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IL CERCHIO: un romanzo di A. Cataldo e P. Ardizzone

Il Cerchio

 

Il cerchio

“La figura geometrica perfetta.

La linea senza inizio né fine

che racchiude in se le chiavi

della Vita”

Inizia così il romanzo di Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone. Anche se più che un romanzo si può definire un diario. Ma non un diario segreto, quel diario a cui ti rivolgi in prima persona. Un diario dell’anima, un quaderno scritto a cento mani da tutti gli organi del corpo. Gli organi di Melissa, una trentenne in carriera in un’azienda di import-export, una donna dal forte carattere, ma marcata in profondità da un padre anaffettivo. Melissa vive la sua esistenza frenetica, incapace di avere una relazione che vada oltre una notte. Un giorno decide di accettare una sfida. Nonostante la sua avida spregiudicatezza, prova una strana inquietudine quando in un lounge bar incrocia lo sguardo penetrante di un galante quarantenne. Decide di accettare, di scontrarsi con quegli occhi che sembra le stiano scrutando l’anima. Ma non riesce a reggere la situazione fino in fondo, è come se si sentisse derubata di qualcosa. Questa sensazione cresce ancor di più quando lui la raggiunge in bagno e le ruba un bacio, andandosene senza una parola, ma facendole pervenire il suo numero e il suo nome, Roberto, con la complicità del barista.

Ovviamente non c’è ragione per chiamare quel numero, ma più lo nasconde alla vista più le mani si muovono a digitare le cifre contenute su quel biglietto. Dieci secondi, lei che rimane in silenzio e lui che proferisce il suo nome. Riaggancia. Lui è riuscito a penetrarla di nuovo, il suo corpo è come burro intaccato in un attimo da un coltello rovente.

Giorni dopo lei lo richiama e iniziano una serie di lunghe e coinvolgenti conversazioni, in cui lui la inizia ad un percorso che la porterà a superare i limiti che la frenano, i limiti che si impone, per diventare la sua schiava. Lei è argilla nelle sue mani, lui la porterà al limite della sopportazione fisica e psicologica per farla diventare completamente sua.

Il libro si articola su varie pratiche di BDSM, con accurate descrizioni, che cercano di far addentrare il lettore non solo nelle sensazioni fisiche ma anche nel flusso di coscienza di Melissa, che arriva ad umiliarsi pur di fondersi con l’anima nera del suo Master. 

Una lettura non per tutti, ma se amate il genere erotico e il BDSM non potete perdervi quest’opera che emana una specie di luce oscura. L’autrice per sua ammissione si è appassionata al genere leggendo il torrido Henry Miller, la sottile Anaïs Nin, e, naturalmente, il sopraffino maestro di tutte le parafilie, il divino Marchese De Sade.

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