CASTELLI DI SABBIA NELLA CITTA’ DEL DIAVOLO di G. Lassi


200905086Ci troviamo nella regione dello Xinjiang, Cina. Il Tibet è a sud, la Mongolia a
d est, Afghanistan e Pakistan a ovest, la Russia a nord. Questo luogo quasi sconosciuto in Europa riserva qualcosa di particolare per il viaggiatore.

Tenetevi forte, perché ci mettiamo in viaggio verso la città spopolata di Urho, detta anche Moguicheng, che in cinese significa “Città del diavolo” non lontana da Karamay, la città del mondo più distante dal mare, tristemente nota per uno dei più terribili incendi della storia recente, in cui morirono bruciate 324 persone, la maggior parte bambini. 

Urho è un luogo arido, ventoso e desertico vicino al Gobi. Qui troviamo ancora dinosauri e animali preistorici. Non siamo pazzi: nel periodo cretacico questo posto era un vasto lago dove non era strano incontrare animali preistorici ormai estinti. Sono stati ritrovati fossili di stegosauri e di plesiosauri, i quali venivano descritti così dal famoso paleontologo William Conybeare nei primi dell’Ottocento: “un serpente passato attraverso il corpo di una tartaruga”.

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Questa è una definizione molto particolare e suggestiva che evoca un corpo largo, una coda corta, un collo lungo e zampe trasformate in pinne, ma non rende l’idea dell’imponenza di questo dinosauro. Il sito oggi ci appare come una valle di sabbia cosparsa di scheletri di animali, senza alcuna traccia d’acqua e vegetazione. Ma avvicinandoci alla Città del diavolo si scorgono gigantesche strutture naturali di sabbia, alte diversi metri, le quali si innalzano dal terreno.

548fef527e99aCi danno fin da lontano la sensazione di essere entrati in una zona fiabesca infestata da grandi castelli fantasma, che conferiscono alla località un sinistro fascino. I suoi castelli di sabbia formati da processi naturali sono unici al mondo. La notte, quando il cielo è terso e spira una leggera brezza, è possibile ascoltare il suono di migliaia di campane originato dal nulla. L’effetto viene descritto come una soave melodia, la cui fonte è sconosciuta. Eppure, quando il vento è furioso e l’ambiente diventa più buio, la melodia svanisce e lascia posto a quelli che appaiono come lamenti sinistri di donne e bambini o ruggiti di grossi animali. Ma sono inganni dell’udito? illusioni acustiche? Fenomeni diabolici? Anche se alcuni abitanti del luogo pensano che sia il diavolo a produrli, in realtà non sembra che c’entri il suo zoccolo fesso. Si tratterebbe invece di rari fenomeni causati dall’azione del forte vento contro i castelli di sabbia.
Se invece volete immergervi nella tavolozza cromatica più meravigliosa di cui la Natura sia capace recatevi al cosiddetto Lago celestiale dello Xinjiang, che si trova sulle montagne del Tian Shan. Le sue acque trasparenti sono bellissime e inoltre offrono una cornice luminosa e spettacolare alla flora e alla fauna del monte Bogdo.
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Non ci resta che andare fino ai ghiacciai della regione. Il panorama delle valli ghiacciate, insieme alle foreste limitrofe, offre uno spettacolo naturale unico. Ultima attrattiva gli 8.609 metri del monte Qogir, meglio conosciuto come “K2”, la seconda vetta più alta del mondo dopo l’Everest: ma una delle cime più letali per gli alpinisti: 31 gli scalatori morti mentre tentavano l’impresa a partire dai primi che raggiunsero la vetta nel 1954, gli italiani Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.

 

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