GENERALE PER UN GIORNO di Niccolò Mancini

e272427b7a5349d50456b4538e31cab3Quando mi risvegliai ero in una stanza scura, illuminata solo da una piccola finestra, circondato da armi e armature. Un ragazzotto entrò in stanza e mi disse che il signore mi stava aspettando, mi chiamò generale. All’inizio non capii, poi, usciti dalla stanza, vidi un panorama bellissimo e dietro di me sorgeva un enorme castello. Ero piombato nel Medioevo. Arrivati al cospetto del sovrano, il re iniziò a chiedermi come procedeva la battaglia e i risposi che andava tutto bene, anche se, quando ritornai al campo di battaglia, i miei uomini erano sopraffatti. Come un vero generale presi le redini in mano e iniziai a dare ordini a tutti i miei squadroni, cercando di stroncare l’aggiramento nemico. Fortunatamente con me c’era un soldato, di cui ignoro che ruolo avesse, a darmi consigli e insieme riuscimmo a creare una tattica che riuscì a distruggere l’avanzata nemica e per quel giorno la vittoria era nostra. Ma compresi che i generali non erano uomini che andavano a letto felici dopo una vittoria, mi misi a pensare a tutti i morti caduti in battaglia. Quando mi risvegliai ero a casa mia, ma c’era qualcosa di strano, mi affacciai alla finestra e il paesaggio era tutto diverso. In qualche modo la mia vittoria aveva cambiato la storia.

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