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Big Brother is watching you…

… and you are powerless!

1984 Manuale d'uso

Come si evince dal titolo e dall’immagine stiamo parlando di 1984 di George Orwell. Questo è stato definito come il romanzo distopico per eccellenza. Ma questa cacotopia oggi non è più tale, almeno in parte. Il mondo non è stato sconvolto da una terza guerra mondiale con contorno al nucleare (anche se di guerre ce ne sono state, fortunatamente senza bombardamento di neutroni) e diviso tra le potenze che nel secondo dopoguerra ambivano al dominio assoluto.

I protagonisti del romanzo orwelliano erano più combattivi e cercavano di non finire sotto l’occhio della telecamera, marionette di un burattinaio invisibile.

Privacy. Una parola che si sente ovunque. “The right to be let alone” (lett. “il diritto di essere lasciati in pace”) è la prima formulazione del giurista Louis Brandeis di quello che oggi è il diritto della persona a controllare che i dati che la riguardano siano trattati o guardati solo da chi è autorizzato.

Privacy

Ma troppo spesso diamo il consenso a trattare i nostri dati senza sapere chi li userà e per quale motivo. I “Termini&Condizioni” e “Politica sulla privacy” che incontriamo ogni volta che compriamo qualcosa, che facciamo un abbonamento e persino quando navighiamo su internet sono ingannevoli. Sono sempre troppo lunghi da leggere (che non è una scusa, ma se ho bisogno di utilizzare una qualsiasi cosa per pochi secondi non posso leggere condizioni per vari minuti) e spesso sono scritti in un linguaggio tecnico, poco comprensibile per un utente profano.

Noi siamo indotti a inviare una quantità di dati personali. In pratica regaliamo la nostra privacy. E non sto parlando di teorie complottistiche, più o meno verosimili, in cui il governo di un Paese straniero spia le tue telefonate e le tue mail. Certo si potrebbe discutere delle politiche che i vari Stati attuano per la sicurezza nazionale.

Condividendo dove siamo e cosa stiamo facendo, diamo a chiunque abbia accesso a un qualunque nostro profilo online la possibilità per esempio di sapere quando la casa sarà sguarnita per un fine settimana perché siamo andati con tutta la famiglia al mare.

condivisione

Ovviamente è un discorso a parte quello sullo spionaggio e sull’hackeraggio. Dati del 2014 dei laboratori Kasperski dicono che il 18% degli italiani copre la web cam per paura di essere spiato. Paranoia? Possibile, ma la possibilità che ciò avvenga non è così remota. Tutta la tecnologia con cui ci stiamo circondando che è un attentato giornaliero contro la nostra privacy, la nostra solitudine personale.

Le società che prima facevano sondaggi e pagavano persone per sapere le tendenze, i loro gusti, ora si affidano ad aziende come Facebook per avere queste informazioni. Perché ogni volta che condividi un contenuto, che pubblichi una foto di un luogo o uno stato, hai autorizzato Facebook a utilizzare questi dati per pubblicità e sondaggi. La nostra vita privata diventa denaro contante per i boss di Facebook.

Quindi ricordatevi che anche Facebook, un social network, che dovrebbe rappresentare la cerchia dei vostri “amici” sulla rete IS WATCHING YOU! E siamo proprio noi a mettere a fuoco la lente che ci sorveglia giorno e notte, casomai le fosse sfuggito qualcosa.

facebook is watching you

 Articolo a cura di Gabriele Tretola

 

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