B COME BOTTEGHE DEL CAFFE’ di Filippo Bartolommei

7e884dbfa0881308ce2358051699ae42Le botteghe del caffè si svilupparono rapidamente durante il Settecento in seguito alla diffusione di questa bevanda a cui erano attribuiti numerosi benefici. La nascita di questi locali segna la fine delle taverne, luoghi di bisboccia e ebbrezze, a favore della nascita di un nuovo modello di società basata sulla riflessione, meditazione e chiarezza di idee, in linea con i caratteri dell’ Illuminismo. La caffetteria infatti è un luogo dove si possono consultare i quotidiani in circolazione, dove ci si può incontrare e discutere di argomenti di attualità e dove si raduna il nascente ceto borghese per seguire attivamente la vita politica e sociale.

Queste botteghe ebbero un tale successo da spingere Carlo Goldoni a scrivere un’ opera ambientata su una piazza di Venezia; la scena ruota intorno ad una caffetteria dove si incontrano e interagiscono personaggi diversi per estrazione sociale e costumi. L’ opera riproduce chiaramente la società dell’epoca dove il ceto borghese emerge tra nobili squattrinati, adulatori e immorali.TO031299

Mentre l’illuminista Pietro Verri si trovava in una bottega del caffè milanese, dove gli avventori erano soliti riunirsi per discutere di politica e attualità, ebbe l’idea di riportare questi fatti su una rivista che sarebbe uscita ogni dieci giorni; è così che nasceva “Il Caffè”, periodico il cui scopo era quello di risvegliare l’intelletto passivo della popolazione, scuotendo tradizioni e pregiudizi sociali, convenzioni letterarie e abitudini scientifici e trattando argomenti di economia, agronomia, storia naturale e medicina. Venne scritto con un linguaggio semplice per poter raggiungere tutte le fasce sociali ed ebbe da subito un grande successo.

 

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