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CIVILTÁ TRAMONTATE: GIORDANIA di D. Fortini

Ero appena arrivato nella città di Amman, capitale della Giordania, tappa nel mio viaggio intorno al mondo. Ero ansioso e curioso di visitare questo paese del vicino oriente, di scoprirne la cultura, le persone e i loro costumi…

Dopo una rapida colazione sono partito per visitare i castelli del deserto Qaser Kharaneh e Qaser Amra. I due castelli, che erano più palazzi che fortezze vere e proprie, furono costruiti nell’VIII secolo dagli Omayyadi, nome della tribù dell’omonima dinastia araba.

Il progetto del primo è piuttosto semplice: il castello è eretto su quattro pilastri per facciata ed essendo solo le stanze del secondo piano riservate ai sovrani, quelle del primo, riservate esclusivamente alla servitù, non presentano dettagli troppo curati. Mi ha sorpreso il fatto che l’architetto dovette costruire il castello con le pietre del deserto, quelle che trovava, facendo lavorare i suoi operai sotto un sole cocente.

Qaser Kharaneh

Il secondo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è divenuto insieme a Petra, di cui tra poco racconterò la mia esperienza, il primo monumento scelto dai turisti. A causa delle piccole trombe d’aria che si formano continuamente nella zona, del castello non rimane molto. Oggi sono riportati alla luce un pozzo, profondo 40 metri, e alcune stanze contenenti vari affreschi.

La stanza che più mi ha colpito per la sua particolarità è il bagno: decorata da affreschi rappresentanti donne nude intente a lavarsi sotto la protezione di un angelo, si è supposto che i servi buttassero acqua sul pavimento, la riscaldassero per mezzo di fuochi e generassero così vapore, il quale sarebbe uscito da dei fori posti sul soffitto.

Nella stanza principale, si trova l’affresco più importante: come soggetto protagonista della rappresentazione ha l’amante o la moglie del principe che fece costruire il palazzo; le altre figure sono invece suonatori di flauto e danzatrici sontuosamente vestite.

 

Qaser Amra

Dopo aver visitato i castelli mi sono diretto nuovamente ad Amman. Centro abitato sin dal 6500 a.C., è stata dominata dagli Ammoniti, successivamente dagli Assiri, dai Persiani e poi dai Greci. Di seguito divenne una città del regno di Nabatea ed infine fu conquistata dai Romani. Durante la mia permanenza in città ho potuto visitare il teatro romano e il museo archeologico. Il primo, situato sul retro dell’antico Foro, di cui oggi rimane parte del colonnato, si addossa sul fianco di una collina, ed è il più grande della Giordania.

Teatro Romano

Il museo, seppur piccolo, è ricco di testimonianze archeologiche che risalgono all’epoca preistorica. Il museo ospita numerosi pezzi di grande importanza, come le famosissime e impressionanti statuette di Ain Ghazal, risalenti a circa 9000 anni fa.

 

Stanco morto dopo questa intensa giornata, un volta in hotel, mi sono addormentato in un batter d’occhio.

Il secondo giorno ho visitato la città di Madaba, appena 30 chilometri da Amman lungo una strada che ha ben 5000 anni, la Strada del Re.

Detta “città dei mosaici”, Madaba è uno dei luoghi più memorabili nella Bibbia. Qui sono entrato nella chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, dove è costudita la Mappa di Terrasanta bizantina. Questo mosaico è così chiamato perché raffigura l’itinerario per raggiungere Gerusalemme. Le 157 scritte in greco rappresentano i siti biblici di maggiore importanza del Medio Oriente.

Mappa di Terrasanta

Sono proseguito per il Monte Nebo, luogo dove Mosè vide la Terra  Santa di Canaan e in cui si dice sia stato seppellito.

Le viste dalla cima sono mozzafiato.

Monte Nebo

Per concludere la giornata mi sono infine diretto verso sud per visitare i resti della vecchia gloria dei crociati, la fortezza di Shawbak, a meno di un’ora a nord di Petra. Conosciuto anche come Montreal, quello che oggi rimane delle originali fortificazioni crociate rappresenta solo una piccola parte del complesso. Il sito non è mai stato completamente scavato, per cui non tutto è stato riportato alla luce. Le torri e le mura originali sono decorate con iscrizioni incise nella pietra, mentre gli ambienti interni sono prevalentemente ridotti in rovina.

Montreal

La notte la passai la notte a Petra, che avrei visitato il giorno dopo.

Petra, antica città nabatea, è un classico imperdibile per i turisti della Giordania.

Ho iniziato la mia visita a cavallo, e dopo 700 metri sono arrivato fino all’ingresso del Siq. Si tratta di un lungo canyon, uno stretto passaggio tra due pareti di pietra che con i suoi giochi di luce e ombra illumina i bassorilievi raffiguranti carovane di cammelli e busti dei re: a queste figure spettava, e spetta tutt’ora, il compito di accompagnare i mercanti e i visitatori all’interno della città, fino ad arrivare al Tesoro.

Questa è una monumentale struttura, richiamante un tempio greco all’ordine inferiore e con una tholos a quello superiore, scolpita nella pietra tra il 100 a.C. e il 200 d.C. forse per ospitare la tombe di Areta III o dei suoi successori.

Siq

Proseguendo ho percorso la strada delle facciate e sulla sinistra si trova un teatro, costruito dai Nabatei circa 2000 anni fa e capace di  ospitare circa 3000 spettatori, ampliato in epoca romana fino a poterne accogliere circa 8000. Lo spazio per l’orchestra era scavato nella rocca, mentre la scena retrostante, di cui restano pochi reperti, era stata costruita su ordini di nicchie.

Teatro a Petra

Sul lato opposto si aprono le Tombe Reali, le più belle e importati del sito. Dopo queste si trova la zona prettamente romana, a cui si accede tramite la strada colonnata di Traiano. Una volta superato il Ninfeo e percorsa la strada, sulla sinistra c’è il Grande Tempio dedicato a divinità nabatee.

Infine decisi di salire sull’altura dove nella cima, dopo un’ora di cammino, si trova il monumento più grande dell’intero sito: la struttura di al-Deir. Fu costruita tra II e I sec a.C. dai Nabatei come tomba per re Obodas I. La struttura è simile a quella del tesoro, anche se la decorazione non è altrettanto ricca: non ci sono infatti sculture o fregi a decorarne le superfici.

Dal Monastero mi sono recato ai punti panoramici che regalano la vista della valle oltre le colline di Petra. Affacciarsi con la pelle accarezzata dal vento dà un senso di vertigine, ma nel frattempo si gode del magnifico panorama.

Con la bellissima immagine di un sole che tramontando illumina la bellissima Petra, ho finito questo meraviglioso viaggio che non dimenticherò mai.

Tramonto a Petra


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