A COME ADAMO di Laura Aelenei

6763bdf0c6ccfde023a21f4eff39b02aAdamo inteso come essere umano, la creatura superiore creata da Dio.
Dio in principio creò tutte quelle creature che avrebbero fatto da cornice all’uomo, un uomo che viene posto al centro della cose in quanto essere che cela dentro di sé un’anima simile a quella delle bestie, un’anima dominata dall’istinto, ma anche un’anima presente nelle cause naturali (anima vegetativa).
Questa tripartizione dell’anima dell’uomo rimanda ad una concezione classica, riscoperta in Aristotele, dove l’uomo creato da Dio è dotato di un’anima razionale, una prerogativa, che gli permette di stare a metà tra cielo e terra.
Pico della Mirandola esalta l’uomo nel suo Oratio de hominis dignitate dove si afferma che l’uomo è una cosa divina creata da Dio mediante la fusione della sua sostanza e quella degli angeli.

Dio gli ha concesso il libero arbitrio, grazie al quale è in grado di scegliere il bene e il male. Attraverso l’elevazione spirituale e l’esercizio della ragione, potrà scegliere la strada giusta anziché quella sbagliata.
Oltre a Pico della Mirandola, un altro importante esponente è Giannozzo Manetti: che esalta il corpo e i piaceri del corpo nel suo De dignitate et excellentia hominis. Secondo Manetti, l’uomo è una bestia superiore a ogni altra, perché in grado di parlare, funzione di cui gli altri esseri sono privi.

Questa esaltazione del corpo è un rovesciamento radicale del pensiero medievale perché prende piede una visione ottimistica dell’uomo.
Durante il Medioevo il corpo veniva visto come fonte di sporcizia e di peccato. Questa visione pessimistica dell’uomo emerge in Jacopone da Todi che nel suo “O segnor per cortesia” esalta la morte, le malattie e tutte le cose brutte che potrebbero accadere all’uomo in quanto creatura non perfetta, che ama lasciarsi andare ai piaceri del corpo e ai peccati.
Adamo in un primo momento rappresenta il genere di uomo ideale della visione umanistica che concilia in sé due aspetti opposti: uno delle cose presenti in natura e uno nelle cose celesti, ma a causa della tentazione per il proibito finisce per essere punito e mandato fuori dal giardino dell’Eden, andando così ad coincidere con la figura dell’uomo concepita dal cristianesimo medievale.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Rispondi