NEI PANNI DI VESPASIANO di Alberto Piazzini

Togato,_I_sec_dc._con_testa_di_restauro_da_un_ritratto_di_nerva,_inv._2286Non so come sono finito qui, non mi ricordo niente…

Mi trovo in un grande palazzo, mi sento a disagio perché non riesco a capire né chi sono, né dove sono.

Il silenzio nella stanza viene interrotto dall’ingresso dei servitori, mi fissano e mi dicono:- Ave, Cesare. Al sentire quelle parole rimango incantato, più confuso di prima.

Mi alzo di scatto a cercare uno specchio per vedere con i miei occhi la mia identità, finalmente riesco a trovarlo.

Guardandomi il volto, capisco di essere l’imperatore Vespasiano e di trovarmi nel palazzo degli imperatori Flavi. Mi sembra strano essere vestito in quel modo, una lunga tunica e una toga bianche, che a quanto pare sono l’abbigliamento tipico di un imperatore romano.

In tutto l’impero sono conosciuto come “homo novus”, essendo stato l’unico ad arrivare al potere pur non avendo origini nobili.

Sono fiero di questo, visto che la maggior parte delle persone al potere favoriscono la parte della popolazione più nobile, non considerando le classi inferiori. All’interno del palazzo ho diversi schiavi per le mie esigenze, e tutti, per rispetto, si inchinano a ogni mia apparizione.

Sono curioso di vedere come è la città di Roma in quell’epoca.Decido di uscire dalla mia dimora.

Trovo davanti a me una moltitudine di persone, tutti lì in attesa del mio arrivo per acclamarmi;mi sento in imbarazzo, non essendo abituato ad essere trattato così, ad essere amato da moltissime persone.

Non sono libero di farmi un giro per la città come vorrei perchè subito si fanno avanti tra la folla i senatori che mi chiedono udienza urgentemente. Quindi mi costringono a tornare all’ interno del palazzo, io mi siedo su una grande seggiola e loro intorno a me in piedi cominciano a elencarmi varie questioni riguardanti le ultime imprese militari dell’impero, dicendomi alla fine che devo urgentemente convocare il generale per cambiare la strategia di difesa. Questa discussione mi annoia tantissimo! 

Meno male che poco dopo mi trovo seduto in un palco d’onore in un anfiteatro ad assistere ad un combattimento tra gladiatori.

Venendo dai tempi moderni però, non sono abituato ad assistere a spettacoli così cruenti e mi chiedo come il mio popolo si possa divertire di fronte a tanta violenza. Sicuramente concederò la grazia ai vinti!

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