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AIDA MAKOTO – SORRY FOR BEGIN A GENIUS

Blender

Blender, 2001

Aida Makoto è un talentuoso artista giapponese contemporaneo. Il suo sogno era diventare un mangaka. Naufragato questo sogno (per sfondare come mangaka in Giappone ci vuole il giusto mix di talento e c..o), non ha buttato via il suo enorme talento e abbracciando la pop-art ha colto al volo tutti gli spunti contraddittori che il suo moderno e tradizionalista paese gli offriva.

Nelle sue opere emerge questa dualità, perfetto mix tra disprezzo e adesione per le usanze giapponesi. Le sue opere si basano su la tradizione contaminata e violentata dalla modernità, da ciò che non è canone, dall’oltre-giappone.

Ash Color Mountains with Makoto

Ash Color Mountains with Makoto

La sua vena e il suo tratto sono anche pessimistici, per ammissione dello stesso Aida Makoto, e vogliono essere premonitori. In un’intervita l’artista disse che quando arrivò il terremoto in Giappone, non era preoccupato, perchè quando arriva non ci puoi far nulla. Inoltre ha dichiarato che fin da giovane ha pensato che un giorno il Giappone, o Tokio, sarà distrutto da qualche disastro ed è fermamente convinto che prima o poi avverrà.

E questa visione è cristallina in due delle sue più colossali opere (per dimensioni ovviamente). In “Blender” (immagine di apertura dell’articolo) la catastrofe è rappresentata da un gigante frullatore che sta man mano uccidendo le persone al suo interno. I corpi compressi e il recipiente dove sono contenuti rispecchia perfettamente la sua idea di destino insormontabile. Quelle persone sono destinate a morire, non hanno via di fuga. E dov’è l’onnipresente critica al suo paese in quest’opera? Le persone sono tutte giovani ragazze, le famose idol-girl, tratto che contraddistingue la cultura del Sol Levante.

Ash Color Mountains

Ash Color Mountains, 2009-2011

In “Ash Color Mountains“, tela di 3×7 metri, lo scenario è post disastro. Cumuli di corpi compongono varie montagne. Solo la nebbia confonde il nostro occhio, non facendoci attribuire un numero alle persone morte, addolcendo questa crudele pillola. Ma questa non è solo un’altra fantasiosa visione del futuro di Aida, non è così superficiale. Le persone rappresentate sono i lavoratori giapponesi, i lavoratori medi, che ogni giorno sacrificano le loro vite alla causa del progresso economico del Giappone.

Jumble of 100 flowers detail

Jumble of 100 flowers detail

Dog (snow), 1998

Dog (snow), 1998

Dog

Dog

La figura femminile è molto presente, anche perchè è il più controverso emblema della cultura giapponese. Le perversioni sessuali e erotiche giapponesi sono famose (non ultima quella di simboleggiare falli con pomelli di porte, e ubbidienti ragazze che si strusciano ad essi). E come possiamo vedere nelle due opere che ho messo sopra (ce ne sono altre con il titolo “Dog“) la donna è disposta a tutto per soddisfare le perversioni degli uomini, come un cane, sempre con l’aria felice e serena, nonostante sia rappresentata mutilata e al guinzaglio.

La sua arte è osannata dai critici, gli artisti giapponesi e i puristi lo rinnegano. Makoto Aida ha estimatori nel mondo e nemici tra le lobby più potenti.

Mickey Fuck Minnie

Mickey Fuck Minnie

Molte sue opere lo vedono in causa con grandi marchi (come quella sopra che gli è costata una denuncia da parte della Disney).

Immagine di un video di Makoto Aida nei panni di Bin Laden

Immagine di un video di Makoto Aida nei panni di Bin Laden

Molti lo hanno definito pazzo, molti un genio. Anche se molti vedono le sue opere come offese, l’importante che smuovano le acque e facciano riflettere i giapponesi e il mondo.

Articolo a cura di Gabriele Tretola

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