ARTE ELLENISTICA IN INDIA di C. D’amato

Il giorno 27 marzo sono partita per l’India sulle tracce dell’arte ellenistica.

Ho preso l’areo delle 23;47 a Milano e sono atterrata alle 11 del giorno dopo, all’aeroporto della capitale Nuova Delhi. Ho optato per quella destinazione proprio perché più vicina alla mia meta principale e meglio collegata. La mia meta si trova appunto nell’antico regno del Gandhara. Ho scelto questa città poiché proprio in questa particolare zona, secondo i libri di storia, c’è stato un notevole influsso da parte dell’arte greca, portata in India durante le colonizzazioni di Alessandro Magno. La cultura greca e quella buddhista infatti si sono unite mischiando la plasticità del naturalismo ellenistico e lo spiritualismo simbolico dei buddhisti, lasciando numerosi resti in tutto il territorio indiano, in particolare nell’attuale territorio del Pakistan.

La prima cosa che ho deciso di visitare è stato lo Stupa di Butkara. Lo stupa è un monumento tipicamente indiano destinato a conservare le reliquie sacre e a ricordare eventi della vita terrena di Buddha. Questo particolare monumento è generalmente posto al centro di un recinto quadrato ed è affiancato, di solito, da un monastero come il monastero di Butkara.

La prima traccia dell’arte indo-greca che si può trovare, è il fregio sul quale sono raffigurate le scene della vita di Buddha, secondo una narrazione continua, tutto intorno allo Stupa. Un’ altra cosa che mi ha stupito notevolmente è che per separare le scene disposte tutte in ordine cronologico venivano costruite delle piccole colonne in stile corinzio, tipico quindi dell’arte greca. Dopo aver scattato tante foto mi sono andata a documentare di più e mi sono recata a visitare altri monumenti simili riguardanti tutti la vita di Buddha.

In ognuno di essi però, insieme ai fregi narrativi, erano presenti dei capitelli detti indo-corinzi. Si tratta di elementi architettonici derivati dai capitelli greci. Essi presentano la figura di Buddha (solitamente a gambe incrociate e in posizione frontale) circondato da un rigoglioso fogliame che si riprende appunto dallo stile corinzio greco. Alcuni di questi capitelli erano posti anche in cima alle colonne che dividevano le scene sul fregio dello Stupa e altri erano posizioni su grandi pilastri intorno ai monasteri.

Tra le varie rappresentazioni di Buddha mi hanno colpito maggiormente quelle in cui la figura della divinità è ritratta in piedi quasi in forma umana e si possono notare le varie pieghe in basso al vestito che conferiscono molto volume alla statua. Questo è dovuto specialmente al lavoro greco poiché in tutte le altre raffigurazioni che non hanno subito nessuna trasformazione, il Buddha appare sempre molto simbolico e poco realistico.  Per fare alcune di queste statue e per decorare i vari monumenti di culto, veniva usato lo stucco. E’ un materiale che permette grande plasticità e di conseguenza è possibile dare molta espressività alla scultura. Spesso, inoltre, i Buddha venivano raffigurati con toghe bianche e lunghe come per l’appunto i re greci

Girovagando un po’, i giorni seguenti, ho trovato altre tracce risalenti alla colonizzazione di Alessandro Magno avvenuta nel 326 a. C. Però, questa volta, si tratta dell’antica città di Battriaoggi nel nord dell’Afghanistan, capitale del regno della Battriana, la cui arte è influenzata dall’ellenismo. Alcuni cittadini del posto mi hanno mostrato parecchi resti, custoditi nelle loro case, di questo vecchio regno, come le monete reali. Sono delle monete risalenti al periodo in cui a capo della Battriana c’era Demetrio I. Questi tesori, che spesso venivano coniati in argento e oro, sono uno degli esempi più chiari dell’influenza ellenistica poiché come mi ha spiegato un professore indiano, esse mostrano un livello di raffinatezza artistica e tecnica ben superiore a quella che c’era in quel periodo nel territorio indiano.

Un Buddha in stile indo-greco. Tokyo National Museum

Ho scoperto poi che moltissimi resti dell’arte indo-greca, recuperati grazie agli scavi nel Gandhara, si possono trovare nei vari musei di tutto il mondo, molti di questi anche a Milano, Torino e Firenze. Per cui appena arriverò in Italia la prima cosa che farò sarà visitare uno di questi musei per continuare il mio viaggio sulle tracce dell’arte ellenistica in tutto il continente subindiano.

 

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