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COMPUTER VS UOMO L’ENNESIMA SFIDA

Man vs Machine

 

La civiltà sta producendo macchine che si comportano come uomini e uomini che si comportano come macchine.  (Erich Fromm)

In questi giorni c’è stata la prima di cinque supersfide. Uomo da una parte macchina dall’altra. È difficile definire bene chi dei due sia la macchina, anche perchè AlphaGo, programma sviluppato dalla divisione DeepMind di Google, si è trovato ad affrontare Lee Se-dol, leggendario campione di Go, giocatore professionista di 9-dan, campione mondiale nel 2008 e dal 2010 al 2012. Il Go è un antichissimo gioco cinese, centinaia di volte più complesso degli scacchi. Anche Google che ha progettato AlphaGo appositamente per eccellere in questa disciplina ha affermato che non è possibile vincere analizzando solo tutte le possibili combinazioni e che “ci sono più mosse possibili in un gioco di Go di quanti atomi ci sono nell’universo”. 

Lo scontro quindi era tra due macchine, due giocatori con uno stile perfetto, capaci di analizzare e processare ogni mossa avversaria e utilizzare la contromossa più efficace. Il primo round ha visto trionfare AlphaGo.

Sono molto sorpreso” – ha dichiarato a caldo Lee Sedol – “Non mi aspettavo di perdere, non credevo che AlphaGo avrebbe giocato in un modo così perfetto … Non mi pento di aver accettato questa sfida. Sono scioccato, lo ammetto, ma ciò che è fatto è fatto. Mi è piaciuto questo incontro e attendo con ansia il prossimo. Ritengo di aver sbagliato nell’apertura, quindi se miglioro questo aspetto sarò in grado di aumentare le mie possibilità di vittoria”.

La prima sfida si è conclusa con la sconfitta della mente umana ma, come confermato anche dagli sviluppatori di AlphaGo, la macchina è stata spinta al limite delle sue capacità.

Il noto sito di tecnologia Hwupgrade scrive “Il risultato stupisce in misura direttamente proporzionale al grado di conoscenza del Go, che richiede al giocatore intuito e capacità di valutazione, aspetti che appartengono alla sfera umana ma che le “macchine” fanno proprie grazie ai software di intelligenza artificiale e di autoapprendimento. L’arma segreta di AlphaGo consiste nello sviluppo i algoritmi di A.I. che riprendono la struttura delle reti neurali umane.”

Questa sfida è arrivata poco più di 20 anni dopo che Deep Blue, computer progettato dall’IBM appositamente per giocare a scacchi, sconfisse in gara 1 il campione del mondo Garry Kasparov, che con le seguenti tre vittorie e due pareggi si impose comunque sulla macchina per 4-2.

Deep Blue

La forza di Deep Blue era racchiusa nell’enorme potenza computazionale. Ma questo forse non era sufficiente allora per sconfiggere una mente umana così brillante. Anche se poi nella rivincita del 1997 fu Deep Blue a portare a casa la vittoria su le sei sfide complessive.

“Però dopo il match perso, Kasparov disse che alcune volte gli era parso di notare nelle mosse della macchina intelligenza e creatività così profonde da non riuscire a comprenderle. Egli avanzò anche il sospetto che la macchina avesse avuto un “aiuto” umano durante la partita, sospetto che ritornò più volte, sia quando si seppe che la macchina non era posta nella stanza nella quale si disputava la partita ma ad alcuni chilometri di distanza e che quindi i dati venivano inviati da terzi, sia per il fatto che al campione russo non furono mai forniti i tabulati sull’attività del computer, che egli aveva richiesto secondo gli accordi della sfida.

Il campione russo chiese la rivincita, ma l’IBM rifiutò e ritirò Deep Blue. In parte egli aveva visto giusto: le regole permettevano ai creatori di modificare il programma tra una sfida e l’altra. Il codice fu modificato tra le partite per capire meglio lo stile di gioco di Kasparov, permettendogli di evitare una trappola nelle mosse finali nella quale l’IA cadde per due volte.” (Wikipedia)

Oggi non c’è trucco. Nonostante l’enorme complessità del Go rispetto agli scacchi e la potenza computazionale non di molto superiore (anche perchè un approccio brute force sarebbe stato inutile per la tipologia di gioco) ha vinto la macchina. È pur sempre la prima sfida.

man-vs-machine

La storia si ripeterà lasciando la vittoria finale all’uomo oppure siamo già arrivati al momento in cui l’intelligenza artificiale può soppiantare la nostra?

Articolo a cura di Gabriele Tretola

 

 

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