UNNO, NESSUNO E CENTOMILA di Alessio Masoni

372Sentivo freddo. Ero abbandonato a me stesso, sapendo che tutto ciò che mi separava dai pericoli della notte era la fragile stoffa di una piccola tenda.

Tuttavia mi consolavo sapendo che migliaia di miei compagni erano vicini a me e nelle stesse condizioni.

Pochi giorni prima avevamo ricevuto l’ordine di ritirarci, poiché l’edificazione della grande muraglia aveva bloccato la nostra avanzata verso la Cina.

Provare a valicarla sarebbe stato un suicidio: eravamo affamati, stremati. Abbiamo addirittura abbandonato i nostri villaggi pur di dare ai nostri figli una vita migliore.

Più che di cibo e riposo avremmo avuto bisogno di uno scopo, poiché, dopo l’ ordine di ritirata, non ci è più stato comunicato nulla. Alcuni degli uomini stavano addirittura pensando ad una rivolta. Mentre stavo per addormentarmi ho sentito un rumore all’esterno:pensando ad un attacco nemico sono uscito dalla tenda, quando ho visto uno dei nostri che si avvicina a cavallo, scende con gran foga e balbettando ci comunica i nuovi ordini, parlandoci di una terra a occidente, con campi fertili in grado di sfamarci tutti.

Senza fare domande ci mettiamo in marcia rinvigoriti una nuova speranza.

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