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CARMEN 140 ANNI DOPO

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Il 3 marzo 1875 fa andava in scena all'Opéra-Comique di Parigi la prima rappresentazione della CARMEN di Georges Bizet, su libretto di Meilhac e Halévy.

Per celebrare i 140 anni di Carmen, l’Associazione “Le Ninfee” in collaborazione con “Fil Rouge” organizzano un Caffè Letterario su "La Carmen" giovedì 9 aprile alle ore 18.00 nel Cenacolo del Convento degli Agostiniani, via dei Neri 15, in Empoli.

Nel corso dell’evento, saranno letti brani del libretto originale con ascolto delle più famose arie dell’opera, introdotte dalla musicologa Marialuisa Pepi.

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Come si sa la gestazione e la messa in scena del capolavoro di Bizet furono molto travagliate. Incomprensioni, resistenze, freddezza e un’aura di scandalo circondarono il debutto dell’opera. Il soggetto fu considerato troppo scabroso e cruento per il pubblico. Ispirata all’omonima novella di Prosper Mérimée, l’origine letteraria di Carmen, trasfigurata da Bizet in un'abbagliante tavolozza melodica, segue l’opera come un’ombra e suscita un dibattito intenso tra gli intellettuali e gli scrittori del tempo. Il primo ad additarne la novità e l’importanza fu il poeta Théodore de Banville, amico di Baudelaire che recensì la Carmen su «Le national» (8 marzo 1875) scrivendo dell’autore: “Invece di quelle graziose bambole blu cielo e color di rosa, che fecero la gioia dei nostri padri, ha voluto mostrare veri uomini e vere donne accecati, torturati dalla passione, che si agitano al vento della follia, e di cui l’orchestra, diventata creatore e poeta, ci racconterà le angosce, le gelosie, le furie e gli impulsi insensati…”

(si veda Massimo Privitera, Carmen, José, le castagnette e la fanfara http://users.unimi.it/gpiana/X/privitera.htm)

ramon carazo martinez                                   José Ramón Carazo Martínez (Granada, 1896 – 1936) Ritratto di donna

Carmen finisce nei libri di filosofia grazie a Nietzsche che, nel Caso Wagner, contrappone alla musica boreale e plumbea di Richard Wagner l’opera solare e mediterranea di Bizet, sostenendo che l’ascolto della Carmen lo rendeva “più filosofo e miglior filosofo”.

Anthony Burgess, autore di Arancia meccanica e grande melomane, tradusse in inglese il libretto della Carmen  per una rappresentazione all’English National Opera.Carmen_by_silvercherrizLa studiosa americana Nelly Furman (in The Languages of Love in "Carmen", in Reading Opera, a cura di A. Groos e R. Parker, Princeton University Press, 1988) sostiene che i librettisti celano nella vicenda di Carmen e Don José, un ingenuo militare sedotto e trascinato alla rovina da una fatale straniera, un’allusione a Napoleone III che aveva sposato la contessa spagnola María Eugenia de Guzmán Montijo e, proprio in seguito a una disputa per la successione al trono di Spagna, aveva dichiarato guerra alla Prussia, andando incontro alla sconfitta, alla fine dell’impero e all’esilio.Edouard_Manet_073_(Toter_Torero)

                                                                                                       Edouard Manet: Torero morto

Ma la sulfurea Carmen è forse responsabile di un’altra fine. Quella del suo stesso autore. Lo ricorda il musicologo Mario Bois in Comment Carmen tua Bizet (Come Carmen uccise Bizet), Éditions Séguier, 2013

Deluso e afflitto per le polemiche scatenate da critici malevoli, Bizet lascia Parigi e si rifugia a Bougival, dove, in seguito a un bagno nella Senna, si ammala.

Muore la notte del 3 giugno. Tre mesi esatti dopo la prima dell’opera.

Carmen invece diventerà immortale.

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