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  10. simo199949
    simo199949 dice:

    Correre. Forse una delle azioni più naturali di un uomo. Si corre per paura, si corre per felicità, si corre per sport, per rabbia, per libertà e per provare, anche se per poco tempo, una sorta di spensieratezza e di gioia. Alla fine di una corsa senti le gambe che cedono, il fiatone che invade tutto il tuo corpo, il sudore Che gronda dalla testa e tutta la fatica che hai fatto, e tutto ciò solo per vivere quel momento di libertà dove tutto ti appare più chiaro e dove la tua mente vola finalmente libera da ogni pensiero

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  11. Leonardo
    Leonardo dice:

    Correre rende liberi.Andare avanti lungo la tua strada senza una meta precisa con la mente libera e magari un paio di cuffie alle orecchie questo per me è il vero concetto di libertà.Le decisioni più difficili possono essere prese durante una corsa,il mondo sparisce e i problemi sembrano più lontani.

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  12. Giacomo
    Giacomo dice:

    Correre è un'azione che tutti sappiamo compiere,ma solo pochi riescono a capire il vero senso di questa monotona azione umana. Come nelle storie sopra citate,alcuni corrono per vivere,altri per passione e altri ancora corrono solo per passatempo:la fatica che proviamo durante la corsa ci sprona ad andare sempre più avanti,e noi dobbiamo prenderlo come un insegnamento di vita,per andare avanti anche quando sarebbe più facile rinunciare avanti.

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  13. guido
    guido dice:

    Correre. Tra tutte le azioni monotone che l’ uomo compie nessuna è una più entusiasmante della corsa. Nella ripetitività del gesto si scoprono pensieri, si provano emozioni, si affrontano paure. Se poi si corre lontano da strade e persone grigie, tutto acquista un sapore indescrivibile. Un momento di ebbrezza rispetto all’ insipida giornata di un ragazzo. Due ore tra boschi e sentieri sono un’ esperienza di allontanamento dalla realtà quotidiana. È possibile toccare la libertà tanto ambita e cantata dai poeti. Il culmine della corsa è quando mi fermo sempre sulla stessa collina. Non faccio niente. Forse penso. L ‘appuntamento con la mia collina è uno dei momenti più desiderati della settimana. Per quanto spettacolare, non è il paesaggio che suscita l’ emozione più grande, ma il silenzio, il cuore che pulsa dopo una salita interminabile, il fiatone, la fatica, che è il prezzo ma anche il premio della libertà.

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