M COME MITOLOGIA di Edoardo Paci

d7a7d452c8e255819234b69903411163“All’origine del mondo e delle cose, tutte le forme dell’esistenza si presentano inizialmente come avvolte nell’atmosfera del pensiero mitico e della fantasia mitica” (Mauro Novelli)

La mitologia è stata per gli antichi greci l’unica fonte di spiegazione delle cose che li circondavano, l’unica spiegazione del mondo. Il Rinascimento eredita dall’Umanesimo quel recupero del senso autentico della classicità che nel Medioevo era andato perduto, mascherato dall’interpretazione allegorica in uso a quel tempo. I miti, gli eroi e le leggende mitologiche tornano ad avere valore, rinascono a nuova vita spirituale con gli umanisti.

Precursore di questo revival della mitologia classica in età umanistica fu Boccaccio, che scrisse un trattato in latino di quindici libri dove illustra le discendenze degli dei greci e latini, sotto forma di una piccola enciclopedia.

Boccaccio attinge in questo trattato alla dottrina di eruditi come Leonzio Pilato, esperti dell’epoca classica, che andavano incontro all’esigenza di Boccaccio di interpretare la molteplicità degli dei pagani nel quadro della concezione cristiana dell’unico Dio, a cui si riconduce il creato.

Tre sono i criteri allegorici di riferimento:

  1.  STORICO O EVEMERISTICO, per il quale gli dei sono eroi antichi divinizzati.
  2. NATURALISTICO, che riconduce l’origine delle divinità alla sublimazione di forze naturali.
  3. MORALE, le divinità sono personificazioni di virtù o qualità morali.

La mitologia nell’umanesimo non serve solo a comprendere la natura, come nel passato, ma anche a comprendere il presente, integrando i princìpi cristiani con le figure pagane. Umanisti come Lorenzo de’ Medici, Poliziano, Giovanni Pontano, il Panormita, sono tra i più noti esponenti che si sono serviti della mitologia classica nelle loro opere. La Canzone di Bacco, è un esempio di testo mitologico, che fa parte di una collana di canti carnascialeschi scritta da Lorenzo, in cui sono presenti diverse figure mitiche come ninfe e fauni o lo stesso Bacco, dio dell’ebbrezza, insieme ad Arianna. Anche in Poliziano sono presenti personaggi della mitologia classica come nelle Stanze, opera ricchissima di riferimenti al classicismo, dove appaiono Cupido, Venere o i centauri. Personaggi che popolarono la poesia dei secoli successivi almeno fino all’epoca del romanticismo.

Per tutti questi autori la mitologia è mezzo nobilitante dei loro scritti, nei quali possono parlare di argomenti legati alla sfera sentimentale e carnale dell’uomo, senza abbassare il livello del linguaggio e mantenendosi su un piano stilistico di eleganti perifrasi.

 

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