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BEATA IGNORANZA: ANALFABETISMO RELIGIOSO IN ITALIA

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Chi ha scritto la Bibbia? Gesù.

Un esempio di risposta data dall’italiano medio nel corso dell’indagine sociologica confluita nel Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, a cui hanno collaborato giuristi, storici e teologi coordinati del prof. Alberto Melloni, segretario della Fondazione Giovanni XXIII per le scienze religiose. Lo studio ha rilevato come la maggior parte dei cristiani italiani non conosca i fondamenti stessi della fede che professa. Una spaventosa ignoranza dei contenuti più elementari della loro religione che non impedisce però agli italiani di definirsi cristiani, e magari rivendicare la loro appartenenza alla Chiesa cattolica, apostolica e romana.

“Ignorans sum et idiota” si confessa San Francesco nella Lettera a tutto l’ordine (39). Ma l’ignoranza francescana riguarda la cultura teologica e filosofica, non certo i dogmi principali della fede. 

La maggior parte degli italiani ha un volume della Bibbia da qualche parte, eppure pochissimi l’hanno aperta per leggerne un rigo. Molti intervistati non sanno citare neppure uno dei dieci comandamenti. Altri non sanno neppure chi li ha dettati. L’80 per cento dei sedicenti fedeli non riesce a citare neppure una delle tre virtù teologali. In compenso per certi cristiani gli unici precetti della religione sono: no ai matrimoni gay, no all’eutanasia, sì al presepe.

Gli stessi prelati devono ammettere che due terzi degli italiani hanno idee molto vaghe sui contenuti della fede che dicono di professare (Si veda quanto ha detto durante la presentazione del Rapporto a Palazzo Giustiniani il segretario generale della CEI Nunzio Galantino)

Forse basta dirsi cristiani per esserlo? Qualcuno sosterrà che se il Regno dei Cieli è dei poveri di spirito, non è necessaria la conoscenza e che Dio si è manifestato ai semplici e ha snobbato i sapienti.

La santa ignoranza sarebbe dunque una virtù? Ma Pietro stesso raccomandò di aggiungere «alla virtù la conoscenza» (2 Pt 1,3). E nell’Antico Testamento si legge:  “Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza.” (Osea 4:6) e nel Nuovo si ribadisce: “Voi errate, perché non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio” (Mt 22,29).

“Ignoratio Scripturarum ignoratio Christi est”. L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo, ha sentenziato S.Girolamo nel Prologo al Commento al profeta Isaia.

E se non siete convinti, leggete la Quaestio disputata de Malo di San Tommaso d’Aquino, dove si sostiene che l’ignoranza di ciò che si è tenuti di sapere è un male e che l’uomo è tenuto a conoscere tutto ciò che riguarda la fede, in quanto la conoscenza ci permette di evitare il peccato, mentre invece l’ignoranza porta al peccato e quindi è una colpa.i5ugkvxvpkwi3qsjyytl

-O sancta simplicitas! esclamò Jan Hus, il riformatore boemo, mentre un vecchietto aggiungeva legna al rogo sul quale egli stava bruciando.5438657338_cee7138a97_b

Agli elogiatori della santa ignoranza, rammentiamo che sono proprio gli ignoranti quelli più intolleranti e fanatici, quelli che in passato accendevano i roghi e che oggi mettono le bombe o si fanno esplodere tra la gente.  

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