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THOMAS HIRSCHHORN: FUGA DALL’APOCALISSE

P1010100Il pluripremiato artista svizzero è passato dal design grafico negli anni ’80 alla contestazione artistica del decennio successivo attraverso la demistificazione degli stereotipi visuali del consumismo e della pubblicità. Le sue installazioni site specific sono devastazioni ragionate della cultura pop, invasioni iperboliche di deiezioni postindustriali, in cui i manichini nudi soppiantano gli uomini perché gli uomini stessi sono diventati simulacri intercambiabili incatenati al carro della società di massa, come allegorizzato in una sua opera, dove i fantocci da vetrina sostengono sulla testa delle travi di legno assicurate da nastro da pacchi, a formare un equipaggio servile e assurdo in marcia verso il niente.Thomas-Hirschhorn-00

E la vetrina diventa il modulo visivo delle sue epifanie grottesche, dove i soliti manichini imparruccati, in vari stadi di beffarda degradazione, corruzione o camuffamento esibiscono l’abdicazione di ogni dignità umana di fronte all’avanzata delle merci.

Un diluvio di lattine annega ogni speranza di riscatto, assedia i corpi dai volti astratti, senz’anima, fatti di plastica.

Mani e braccia asportabili levate in aria come nelle rappresentazioni pie delle anime del purgatorio, che qui però emergono disperate non da fiamme purificatrici ma dalla merda, che trabocca da tabernacoli fatti con materiali di recupero.1_TH08_2_h

Un’apocalisse euforica di oggetti e rottami accatastati in un ipertrofico collage che somiglia a un naufragio di civiltà sazie, monito politico e provocazione semiotica contro la banalizzazione dei segni, la comunicazione non verbale ridotta a riflesso pavloviano di stimolo-desiderio indotto.

TH248_DSC02645_wCi si smarrisce in caverne postmoderne illuminate da neon e tappezzate da fogli di carta, nastro adesivo, cartone da pacchi, fogli di alluminio, libri e spazzatura assortita, come l’installazione Cavemanman al Guggenheim di Bilbao, un incubo vorace di accumulo inversamente proporzionale allo svuotamento di senso.

TH128_cavemanman_6_wPer colmare il vuoto gremito di trash si innalzano allora monumenti anti-monumentali ai maestri del pensiero radicale, come quello dedicato a Antonio Gramsci nel Bronx, costruito a foggia di padiglione multifunzionale, le cui ali ospitano sala da esposizioni e conferenze, biblioteca, teatro e bar, il tutto costruito in umile legno chiaro, a basso impatto materico e visivo, per ottenere uno spazio di condivisione leggero, aperto ogni giorno dalle 10 antimeridiane fino alle 7 del pomeriggio a edificazione dei newyorkesi boboThomas-Hirschhorn-Gramsci-Monument-2013-via-Daniel-Creahan

Deleuze, Spinoza e Bataille sono gli altri eroi del pensiero dissidente celebrati da Hirschhorn rispettivamente ad Avignone, Amsterdam e Kassel con un’antiretorica fatta di ironia, di forme scanzonatamente approssimative e di materiali poveri e provvisori.

Il monumento di Spinoza ad Amsterdam

Il monumento di Spinoza ad Amsterdam

Il versante costruttivo e propositivo di questo artista è forse ancora più interessante di quello decostruttivo e iconoclasta.

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