SACRIFICI SATANICI NELL’EX COLLEGIO

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La nostra inchiesta parte dal ritrovamento di numerosi sacchi di plastica neri e azzurri, abbandonati su una piazzola di sosta dell’A1, in località Villanecchio. È il 21 giugno 2006. I sacchi risultano pieni di ossa. Ossa umane, come stabilirà il medico legale. I sacchi contenevano le vertebre cervicali, la scapola e la clavicola sinistra, alcune coste, l’anca, il femore destro, alcune altre vertebre ed entrambi gli omeri. Mancavano invece il cranio e parti di braccia e mani. La perizia autoptica fu in grado di precisare che si trattava dei resti di una giovane fra i 20 e i 30 anni, razza caucasica, morta da circa due anni.

Parte un blitz della polizia in mezza Toscana. Squadre di poliziotti sguinzagliati a caccia dei colpevoli. Col sospetto agghiacciante che si tratti di un sacrificio satanista, gli inquirenti indagano tra le sette occulte e i gruppi dark metal. Due anni dopo vengono incriminati quattro giovani con l’accusa di omicidio volontario e distruzione o soppressione di cadavere. Gli indagati sono un operaio e tre disoccupati fra i 23 e i 28 anni. ; tra i perquisiti figurano Un’altra quindicina di giovani, tra cui studenti e professionisti, che flirtano con l’esoterismo splatter sono coinvolti nelle indagini coordinate dal pm fiorentino Luca Turco. Nel corso delle perquisizioni domiciliari vengono sequestrati coltelli, spade, cinture borchiate, manette, candele nere, opuscoli e libri di carattere satanista. Ma anche due teschi umani. In alcuni pc saltano fuori foto di uomini che si accoppiano con donne decapitate e di ragazze immerse in vasche di sangue.1q

Gli agenti della Mobile fiorentina avevano cominciato a monitorare siti internet, locali e negozi specializzati, risalendo fino a una conventicola di ragazzi toscani accomunati dalla passione per la musica dark. Dai dischi di Marilyn Manson alle messe nere. Un bel salto. L’inizio dei loro ritrovi satanici coincide con l’epoca del decesso della donna i cui resti furono trovati sull’autostrada. Il gruppo si ritrovava in luoghi di culto sconsacrati in varie parti della Toscana e nell’ ex sede estiva del convitto Cicognini di Prato, da anni abbandonata. (Fonte http://qn.quotidiano.net/2008/06/08/95410-satanisti_donna_morta.shtml)

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Il luogo non potrebbe prestarsi meglio a scenario di lugubri riti. Il complesso è conosciuto come Villa delle Sacca, nel comune di Prato. Si tratta di un antico monastero di monache fondato nel 1276, poi passato ai monaci olivetani nel XV secolo e da loro chiamato Monastero di S. Bartolomeo delle Sacca. Uno degli abati fu il finissimo letterato e novellatore Agnolo Firenzuola (1493 – 1543). Nel 1775 il Granduca Leopoldo dona il convento di S. Bartolomeo delle Sacca al Reale Convitto Cicognini. Da austera casa di preghiera dei Monaci Olivetani si trasforma in residenza estiva per i collegiali. E possiamo solo immaginare le capestrerie e le marachelle che combinava durante le vacanze in collegio un convittore destinato a diventare il più famoso ospite del Cicognini, Gabriele D’Annunzio, che vi studiò dal 1874 al 1881 e che appena sedicenne attirò l’attenzione del pubblico con la sua prima raccolta di versi dal titolo Primo vere, piena di immagini ispirate alle tempeste ormonali di un precoce adolescente. Un altro tipaccio estroso a passare la villeggiatura al convitto di Villa Le Sacca fu lo scrittore Curzio Malaparte, anche lui alunno ginnasiale modello al Cicognini di Prato. Nel 1967 il Convitto Cicognini alienò la proprietà e da allora la villa è lasciata lì a marcire nell’incuria più completa.

sacca-1Oggi non ne rimangono che ruderi foschi e desolati, che attirano le coppiette in cerca di un riparo discreto, i teppisti e i vandali in cerca di facili bravate, gli amanti del brivido in cerca di emozioni, i dilettanti di Satana in cerca di un ricettacolo di atmosfere sinistre. Si direbbe un posto decisamente troppo frequentato per chi cerca un nascondiglio dove appartarsi. Ma il tetro squallore di quelle mura è troppo stimolante per resistere. Il posto sembra fatto apposta per i convegni del male e del peccato.

c45f526f32aa4ab114edbf99f77642977fbf60a3In rete si trovano resoconti di appassionati del paranormale che hanno compiuto sopralluoghi a caccia di presenze soprannaturali. Non potevano mancare le voci di chi sostiene che nell’ex monastero e collegio vaghino spettri. Un blogger racconta di avervi condotto una medium che, attraverso il metodo della scrittura automatica ha cercato di entrare in contatto con le entità dell’oltretomba. Pare che si sia manifestato un defunto che ha detto di chiamarsi Enea, e che ha precisato di avere vissuto nel Convitto nel 1928. Dopodichè il fantasma li ha ammoniti di abbandonare il luogo. Nonostante l’uso di strumenti per rilevamenti audio-video, nulla di anomalo è emerso dalla perlustrazione dei ruderi, tranne un particolare, riferito dalla medium, forse per non deludere il committente. La sensitiva ha infatti affermato di avere avuto l’impressione che qualcuno le prendesse le mani e la tirasse come se un bambino volesse condurla da qualche parte.14038632776_c1f6e1837d_b

Le ricerche d’archivio non hanno fatto emergere nessun Enea ospite o lavorante del Convitto. Ulteriori perlustrazioni hanno portato alla scoperta di piume a mucchi, come se una gallina fosse stato spiumata sul posto. Si può solo presumere che qui avvengano sacrifici animali nel corso di riti satanici. Sgozzare un pollo in onore di Satana, d’accordo. Ma perché mai prendersi il disturbo di spiumarlo? Il balenare di un osso imprime un piccolo sussulto ai nostri indagatori dell’occulto. Ma risulta solo un cranio  di coniglio…

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