IL COMMONWEALTH: GHANA TRA MODERNITÀ E PURA NATURA di G. Buccolieri

Eccoci arrivati alla seconda tappa del mio tour nei paesi membri del Commonwealth. Dopo aver visitato la splendida Malta mi sono recato in Africa, nel Ghana. Questo stato venne annesso al Commonwealth, dopo essersi reso indipendente dall’Impero Britannico (fu il primo stato dell’Africa ad essere indipendente).

Sono appena atterrato all’aeroporto di Accra, la capitale ghanese. Questa città si affaccia sull’Oceano Atlantico. Dopo essermi informato sui principali luoghi di interesse, mi sono recato nella città vera e propria. A prima vista Accra sembra una città europea e questo è dovuto al fatto che vi si stabilirono molte basi commerciali di diverse popolazioni: portoghesi, svedesi, olandesi, inglesi, ecc. che vi portarono tradizioni e costruzioni tipiche degli europei.

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Mi dirigo subito al Museo Nazionale del Ghana, il più grande e antico museo ghanese. L’inaugurazione avvenne nel 1957, per i festeggiamenti dell’indipendenza dalla Gran Bretagna. Nel museo possiamo trovare reperti archeologici e preistorici, ma anche materiale sul passato recente di questo Paese. Personalmente mi sono piaciute più di tutte le stanze adibite agli oggetti provenienti da altri paesi africani. Qui ho potuto ammirare le tipiche maschere della Costa d’Avorio, figure Zulu in legno e perle dell’Africa del sud e anche molti altri reperti che non ricordo, forse perché non hanno attirato pienamente la mia attenzione. Questo museo, oltre a presentare reperti storici, possiede una piccola parte dedicata alla scultura e all’arte contemporanea ghanese.

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Il museo è stato molto bello e non mi aspettavo di trovare così tanti reperti al suo interno; inoltre non sapevo della presenza dello spazio dedicato all’arte ghanese, molto originale e soprattutto critica verso molti aspetti del mondo di oggi. La scultura usa oggetti riciclati d’uso comune, come ad esempio normali lattine di bibite, per ricostruire ciò che l’autore vuole rappresentare.

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Appena uscito dal museo mi sono reso conto che ancora era abbastanza presto e quindi, prima di degustare le specialità locali, ho deciso di visitare il Castello di Christiansborg, che si trova nella parte meridionale della città. La fortificazione, detta anche Castello di Osu (dal quartiere in cui si trova), venne costruita  negli anni 60 del XVII secolo dai danesi. Passò poi di mano in mano a diversi popoli colonizzatori, e per un breve periodo anche ad una tribù locale e, infine, a seguito dell’indipendenza, ai ghanesi. Il castello, nel corso di questi passaggi di “proprietà”, ha subito diverse modifiche e ricostruzioni. È, anche, sede del governo ghanese e presenta numerose stanze, molte di queste servono ad ospitare i dipendenti.

Solo una piccola parte è adibita a museo, infatti, la sua visita è durata poco e non sono rimasto nemmeno molto affascinato, anche perché mi aspettavo un altro tipo di castello, ad esempio qualcosa di simile ad un castello medievale e non una residenza per il Capo di Stato ghanese. Mi è servito comunque per saperne di più per quanto riguarda la politica di questo paese.

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Ormai è sera e ho deciso di rimanere nel quartiere di Osu, famoso per la presenza di buoni ristoranti e locali notturni. Ho potuto assaggiare il jollof rice. Si tratta di riso cotto in brodo di carne, arricchito da pollo o polpette, pomodoro, cipolla e peperoncino. Un piatto molto saporito e gustoso, poi per secondo ho ordinato dei cubetti di platano fritto conditi con spezie, chiamati kelewele, che mi hanno lasciato un retrogusto zuccherino e tostato.

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Una volta sazio sono tornato ad Accra città dove avevo prenotato un piccolo ma comodo bed & breakfast.

Un nuovo giorno in Ghana e oggi visiterò la periferia di questo stato dove regna la povertà ed il duro lavoro. Eccomi ad Aflasco, un villaggio piccolissimo, che non possiamo trovare nemmeno su Google Maps. Conta solo 200 persone. Si trova in un posto meraviglioso, ma i suoi abitanti vivono con molto poco e quindi non possono sfruttare questa risorsa. Le attività praticate sono la pesca ed un piccolo e ristretto commercio. Le abitazioni sono capanne costruite con materiali locali di fortuna. Non è presente l’acqua corrente nelle case, per cui ogni volta bisogna recarsi al pozzo della spiaggia e per le necessità igieniche, ovviamente, ci si arrangia. La popolazione parla per lo più solo la lingua locale e sono molto legati a tradizioni e superstizioni, tra cui i riti voodoo.

Qui ho conosciuto una volontaria che ha deciso di vivere in questo villaggio.  Gentilmente mi ha mostrato Aflasco, gli abitanti (anche se non capivo ciò che dicevano) sembravano accoglienti e generosi. Ho visto dei bambini giocare con piccoli legnetti e tutta quella povertà paragonata allo sfarzo visitato il giorno precedente mi ha portato molta tristezza. Prima di andare via ho deciso di dare una mano ai volontari…

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Per concludere questa avventura in Ghana ho scelto di fare un safari. Mi sono recato al Mole National Park, che si trova nella parte settentrionale del Ghana. Un parco splendido, dove oltre ad animali davvero molto affascinanti, ho potuto ammirare una vera natura libera da qualsiasi contatto con la modernità. Qui ho potuto rilassarmi e vedere degli animali che non avevo mai  visto e di cui non avevo neppure mai sentito parlare, come le antilopi-bongo.

Risultati immagini per antilopi bongo

Questo viaggio è stato veramente molto entusiasmante, mi ha fatto scoprire molte cose nuove e mi ha anche insegnato molto. Spero che la mia prossima tappa possa essere altrettanto bella e interessante!!!

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