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APES REVOLUTION – UNA SCOMMESSA STRAVINTA

Locandina Apes Revolution

Quando quattro anni fa uscì “L’alba del pianeta delle scimmie”, far ripartire una saga così importante, sembrava un’impresa quasi impossibile. Ma “Apes revolutions”, in originale “Dawn of the planet of the apes” è diventato un’enorme successo mondiale incassando quasi 500.000.000 di dollari in tutto il mondo, rilanciando alla grande la saga partita nel lontano 1968.

Alba_del_pianeta_delle_scimmie

Tra gli interpreti principali figurano Andy Serkis, Jason Clarke, Gary Oldman e Keri Russell.

Il film precedente si era concluso con lo scimpanzé, Cesar, che dopo essersi ribellato agli umani, si era rifugiato nella foresta con una numerosa comunità di scimmie evolute. Dieci anni più tardi, Cesar e i suoi, devono confrontarsi con un’altra comunità, quella di un gruppo di uomini, sopravvissuti ad una terribile apocalisse virale, che ha quasi sterminato il genere umano.

La cosa che ha destato maggiore interesse, una volta confermato il sequel, è il passaggio di testimone da Rupert Wyatt a Matt Reeves, già conosciuto per aver diretto “Cloverfield”.

MattReeves_PlanetApes

Matt Reeves ha creato una storia piena di sentimenti, su queste due comunità che cercano di convivere in pace. Proprio quando iniziano ad instaurare un rapporto, un colpo di testa di un singolo individuo, spezza definitivamente l’equilibrio. Reeves ha dato ad “Apes revolutions” tutto quello che ci vuole per rendere Grande un blockbuster: una trama lineare e accattivante, un buon approfondimento psicologico dei personaggi, azione e ottimi effetti speciali (non a caso il film è entrato in nomination per “best visual effects” agli Oscar 2015).

Dal punto di vista registico, il film, è semplicemente sensazionale: lo spettatore si ritrova di colpo immerso nella psicologia dei personaggi principali, le scimmie.

Ciò che eleva il prodotto di Reeves a più di un semplice “filmone”, è proprio il fatto che non venga messa in scena una normale guerriglia tra le due razze per due ore, ma si vada oltre. Ci si concentra sui sentimenti, sulle motivazioni che spingono i personaggi ad agire, Reeves abbandona il superficiale e scava alla ricerca di ciò che renderà il suo film indimenticabile.

Sembra incredibile, ma nessuna scimmia nel film è vera, merito degli effetti speciali visivi e della motion capture, che permette di ricreare la gestualità animale. Gli attori si concentrano su come riprodurre le mimiche facciali delle scimmie, il cambio di espressione, i movimenti bruschi e così via, e i visual effects supervisor realizzano tutto in digitale in modo che il pubblico provi le stesse emozioni.

Caesar

Gli attori che interpretavano le scimmie hanno fatto training autogeno ogni mattina per due settimane prima delle riprese, così da arrivare pronti e “scimmieschi” sul set. Fra tutti spunta Andy Serkis, che da il meglio di sé in un ruolo fantastico, Cesar. Serkis riesce, attraverso esclusivamente la mimica facciale a scandagliare l’anima del suo personaggio e mostrare le sue infinite sfaccettature. E’ riconosciuto infatti da tutti come il maestro della recitazione motion capture, Serkis ha stupito il mondo impersonando Gollum nelle due trilogie de “Il Signore degli anelli” e il gigantesco King Kong. Se la nuova saga del pianeta delle scimmie ha avuto così tanto successo, il merito è sicuramente anche suo, ha dato spessore e umanità allo scimpanzé protagonista, regalandoci un’altra meravigliosa performance.

Il film si è quindi rivelata una scommessa vinta e Reeves è riuscito nell’impresa.

Articolo a cura di Samuele Picchi

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