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2016: FERRUCCIO BUSONI, UN ANNIVERSARIO

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Nel 2016 ricorrerà il 150° anniversario della nascita di Ferruccio Busoni.
Questo genio poliedrico fu compositore e teorico musicale, operista e librettista dei suoi stessi melodrammi, grande virtuoso di pianoforte e maestro di tecnica pianistica. Nato a Empoli e sepolto a Berlino, la sua produzione artistica si ricollega alla tradizione musicale mitteleuropea, ma è caratterizzata da un’ansia di sperimentazione che non rinuncia alla solidità e al rigore del classicismo tonale.

Per celebrare l’empolese forse più noto nel mondo RossoPontormo ha in preparazione la messa in scena di un testo inedito scritto da Busoni in tedesco e tradotto per l’occasione da Monica Zefferi.
Il testo si presenta come la continuazione ideale del “capriccio teatrale” Arlecchino, rappresentato per la prima volta nel 1917 a Zurigo.
Sotto la maschera di Arlecchino si cela lo stesso Busoni, sotto i cui occhi si svolge una parata satirica che mette a nudo i mali e le storture della vita associata e delle istituzioni pubbliche. Guardie e ladri, animali e bestie leggendarie, draghi ed elefanti, personaggi della letteratura e maschere da commedia dell’arte convengono in questa festa grottesca di un Millennio allo scorcio, che si concluderà con due guerre mondiali e una bomba atomica.

Il titolo dato dall’autore a questo bizzarro testo teatrale suona come Proseguimento e conclusione dell’Arlecchineide. Lo spettacolo che ne ricaveremo porterà probabilmente un titolo diverso, magari, giocando sulla passione di Busoni per gli automi e sulla lingua tedesca dell’originale:

HARLEKINMACHINE

Ecco di seguito l’inizio della scena finale: un sontuoso delirio futurista di immagini parodistiche e caricaturali della società umana lacerata dalle sue contraddizioni e dalle sue follie:

Scena quarta

Il Parnaso delle maschere e degli animali

(Sullo sfondo si vede un paesaggio architettonico che mostra in sintesi: la piramide di Cheope, il tempio di Benares, il pantheon di Roma, la cattedrale di Strasburgo, la ghigliottina e la torre Eiffel. In primo piano si trova un mercato di fiera annuale con svariate bancarelle. In primissimo piano una collinetta con sopra un trono e davanti un tavolo. Sul trono siede Arlecchino.)

Arlecchino: Questo è il mio regno. Qui comando io. E tutto ciò (fa un ampio gesto) è la mia creazione. Io l’ho costruito, io provvedo affinché si mantenga, prosperi, funzioni e vada avanti. L’enciclopedia della stoltezza, il meccanismo della storia, il moto perpetuo dell’ascesa e della caduta.
Attenzione! Il pantheon! Venere , Bacco e Mercurio, il dio dei ladri. La cattedrale di Strasburgo! Monaci e streghe e roghi in nome della croce.
La borsa di Parigi, il tempio delle azioni!
Lo scheletro e la balena!
I nani dell’Escorial e i fachiri dell’India.
Sullo sfondo, non visibili, le fabbriche di bombe di dilettanti asiatici mezzo sangue; a stretto contatto, orchestrine di zingari e spettri danzanti, molto più avanti, verso occidente, oltre l’oceano – il nuovo medioevo, ringiovanito da bagni quotidiani e da una morale imbellettata.
Centinaia di migliaia di redazioni di giornali, fabbriche della menzogna, camaleonti delle opinioni, professionisti della spudoratezza!
Ciminiere, officine!
Tasti, tasti, tasti!
Bulloni, bulloni, bulloni!
Ovunque si giri l’occhio ci lasciamo sfuggire la vita per conservarla. Per trovare un tetto ci ammassiamo in affitto e non ci sono case a sufficienza. Per il cibo ci si affatica ansimando e non si trova il tempo per mangiare. In cupi quartieri senz’aria si produce incessantemente ciò che non è stato richiesto e ci si ingegna nel trovare pretesti per farlo apparire indispensabile alla massa.
Famiglie! Contratti matrimoniali! Orgoglio di schiatta, questioni patrimoniali, amore delibato, prostituzione legittima!
Il sesso in bellezza e libertà – un tabù messo al bando, perseguitato e punito!
Polizia! Divieti! Privilegi delle uniformi! Palazzi di giustizia! L’uomo posto sopra l’altro uomo! Dispositivi, protocolli, timbri, baionette; intromissione nelle coscienze degli altri grazie all’eliminazione della propria! Strumenti di giustizia! Là, la ghigliottina –simbolo dello spirito illuminato!
Le banche! Cucine alchimistiche del presente, dove il metallo partorisce altro metallo e il paesaggio diventa carta!
Eserciti! Reggimenti! Non si riesce più a distinguere l’individuo. Stesso passo, stesse divise, stessi cervelli. Automatismi. Brutale mancanza di fantasia. Sparare, sparare, sparare! L’uomo visto di fronte: un nemico, da dietro: un codardo; e i colori sui vessilli e sui pantaloni, in modo da non confonderli.
E ora sbalordite – lo sport! Come vanità, concupiscenza, e – si dice – “stimolante dell’attività intellettuale”. Per quest’ultima caratteristica si è dimostrato particolarmente giovevole! Un dominatore degli elementi. In terra, sull’acqua, nell’aria. E non si dimentichi l’arte dei razzi e dei petardi! –
La proprietà! Un allungare la mano verso ciò che si trova al di fuori di noi. Il perenne conflitto per la linea di confine. Cause giudiziarie che durano fin oltre la morte.
Pubblicità! Figlia impudica del mondo nuovo. Magnificazione dei propri imbrogli per attirare i danneggiati. Walzer di stupidità e cattiveria!
È una fortunata circostanza che dappertutto ebrei e prostitute si affermino: accomodanti, mediatori, universali! E la cosa migliore di tutte: le mie maschere e le mie bestie, immutabili, autentiche, affidabili! A loro riservo oggi la festa del millenario; e loro arrivano, arrivano, da ogni luogo e ogni tempo: miei ospiti, amici miei, mie creature.

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