C COME CORTE di Bianca Andries

774aeacf9d6a5f714164b433a38054b4La corte viene considerata nell’Umanesimo come il luogo intorno alla quale si radunarono il principe con i suoi cortigiani, diventando cosi un luogo a parte, per lo più formato da un gruppo di persone di estrazioni sociali diverse. 

Il cortigiano è la figura centrale del sistema della corte rinascimentale, chiamato a svolgere ruoli che derivano dalle sue competenze: è colui che possiede il sapere, ma è anche un gentiluomo esperto di lettere e non solo di armi.  Baldassare Castiglione soggiornò in molte corti dell’epoca, e l’opera alla quale si lega la sua fama letteraria è Il Cortegiano. Essa è molto più che un un insieme di regole di comportamento del perfetto uomo di corte rinascimentale; il trattato rappresenta infatti una delle massime espressioni in forma artistica dei valori fondanti la civiltà rinascimentale.
All’interno della corte vivono filosofi, letterari, artisti che, sottostando ai gusti dei loro signori, svolgevano il loro lavoro. La corte diventò così un luogo ideale, un ambiente artificiale, separato appunto dal resto della popolazione, un luogo in cui vengono seguiti e riscoperti gli ideali platonici.

La corte nel Cinquecento non costituisce solo il centro della vita politica, ma anche dell’attività culturale. Essa viene considerata come il luogo privilegiato dove i valori spirituali e intellettuali vengono eleborati dal concorso delle migliori menti dell’epoca, in un’emulazione continua alla ricerca di un perfezionamento dell’individuo e della piccola società in cui vive. Qui il letterato appare legato alla corte, contribuendo a elaborare un’ideologia al servizio del potere. Nella letteratura romanza, il termine “cortese” sottolinea un sistema di rapporti ideali e all’epoca il termine indica anche uno status sociale che riguarda il ruolo dell’intellettuale. L’intellettuale tipico di questo periodo è infatti “intellettuale cortigiano”.
Anche gli scultori e i pittori acquistano grande prestigio perché chiamati ad abbellire corti e città, contribuendo cosi alla formazione di un “luogo ideale e perfetto”, un microcosmo elitario. Tutto ciò grazie al rafforzamento del mecenatismo dei principi, perchè l’intellettuale poteva dare lustro e prestigio al potere, celebrando la figura del principe e rappresentandone le glorie dinastiche.

Una delle corti protagoniste del Rinascimento è la corte di Mantova, legata ai Gonzaga. Qui la classe dirigente, all’interno di scuole umanistiche, veniva educata alla cultura classica e romana.

Un’altra corte importante fu quella di Napoli, centro culturale vitale e prestigioso, già esaltato da Boccaccio, che vi aveva soggiornato da giovane.

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